Segnalo uno splendido saggio della mia amica Anna Theodorides, dedicato alle pratiche archiviste di un prete ortodosso di Istanbul: un rum – Meletios Sakkoulidis – che ha vissuto in prima persona il pogrom anti-greco del 6-7 settembre 1955, un collezionistica eclettico – dai libri antichi ai mattoni delle case distrutte nel 1955 – che ha fatto della sua biblioteca di Kumkapı un luogo di resistenza contro il precedente regime politico e di preservazione della memoria individuale e comunitaria. Il saggio è stato pubblicato sulla rivista elettronica Ateliers d’anthropologie, in un numero spaciale dedicato alle “Pratiques d’archives. Fabriques, modelages, manipulations“: il testo è in francese, con un breve abstract in inglese.
