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Jack London..la fine della storia

Da Lory663
Jack London..la fine della storia
>>...Nel 1904, allo scoppio della guerra russo-giapponese, accettò la lucrosa offerta di partire come corrispondente di guerra. Sbarcato in Giappone, il suo spirito di avventura lo spinse a comperare un'imbarcazione e ad affrontare mille disagi per portarsi sul teatro dello operazioni nonostante gli ostacoli creati dal governo giapponese.
Tornato in patria, continuò a scrivere, intercalando il lavoro di romanziere a serie di conferenze sul socialismo che destarono molto scalpore, volgendo contro di lui una parte dell'opinione pubblica che già gli era ostile in seguito al suo divorzio dalla moglie e a un successivo matrimonio. Nel 1906 decise di realizzare il grande sogno della sua vita: navigare verso i mari del Sud e compiere il giro del mondo. Volle farsi costruire un'imbarcazione secondo i suoi disegni; questa gli costò somme enormi e solo dopo mille contrattempi potè partire, un anno più tardi. Durante il viaggio scrisse Martin Eden.
Questo è il più autobiografico dei suoi romanzi. Come l'autore, il protagonista è un marinaio; la curiosità intellettuale, il desiderio di elevarsi lo spingono a educarsi in modo da poter partecipare a quella vita della ricca borghesia che gli appare nobile ed elevata. Egli è ispirato e sostenuto nei suoi sforzi da Ruth Morse una ragazza dell'alta società che per lui rappresenta il simbolo della classe sociale a cui appartiene e la personificazione della donna ideale. Divenuto scrittore, esprime con gli scritti il suo modo di concepire la vita, ma la forza e la bellezza delle sue opere non vengono apprezzate e solo un poeta socialista ne capisce il valore. La fidanzata lo abbandona: ella pensa che Martin Eden sia uno scrittore fallito, quando vede che i suoi scritti sono rifiutati dagli editori, e condivide il disprezzo proprio della sua classe per chi non ha saputo ottenere il successo e la ricchezza. Infine uno dei suoi libri porta a Martin Eden la fortuna e la fama; Ruth cerca di riallacciare il fidanzamento, ma l'amore è morto ormai nell'uomo. Martin Eden ha rotto ogni legame con la classe sociale da cui proviene, ma disprezza quella società di cui è entrato a far parte. Nulla lo attrae più, non ha più nessun desiderio di vivere; si imbarca per i mari del Sud e durante il viaggio si getta dalla nave e annega.
Anche Jack London, come il suo protagonista, vedeva crescere il successo di giorno in giorno: aveva 31 anni e aveva pubblicato 21 volumi. Ammalatosi durante il viaggio, dovette far ritorno a San Francisco, dopo più di due anni. Scrisse allora Radiosa Aurora, ispirato alle proprie esperienze di cercatore d'oro. Deciso a stabilirsi in maniera definitiva, Jack London acquistò una ridente estensione di terreni a Glen Ellen, e vi fece costruire una grande casa, con enormi spese. Era ormai lo scrittore più celebre e meglio pagato d'America, ma il suo tenore di vita era tale che la necessità di denaro lo spingeva a una produzione letteraria affrettata e di minor valore. La casa che gli era tanto cara e che gli era costata tanto denaro bruciò una notte e fu come se una parte di lui stesso fosse stata distrutta per sempre.
Era amareggiato dall'indifferenza delle figlie verso di lui, il mondo ormai gli sembrava vecchio, non aveva più sogni né desideri, la vita  non aveva più sapore per lui. Il 21 novembre 1916, un servo allarmato lo trovò in uno stato di profonda incoscienza da cui non di destò più. Vicino al letto, il medico trovò due fiale di morfina e atropina. Anche per lui, come per Martin Eden, "la vita era divenuta cattiva - una cosa insopportabile" ed egli aveva deciso che non valeva più la pena di continuarla.
Fine
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