
Un vaso a due anse dalla tomba di Kha e Merit
(Foto: Wikimedia Commons)
La tomba di Kha e Merit, vissuti durante la XVIII Dinastia, è stata trovata nel 1906. Il loro corredo funerario è molto prezioso: cinque bare dorate, ricchi gioielli d'oro, biancheria intima con i loro monogrammi, vestiti e due copie del Libro dei Morti. Per comprendere meglio il raro processo di mummificazione subìto dai corpi della coppia, i ricercatori hanno utilizzato una nuova generazione di raggi X e microanalisi chimiche. Queste analisi hanno permesso di accertare che la mummificazione applicata ai corpi di Kha e di Merit era di elevata qualità, proprio per l'utilizzo di prodotti antibatterici ed insetticidi.
I ricercatori hanno altresì scoperto che gli organi interni di entrambe le mummie, tra i quali il cervello e gli organi della cavità toracica, erano molto ben conservati grazie all'utilizzo del natron durante la mummificazione. Gli organi, infatti, si sono conservati molto bene e sono ben visibili anche a 3500 anni di distanza dalla morte di Kha e Merit, i cui corpi sono custoditi nel Museo Egizio di Torino.

Scatola da toilette in sicomoro e vasi in ceramica, vetro e alabastro
che contenevano unguenti per la vita di Merit nell'aldilà
(Foto: Wikimedia Commons)
La tomba di Kha e Merit è la sepoltura nobile più integra del Nuovo Regno. Con i due grandi sarcofagi lignei contenenti le mummie dell'architetto e di sua moglie, sono stati trovati più di 500 oggetti, ognuno dei quali doveva essere utile ai coniugi nella loro vita dopo la morte. La scoperta è della massima importanza per la ricostruzione delle usanze funerarie del Nuovo Regno.
I ricercatori pensano che Kha provenisse da un ambiente modesto e ascese ad una posizione sociale elevata per le sue qualità come architetto. Servì tre faraoni della XVIII Dinastia e morì durante il regno di Amenhotep III, che regnò fino al 1348 a.C.. Kha raggiunse il grado di Direttore dei Reali Lavori in Deir el Medina, dove gestì personalmente la costruzione delle sepolture reali.
