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Juan Solo

Creato il 12 luglio 2014 da Paradisiartificiali
Juan SoloIn un paese normale, un editore come la bolognese Cosmo, dovrebbe essere subissata di elogi e parole di congratulazioni per il suo lavoro editoriale, in un paese normale sul profilo social dell'editore dovrebbe comparire in media un post di ringraziamenti ogni due minuti, per aver riportato in edicola, a prezzi contenuti, un bel pò di fumetto d'autore. Questo in un paese normale.
In Italia invece, a leggere in rete, la Cosmo, non è nemmeno degna di essere chiamata "editore", questo perchè, non investe in Italia, non promuove il fumetto italiano, tipo Lady Mafia presumo.
Che poi, come concetto critico è una stronzata pazzesca, è come se io domani volessi aprire un bar, ma se non ho una paio di piantagioni di caffè che mi riforniscono di chicchi nostrani, sono comunque un bar di merda. Un bar cinese.
A sentire alcuni, quelli della Cosmo, sono solo degli arrivisti che hanno scelto la facile via delle licenze, un pò come fanno la Panini e la Rw Lion, solo che quelli della Cosmo hanno l'aggravante di pubblicare, il più delle volte, materiale di qualità.
E siccome siamo sempre in Italia, il passaggio da materiale di qualità, a fumetto per snob con la puzza sotto il naso che io bimbominkia sono incapace di comprendere, è tremendamente veloce, pertanto succede sempre che chi ha in licenza cagate per adolesceni è osannato come l'editore dell'anno (es. Panini), chi invece ripropone fumetti più ricercati, mirando ad un diverso bacino di clienti è uno snob arrivista.
E non mi sono nemmeno soffermato sull'eterna diatriba che nasce in seno all'analisi della scelta dell' edizione bonellide: in un paese normale, un lettore normale, applaudirebbe la volontà di pubblicare in bianco e nero in formato ridotto, per tenere i costi bassi, applaudirebbe cosciente del fatto che in un edizione diversa, l'occhio verrebbe appagato, il portafogli un pò meno.
Invece nel paese dei balocchi che è l'Italia, la Cosmo è una violatrice del prodotto originale, che deturpa per fare soldi, vendendo in edicola, fumetti che in quella edizione ridotta ed in bianco e nero, vengono inevitabilmente svalutati.
Poi magari sono gli stessi che comprano cofanetti, variant cover, o numeri celebrativi obbiettivamente inutili e che nulla aggiungono al piacere di leggere.
Strano paese il nostro. Perchè poi l'opinione dell'asino medio italiano non è cambiata nemmeno con i Cosmo Color: sono fatti male, scrocchiano quando li apri, dicono, e molte volte il materiale che pubblicano, gode di echi di meriti messi in giro da vecchi critici.
E' un pò quello che succede per Bendis, ma al contrario, un povero demente un giorno è andato in rete a scrivere che BMB è l'autore massimo per quel che concerne lo scrivere dei dialoghi realistici, e tutte le scimmie ammaestrate a ripetere il concetto, evidente tra l'altro, basta leggere involuzioni del media fumetto come Secret Invasion, o Vendicatori Affanculo, per leggerlo con i propri occhi.
Ops volevo dire divisi, Vendicatori divisi,  giuro, scusate.
E così l'altro giorno mi sono ritrovato a leggere una recensione su Juan Solo di Jodorowsky, che tentava di convicermi che fosse l'ennesimo fumetto sopravvalutato da vecchi dinosauri, incapaci di capire l'evoluzione del media. In un certo passaggio mi è parso persino di capire che con Juan Solo, era stata volontà dello scrittore, poeta, fumettista, regista teatrale, drammaturgo, saggista, cineasta, di confezionare un opera capace di superare in appetibilità i fumetti dei supereroi americani....
Più o meno l'opinione dell'audace blogger, che ho scelto di lasciare anonimo, anche perchè non mi ricordo più l'indirizzo, era che Juan solo fosse di una noia mortale, e che come opera tutt'altro che miliare, avesse mancato tutti gli obiettivi che sembrava si fosse prefissata nel primo numero, ovvero approfondire i concetti di disagio sociale, odio verso il diverso, e chissà cos'altro.
Juan SoloLa verità è che se ti incammini verso il difficoltoso compito di convincere il prossimo che una cosa è brutta solo perchè tu non la capisci, è richiesta un minimo di preparazione sull'argomento. Altrimenti ti riduci ad un troll, con il malsano vizio di fare l'anticonformista anche quando scadi nel ridicolo.
La verità è che Juan Solo, è un fumetto assolutamente compatibile con la produzione del prolifico autore; un lettore che arriva a Juan Solo (grazie alla cosmo che lo ripropone in edicola a basso costo) dopo aver letto, per esempio Bouncer (sempre Cosmo, sempre low cost, anzi se non vi ringrazia nessuno lo faccio io), o magari alcuni dei suoi romanzi, come pere esempio l'impossibile "Quando Teresa si arrabbiò con Dio",  saprebbe benissimo che Juan Solo è l'ennesima prova di uno scrittore, che ama rivestire plot narrativi tutt'altro che audaci, con estremismi sia a livello di trame che di caratterizzazioni di personaggi. Juan Solo è una gangster story, tutto sommato, condita dalla presenza di Freak tipici, e ricorrenti nella produzione dello Psico-Mago cileno naturalizzato francese, che non credo abbia alcuna volontà di competere con il fumetto supereroistico americano, pretendere di capirne il senso, dopo aver letto Age of Ultron o AVX è semplicemente atroce.
Juan SoloNon si sta sopravvalutando il fumetto Juan Solo se ne promuoviamo la lettura, Juan Solo appartiene semplicemente ad altri registri narrativi, e si distingue dalle altre produzioni presenti in edicola per un motivo principale, è una storia concepita solo per il piacere di essere letta, è un romanzo illustrato punto e basta, non è che dare la connotazione di opera a questo fumetto, debba essere necessariamente letto a più livelli.
Il contributo di George Bess all'opera è eccellente, il disegnatore si dimostra un bravissimo esecutore di sequenze di azione, un cultore delle anatomie, un amante quando richiesto di ampie inquadrature e maniacale attenzione ai particolari, nelle tavole quasi null'a è accennato e lasciato a libera interpretazione del lettore, Bess ha un tratt pulito e preciso, e traduce bene in immagini la lisergica sceneggiatura di Jodorowsky, che non manca di schiaffeggiare i lettori, con sequenze disturbanti, volutamente estremizzate, sature di situazioni tutt'altro che borderline. La morte del nano transessuale chiamato "mezzolitro" che accudisce il protagonista della storia nelle prime pagine, non deve essere per forza inquadrato, in una situazione di analisi della società, è solo un nano transessuale, con il suo specifico ruolo nella storiae che trasmette nella sua seppur breve apparizione il pathos necessario per innamorarsi dello stile di Jodorowsky.
Juan Solo
Juan SoloJuan Solo è un ottima riproposta Cosmo, una buona occasione di leggere questa fantastica Graphic Novel senza doversi svenare, una lettura che si è capito, al contrario di blogger audaci, raccomando spassionatamente. Vi divertirà, vi disturberà., in alcuni passaggi vi entusiasmerà, senza spoilerare nulla, diciamo che l'estremamente vario background culturale dell'autore verrà fuori pagina dopo pagina, estasiandovi, come poche altre cose possono fare a quel prezzo, in edicola.
Brava cosmo.
Baci ai pupi.

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