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L'Amanita#55 - L'Amanita e Kathy Reichs: la funzione catartica dei libri

Creato il 18 luglio 2015 da Loredana Gasparri

L'Amanita#55 - L'Amanita e Kathy Reichs: la funzione catartica dei libri

Sarà il dentista, che dopo avermi bombardato di anestesie, mi ha trapanato-sbriciolato-ricostruito-scalpellato... immaginate un vecchio flipper in tilt e vedete Neurino-Mio.

Sarà l'effetto-Fungone, con le sue fiabe originali.

Sarà una frase della nostra padrona di casa sui vampiri ed il mutato atteggiamento nei confronti di un genere che amava molto.

Saranno le associazioni di idee sbiellate: il "siamo quello che mangiamo" diventa "siamo quello che leggiamo"? O viceversa: mangio (leggo) perché sono?

Aggiungete la decisione di rileggere tutti i libri di Kathy Reichs (una quindicina) già in mio possesso in attesa che esca l'ultimo in versione economica e l'annosa abitudine di coinvolgere Loredana nelle mie elucubrazioni (e viceversa).

Quando Loredana mi ha detto "basta, chiudo con i vampiri e il genere horror", stavo ricominciando a seguire la dottoressa Temperance Brennan nei suoi spostamenti Carolina-Québec.

Piccolo chiarimento: ho eliminato giornali e televisione, ma leggo parecchi libri "gialli trucidi" - quelli con pezzi di cadaveri ovunque, per intenderci - e qualche anno fa mi prestarono in contemporanea un libro della Cornwell ed uno della Reichs.

Dopo qualche pagina scartai la Cornwell: non entrò in risonanza e le vicende di Kay Scarpetta continuano a non interessarmi.

Temperance Brennan si descrive così: Mi chiamo Temperance Deassee Brennan. Uno e sessantasette, irritabile, ultraquarantenne. Plurilaureata. Superoccupata. Sottopagata. K. Reichs, Le ossa del diavolo, p. 9.

Aggiungo: ex alcolista, madre di un'adolescente che vediamo crescere, separata da avvocato fedifrago, in attesa di divorzio, una "quasi relazione" col detective anglo-canadese Andrew Ryan ed una serie di vicende con altri personaggi fissi.

Di più: la Reichs parla spesso di donne e bambini, le vittime per eccellenza della storia, presta la sua voce a queste vittime per lo più ignorate. La sua protagonista pesta i calli a chiunque finché non trova una risposta alle ossa che arrivano tra le sue mani, perché quelle ossa chiedono rispetto, considerazione e giustizia.

Odiavo il mio aguzzino. (...) Lo odiavo con la rabbia accumulata in tanti anni trascorsi a lavorare sulle vittime di maltrattamenti. Lo odiavo per le mogli tenute alla frusta, per i neonati con le bruciature di sigaretta, per le donne anziane con le piaghe da decubito. K. Reichs, Duecentosei ossa ,p. 258

Mi direte che non tutti i libri sono ben riusciti; avete ragione. Qualche libro è meno scorrevole, un altro è poco omogeneo ed una domanda mi perseguita: ma perché finiscono tutti con l'antropologa all'ospedale? Brennan, spegni la calamita dei guai e smetti di fare Wonder Woman!

A parte questi dettagli e l'ampia panoramica su un genere umano decisamente scadente... o forse proprio per questa umanità.

Sì, c'è l'umanità in tutte le sue sfaccettature. Come leggere un quotidiano, dalla cronaca nera alla pagina sportiva.

C'è violenza nel mondo e la troviamo nel libro. In tutte le sue manifestazioni: traffici di droga, di organi, di donne e bambini; stupri, rapine, abusi, corruzione e cadaveri.

Anche negli ambienti lavorativi: incomprensione, invidia e antagonismo, colleghi ambiziosi che cercano di "fare le scarpe" o il disprezzo ignorante dei sostenitori del vecchio detto vale più la pratica della grammatica - come se pratica e grammatica fossero rivali e non alleate.

Sibilo improperi, urlo e m'infurio assieme alla protagonista. A volte mi sfogo pure con lei: "Diamine, Brennan, sei una donna intelligente, non puoi cascarci così".

Ma qua "i cattivi" pagano.

Ecco perché parlo di funzione catartica.

Sfogo tutte le reazioni suscitate dalla violenza gratuita, butto fuori il mio stesso pattume, pensieri vendicativi e perfidie. Scaglio anatemi e fulmini su quei personaggi di carta.

E leggere che il colpevole è punito mi fa bene.

Chiudo il libro più leggera e arricchita da un pensiero: c'è speranza per questa povera umanità.

...e fa anche bene leggere di qualche colpevole che si prende giustamente le sue mazzate in testa per aver causato danni. Qui in Italia è una cosa così strana...stupratori compatiti perché sono bravi ragazzi, anche se vanno in giro con coltelli ad aspettare le ex-fidanzate, comandanti di nave che abbandonano i passeggeri al loro destino contrariamente a qualunque regola basilare di rispetto umano, trattati come rockstar e pagati per scrivere libri, imprenditori chiaramente incapaci che buttano famiglie sul lastrico tranquilli a casa senza un pensiero al mondo...so che si scade nel qualunquismo, facendo un elenco di questo genere, ma se guardiamo la realtà, non è esattamente un capolavoro di sentimenti e comportamenti elevati! Meglio concentrarsi sui libri, e non andare fuori tema rispetto a quanto enunciato da Marzia. E' passato un po' di tempo da quando ho chiuso con l'horror, e devo dire che un po' mi manca. Non i vampiri, però. Con quelli ho chiuso proprio. E' forse l'atmosfera di tensione, di ricerca, tipica di questo tipo di romanzi. Anch'io amo i gialli trucidi, e in televisione ero fan sfegatata di Dexter, di cui ho letto anche un libro poco tempo fa. Ho seguito Bones, alias Temperance Brennan fedelmente in tv, sostenendola con il mio affetto. Il suo atteggiamento cyborg, unito alla sua genialità, me la facevano venerare come una dea. Non ho ancora letto il suo contraltare di carta, ma sarà una lacuna da colmare presto...Per quanto riguarda la funzione catartica dei libri, questo mi fa venire in mente una delle funzioni dell'arte e del teatro così come sono esposti da Aristotele. La rappresentazione di drammi forti, con sentimenti esasperati, di violenza e sangue sbrigliati, agisce da purificazione (catarsi) su chi assiste, perché li aiuta a tirar fuori il lato oscuro e tumultuoso del proprio animo, prendendo innanzitutto coscienza della sua esistenza, senza farsene spaventare. Qualche post fa ho parlato di Ti dico che non ho sognato, di Carmelo Pistillo, dicendo che amavo particolarmente questo libro perché aveva tirato fuori il mio lato buio e costretto a tenerlo a bada. E dopo quella lettura così movimentata e amata, mi sono sentita meglio. Anch'io ho pensato che ci fosse speranza per la parte femminile dell'umanità, che quando decide di lasciare la briglia sciolta alla propria oscurità, diventa sul serio una divinità sanguinaria e difficilmente arrestabile, anche senza ricorrere alla violenza fisica (prerogativa più che altro maschile). Temo, Marzia, che Brennan continuerà a finire in ospedale...proprio a causa della sua intelligenza, che la spinge oltre i limiti. Così come il mondo continuerà a dar voce e forza al proprio lato oscuro, generando assassini seriali, ladri, stupratori. E persone come Brennan, in contemporanea, che si occuperanno di riportare in equilibrio il movimento!


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