Ho postato per intero l'articolo di Paolo Conti, poichè sono d'accordo quasi in tutto, tranne che nella svendita ai cinesi (non peraltro poichè essendo un tema banalmente politically uncorrect, non intendo discuterne!). Ma concordo sul fatto e, ne, ho parlato da altre parti sul blog http://pensierocosciente.blogspot.com/ ,che un paese che è considerato il Bel paese per il gran numero di opere d'arte, per il paesaggio naturale ed architettonico, un paese che conta numerosi siti considerati patrimonio dell'umanità dall'Unesco, un paese che potrebbe essere considerato una piccola antologia degli stili artistici e, che ha dato i natali a numerosi artisti (non pochi morti oltralpe, poichè non abbastanza capiti in vita), poeti, musicisti, intellettuali e filosofi, sia poi il paese dove si studia per tante ore a scuola ma si studia con poca qualità e, dando pochissimo spazio a materie che per alcuni sono complementari, da corollario quasi, da "perdita di tempo" per altri. Materie (anche se il termine non mi piace) che invece sono fondamentali: l'arte, la musica. la poesia. Se viviamo conoscendo l'arte e la musica saremmo anche in grado di salvaguardare non solo il nostro patrimonio culturale, ma anche le nostre origini e la nostra identità. Se viviamo conoscendo "Il bello", lo rispettiamo e, ci comportiamo di conseguenza, ma se vivo nell'ignoranza di ciò, mi sentirò libero di deturpare, pasticciare, rubare, di imbrattare. E' tutto un modo di fare e di vivere che ci cambia e che ci condiziona: se conosco il bello, lo rispetto e lo cerco e lo attuo anche negli altri ambiti del mio vivere esistenziale: nella cura del paesaggio, della mia casa, del mio corpo, nella stessa ricerca del buon cibo e sopratutto negli atteggiamenti. Se sono una persona che cerca il bello e lo rispetta, sarò anche una persona che cerca di attuare il bello nel quotidiano e, quindi non potrò ( o almeno cercherò) essere cafone nel parlare o nel muovermi o nel relazionarmi con gli altri. Infatti avete mai visto un truzzo ad una mostra? Ad un concerto di vera musica? Alla presentazione di un libro? Alla rappresentazione di un opera teatrale? Di solito no, poichè il truzzo ricerca quei luoghi che gli sono congeniali, ma se diventiamo tutti truzzi? Questo il mio semplice, banale pensiero. Siamo talmente abituati al brutto che ci sembra normale. Siamo talmente abituati ai comportamenti maleducati che sembrano normali, ma così non è. Tutto, a mio parere, parte dall'educazione, dalla buona educazione, passando da una buona educazione al bello.http://www.caffenews.it/avanguardie/13543/italia-il-bel-paese/http://pensierocosciente.blogspot.com/2010/12/italia-il-bel-paese.html
Simonetta Frongia
