L'Angolo di Matesi: "UNA QUESTIONE DI PREZZO"

Creato il 30 giugno 2015 da Blog


Anche Teresa Siciliano ha detto la sua sull'aumento dei prezzi de I Romanzi Mondadori e dei riadattamenti delle collane. Voi cosa ne pensate? Avete accettato i cambiamenti o siete tentate dei boicottare la collana? Commentate e fatecelo sapere!


Leggo la collana dei Romanzi Mondadori dal primo numero, cioè da Duchessa di Josephine Edgar, uscito nell’aprile 1979. Trentasei anni! Per la verità ho cominciato con il mercato dell’usato, perché all’epoca non avevo tanti soldi, nonostante non avessi ancora messo al mondo i miei figli. E, inoltre, rispetto agli Harlequin i Mondadori erano meno innovativi, anzi si richiamavano sostanzialmente alla tradizione dei vecchi romanzi d’appendice. Quindi soprattutto molta avventura e nessuna certezza sui contenuti, che variavano molto da un volume all’altro. Mi ricordo almeno due memorabili occasioni in cui i protagonisti morivano, cosa per me già allora insopportabile. In un’epoca in cui non esisteva ancora internet, presi carta e Olivetti e scrissi una lettera di fuoco alla redazione. Poi uscii di casa, andai a comprare il francobollo (proprio altri tempi!) e la inviai. Ricevetti anche, con mia sorpresa, una gentile risposta in cui si cercava di giustificare le scelte della casa editrice. Con scarso successo, lo ammetto.Man mano, nel corso degli anni e dei decenni, la fisionomia della collana mutò, fino a configurarsi come raccolta di romance, anche se all’epoca io ignoravo perfino l’esistenza del termine. E con mio grande piacere il lieto fine divenne costante. Conservo ancora, mi pare, tutti i primi 70 numeri e di recente, quando mi sono assunta l’arduo compito di spolverare i miei rosa (e non ho ancora finito, e mai finirò), ho constatato che le autrici di allora sono scomparse dal mercato e anche i generi sono mutati. Soprattutto perché pure nel rosa è arrivata l’ondata femminista e quindi il politically correct.A poco a poco i Romanzi si affermarono come la migliore collana rosa di romanzi storici presente sul mercato e, per quanto mi riguarda, soppiantarono gli Harlequin, che ormai compro solo alla mia bancarella dell’usato. Più di recente un’altra svolta fondamentale c’è stata con la gestione Biancolino, che poi in qualche modo coincide con l’internizzazione del sito: quindi è fiorito il blog grazie anche al rapporto diretto con l’editor e la redazione. Infine circa tre anni fa, finalmente, dopo lunga insistenza da parte nostra, sono arrivati gli ebook! Dapprima in ritardo rispetto al cartaceo e solo per alcune autrici. Ma pian piano tutte si sono adeguate: per quanto ricordo, ancora resiste solo Eloisa James.Finalmente niente più caterve di libri da portarsi in vacanza! E soprattutto un grande risparmio economico: 2,99 euro rispetto ai 4,50 o addirittura 5,90 del cartaceo (e non parliamo poi degli ebook Harlequin). Il prezzo era fisso e non soggetto ad offerte, ma molto ragionevole. Da allora non mi fermai più a scegliere e comprai di regola tutte le uscite mensili, approcciando anche autrici e generi nuovi o sconosciuti. Di recente addirittura ho spesso acquistato le ristampe cioè gli Oro, perché avevo rivenduto le vecchie copie, o addirittura non mi ricordavo più i romanzi. In un caso memorabile ho comprato i quattro Bedwyn, a mio avviso, migliori per poterli portare sempre con me, oppure la Kinsale, che conservavo religiosamente, per avere la traduzione integrale.Con il 2015, come tutti sanno, Biancolino ha lasciato la Mondadori, provocandoci un trauma non ancora superato, per cui, lo confesso, soprattutto per i primi mesi, ci siamo sentite un po’ tutte vedove (non ridete!). Ho incontrato Paola Violetti a marzo al VER di Firenze e per la verità mi fece una buona impressione. Lei ci chiese di darle fiducia in attesa che potesse imprimere la sua impronta alla programmazione, il che, se capii bene, sarebbe avvenuto nella seconda parte dell’anno. Neppure con noi in privato fece alcun accenno a nuove direttive della casa editrice e quindi è possibile che non sapesse neanche lei cosa stava per succedere.Eppure, come nel finale di Terminator, c’era una tempesta in arrivo. Che è scoppiata fragorosamente ai primi di giugno quando su Amazon abbiamo scoperto a sorpresa che gli ebook salivano di un euro (!) fino a 3,99 e il salasso era ancora più forte per il cartaceo (che, grazie al cielo, io non compro più da anni).Qui senza dubbio c’è stato qualche errore nella comunicazione: non siamo state avvertite in anticipo, come era sempre accaduto in precedenza, e inoltre l’aumento è stato subito applicato anche alle uscite dei mesi e degli anni precedenti. Per esempio, a causa di quanto accaduto per la versione tagliuzzata di Audacia della Quick, io non avevo ancora comprato gli Oro di maggio. E poi non li ho comprati più. A questo prezzo non si possono riprendere libri già acquistati una volta!Per molti giorni non c’è stata nessuna risposta agli alti lai del blog e alle lettrici sempre più inferocite. Finalmente, solo il 6 giugno, è arrivato un post con il link ad una dichiarazione Mondadori sull’adeguamento prezzi di tutte le collane da edicola (quindi non solo i rosa). Nessun intervento dell’editor fino al 25, nessuna giustificazione (certo non si poteva chiamare in causa l’inflazione). E mica era finita! Il 17 è arrivata un’altra batosta con il cambiamento del calendario delle uscite che segnava la netta riduzione dei titoli da pubblicare.Guardando le classifiche Amazon si è vista subito la differenza. Mentre finora i Romanzi si facevano sempre strada fra i ku e i self nelle prime schermate della classifica Amazon dei rosa, questo mese solo pochi sembrano sopravvissuti alla tempesta e per poco tempo.Abbiamo pensato di tutto: a parte le intemperanze stile facebook, ci siamo chieste se Mondadori sia in crisi finanziaria (in fondo Berlusconi ha venduto metà del Milan, cosa fino a poco fa impensabile), o se voglia concentrare le energie in direzione della RCS per divenire una specie di Amazon italiana (obiettivo difficile da raggiungere nel nostro paese), o se voglia uscire dall’edicola o che altro.Quello che più ci preoccupa è la riduzione dei Classic, in cui adesso confluiranno gli Emozioni, e non parliamo poi delle scrittrici italiane: per loro a fine 2014 ci era stata promessa un’uscita ogni anno e mezzo, con la seconda riduzione immagino diventeranno due anni e probabilmente di più.Quando mi preoccupo all’idea di ritrovarmi senza libri di qualità da leggere, mi rassicuro pensando che nella realtà vige il principio dei vasi comunicanti e che la natura ha orrore del vuoto, per cui lo spazio lasciato libero da Mondadori sarà riempito da altre case editrici. C’è poi tutto il campo del self, che finora è stato appannaggio delle scrittrici giovani, ma che, sull’esempio del mercato anglosassone (che certo è altra cosa, per molte ragioni), potrebbe dare la possibilità a molte italiane di pubblicare ancora e magari in modo più regolare. Certo ricordiamoci di sostenerle al momento giusto.
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