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L’Ardecore de Roma si è fermato

Creato il 20 marzo 2016 da Cicciorusso

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Sono cresciuto fondamentalmente con due generi: il thrash metal e l’hardcore. Tra i gruppi hardcore italiani, tra i miei preferiti c’erano e ci sono ancora oggi senza dubbio i romani Bloody Riot, la storia di questo genere in Italia. Li ho sempre amati – oltre che ovviamente per la musica – per la loro attitudine stradaiola e rude in cui, ai tempi d’oro dell’adolescenza, mi rispecchiavo alla perfezione. Circa un anno fa abbondante avevo contattato il fondatore del gruppo, Roberto Perciballi, perché avrei voluto intervistarlo per Metal Skunk. Roberto si rese subito disponibile, addirittura ringraziandomi per l’interessamento ed il supporto. Mi resi conto però che lui in quel momento era in un periodo pieno di scazzi personali e così decisi di mia spontanea volontà di rimandare l’intervista, per evitare di rompergli il cazzo. Passarono i mesi e tra impegni e cose varie mi dimenticai di quell’intervista, che ovviamente non avvenne mai più. Sino ad oggi, quando apprendo per puro caso una notizia che mi arriva in piena faccia come una testata: Roberto è morto questa mattina. Voglio semplicemente approfittare di queste “pagine” per ricordare ovviamente i suoi grandissimi Bloody Riot e lui, che ad oltre cinquant’anni non aveva perso lo spirito combattivo e la voglia di opporsi al sistema tritacarne che cerca di plasmarci ed inquadrarci come burattini, sino ad arrivare alla tomba. Quell’intervista non ci sarà, ma almeno questo te lo dovevo.

Ti sia lieve la terra, Roberto. (Il Messicano)



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