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L'esilio è forse la patria della parola

Da Silviapare
L'esilio è forse la patria della parola«... anche una lingua può essere bandita dal suo luogo d'origine, (...) può restare sacra anche se - ­ o forse proprio perché ­ - la ricchezza che un tempo possedeva è quasi svanita. Non è un caso forse che l'età aurea nella storia della poesia ebraica - quella della Spagna musulmana -­ sia sorta nel momento in cui gli scrittori in questa lingua perdevano definitivamente di vista la lingua natia. Perché l'esilio è forse la patria della parola, e può ben darsi che si possa accedere al segreto di una lingua nel preciso istante in cui la si dimentica».

Daniel Heller-Roazen, Ecolalie, Quodlibet 2007. Traduzione di Andrea Cavazzini.


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