Il circolo delle giovani vedoveJill Sooley
Prissy Montgomery non ha esattamente un matrimonio scoppiettante. Da mesi ogni scusa è buona per evitare contatti fisici con il marito, che ormai le risulta fastidioso persino per il modo in cui mangia. Figuriamoci il resto...
Ma una sera, al rientro dal lavoro, Howie pronuncia all'improvviso la parola "divorzio", e Prissy rimane letteralmente di stucco. Nel tentativo di voltare pagina, torna nel paesino in cui è cresciuta, dove ritrova le due amiche d'infanzia, ormai vedove da pochissime. E cosa c'è di meglio che unire le forze in tempi difficili e magari far fruttare in qualche modo una vera o presunta "vedovanza"?Prissy, Lottie e Georgia - insieme alla terribile mamma di Prissy - sono le irresistibili eroine di questo romanzo, battagliere nonostante tutto, ma con il cuore spalancato sulla vita.
Una commedia esilarante, che mette istantaneamente di buon umore.
Titolo originale, molto più sensato: "The Widows of Paradise Bay".
Mi ha ricordato i racconti di Asimov, molto apprezzati.Le storie di donne che affrontano difficoltà sono come la parola "giardino": una calamita.

Il sottotitolo italiano (UNA COMMEDIA LIBERATORIA) mi ha fregato.
Ho letto libri peggiori, intendiamoci; scritti male e trame inconsistenti o stupide.
L'idea della madre di Prissy è originale: fa passare la figlia per vedova, con tanto di necrologio e commemorazione in chiesa. Ma è come leggere un Beckett all'acqua di rose; leggi e aspetti che accada qualcosa. E tutto il resto è noia, come qualcun altro ha detto.
Il bel lieto fine non fa schifo, ma il problema è rappresentato dalle trecento pagine che lo precedono.
E mi domando.
Una commedia liberatoria.
Da che cosa?
Arrivo alla fine con un "Ah, finalmente l'ho finito e posso riciclare"?
Ovvero: me ne libero...
Ma!
