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L'anello magico

Da Silviarossi
L'anello magicoIn una famiglia c'erano quattro fratelli. Carletto, il più piccino che combinava sempre guai, Silvia, la più studiosa, Sabrina, la più sportiva e Giovanna che si faceva chiamare Giovanno perché si sentiva più maschio che femmina.
Nella loro casa c'era un anello magico nascosto vicino alla porta in un cassetto. Ma siccome non lo aprivano mai non sapevano di avere un bene così prezioso.Un giorno Carletto, il più piccino, salì in cima a quell'armadietto e da lì cacciò un urlo di soddisfazione. Le sue tre sorelle, Giovanno, Silvia e Sabrina si precipitarono verso di lui ma Carletto perse l'equilibrio e cascò nell'ultimo cassetto. Fortunatamente atterrò su morbide coperte ma nel subbuglio della caduta l’anello magico uscì fuori dal suo letargo e si posò sul pancino di Carletto. Il bimbo afferrò l'anello - che si illuminò - fece due passi, si tolse il ciuccio e disse: "Tutto ok".Giovanno, Silvia e Sabrina si stupirono: Carletto aveva fatto i suoi primi passi e detto le sue prime parole.
Silvia gli disse: "Bravo!"
Sabrina prese l'anello, lo guardò e poi disse: "Secondo me è un anello magico. Si è illuminato e quando Carletto l'ha afferrato è riuscito a camminare e a parlare". Giovanno la contestò: "Ma che dici?! Proviamo a farlo camminare senza anello".
Carletto dopo qualche tentennamento riuscì a fare altri due passi.
"Vedi che non è l'anello!" sottolineò Giovanno.
"Va bene, allora se per voi è un oggetto qualunque, lo prendo io" disse Sabrina, e se lo mise in tasca.
Il giorno dopo Sabrina, la sportiva, aveva delle gare molto importanti. Prima di iniziare la corsa infilò l'anello che si illuminò. Lo starter sparò il colpo del via e Sabrina partì velocissima. Con lo sguardo fisso al traguardo, seminò tutte le concorrenti e arrivò prima.
Sugli spalti ad applaudirla c'erano i suoi fratelli. Carletto si tolse il ciuccio e indicando Sabrina disse: "L'anejo". Giovanno e Silvia aguzzarono la vista e riconobbero l'anello magico. Si scambiarono uno sguardo d'intesa, ma non dissero nulla.
Quella sera Silvia andò dalla sua sorella. "Me lo presti?" "Cosa?" "L'anello. Te l'ho visto alle gare. Domani ho una interrogazione importante a scuola. Se funziona anche per me allora avrai ragione tu: l'anello è magico" "Va bene, tieni" e glielo dette.
L'indomani Silvia tornò a casa da scuola entusiasta: "Mamma, ho preso 8 di matematica, ho risposto bene a tutte le domande e non mi sono impappinata!!!"
Mentre festeggiavano questi avvenimenti positivi Giovanno sgattaiolò nella cameretta delle sue sorelle, rufolò nello zaino di Silvia, ne estrasse qualcosa e se lo mise in tasca.
La mattina seguente l'allenatore formava la squadra di calcio della scuola. Giovanno si mise in fila insieme agli altri aspiranti calciatori. L'allenatore iniziò a chiamare i nomi dei componenti della squadra: Dario, Antonio, ... poi disse Giovanno. Si girarono tutti verso di lei.
"Ma Mister è una femmina! Nessuna femmina ha mai fatto parte della squadra!" si indignò un ragazzino ficcanaso.
Giovanno dalla rabbia strinse in tasca l'anello che si illuminò. Iniziarono a spuntarle muscoli da tutte le parti, sulle braccia, sulle gambe, sulle spalle e sui polpacci. Andò verso il ragazzino e con le mani sui fianchi gli chiese: "Perché hai qualcosa in contrario?" Il ragazzino fece di no con la testa e l'allenatore continuò con l'elenco di nomi.
Quella sera dopo cena si ritrovarono tutti felici i quattro fratelli, Carletto, Giovanno, Silvia e Sabrina. Si confidarono le prodezze dell'anello e capirono che era veramente magico, faceva ottenere alle persone ciò che volevano.
In quel momento arrivò la nonna che si mise a frugare nel cassetto vicino alla porta. "Nonna cosa cerchi?" "Esattamente questo!" disse la nonna mentre sfilava di mano a Carletto l'anello magico. "L'avete trovato ehhh"  e con l'anello illuminato al dito volò via dalla finestra sorridendo.

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