Magazine Diario personale

L’esame

Creato il 13 agosto 2015 da Claudia

REMINDER - Citizenship test @ 9.20 Thursday (13/08/2015)

Esattamente 24 ore prima del mio appuntamento per sostenere il test per la cittadinanza ho ricevuto questo SMS che me lo ricordava. Peccato che tra la tanta tecnologia che abbiamo al giorno d'oggi, ma mail in cui me lo comunicavano non mi era mai arrivata. Grazie al cielo hanno questo sistema di reminders che mi ha lettarlmente salvato le chiappe!

E così questa mattina mi presento all'ufficio del dipartimento dell'immigrazione di Sydney per finalizzare la mia domanda di cittadinanza e sostenere il test. Ieri ho studiato tutto il booklet che il dipartimento fornisce per prepararsi, e ho fatto parecchi test di prova online. Passati tutti con successo. Sono preparata. Ma l'ansia da prestazione rimane! Soprattutto quando, come in questo caso, la posta in gioco è davvero alta.

Arrivo fuori dall'ufficio con largo anticipo e mentre inganno l'attesa guardo quel palazzone e ripenso a tutte le volta che negli ultimi 3 anni sono venuta qui, quando ero ancora in attesa di visto di coppia, per modificare i miei dati, per chiedere il permesso per uscire dal paese, per portare nuovi documenti richiesti. Sono stata a lungo (ma non così a lungo come tante altre persone) una residente temporanea, sempre con un visto da richiedere e una scadenza da rispettare. Tutto questo sta per finire. Quando non riesco più ad aspettare salgo al quarto piano, un piano a cui accedo per la prima volta. Dal piano terra a cui sono sempre stata confinata in tutti questi anni, posso finalmente accedere ai piani alti. Mi sembra un segnale.

L’esame

Sono in anticipo e mi tocca aspettare. Quando mancano 10 minuti al mio appuntamento, il mio numero viene chiamato e mi reco allo sportello. Infatti prima del test bisogna finalizzare la mia domanda di cittadinanza; e così la gentile signora davanti a me controlla tutte le mie risposte dell'application, mi fa domande su domande, controlla i miei documenti di identità originali, si riferisce a me per l'ultima volta (spero) come spouse visa holder, mi scatta una foto e finalmente mi dà l'ok. Posso accedere all'area test. Fiuuuu, primo sospiro di sollievo tirato.

La sala per il test è lì accanto. Ci saranno una ventina almeno di computer, uno solo occupato da una ragazza. Un'altra dipendente controlla il passaporto, e cancella il mio nome da una lista. Mi fa mettere tutti i miei effetti personali in un armadietto e mi logga nel computer. Mi ricorda che ho 45 minuti di tempo per rispondere a 20 domande. Se non completo il test nel tempo allocato, verrò giudicata per le risposte date. Per passare l'esame bisogna dare almeno 15 risposte giuste. Il mio test ha inizio. Le domande sono tutte a risposta multipla e più o meno della stessa difficoltà di quelli di prova trovati online. Le domande coprono praticamente tutti i temi presenti nel booklet: le bandiere ufficiali, l'inno nazionale, i simboli dell'Australia, le date cruciali, i doveri di ogni cittadino, la struttura e le funzioni del governo, le principali libertà di questo paese. Tutte nozioni che una qualsiasi persona dovrebbe sapere del paese in cui vive... e che, nel mio caso, dopo anni di residenza in Australia conoscevo già in gran parte.

Ma ho comunque studiato. Ho letto tutto il booklet e mi sono preparata al mio meglio. L'ho trovato un segno di rispetto affrontare questo esame al mio meglio. Non ho voluto prendere questo esame, così come questo passo in generale, sottogamba o con leggerenza. Ho scelto di diventare cittadina australiana e voglio diventarlo dando il 100%.

E 100% ho avuto. Non ho sbagliato una risposta, e di questo ne sono molto fiera. Il fatto di avere completato il test in 30 secondi poi è assolutamente una barzelletta. L'impiegata all'entrata ha sbarrato gli occhi quando mi ha visto alzarmi così in fretta. Immagino che la media delle persone ci mette molto di più. Ma io sono fatta così. Se una cosa la so, rispondo senza troppo pensarci su. E in questo caso non ho avuto un dubbio.

E sono uscita da quel palazzo a testa alta e con il cuore leggero. Fiera di me stessa e grata a questo paese per avermi concesso la possibilità di diventare cittadina. Prossimo passo: la cerimonia di cittadinanza tra qualche mese. E poi potrò finalmente dire di essere una di loro.


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog