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L’ESO dà il via ai lavori per E-ELT

Creato il 04 dicembre 2014 da Media Inaf

«Nella riunione del 3 e 4 dicembre, 2014 il Council dell’ESO ha dato il via libera alla costruzione di E-ELT (European Extremely Large Telescope), autorizzando una spesa fino a 1.012,5 M€ per la fase 1, che porterà alla realizzazione, prima luce nel 2024, di un telescopio di 39m completamente funzionante, dotato di un insieme di potenti strumenti, che consentirà la caratterizzazione iniziale di pianeti extrasolari di massa simile alla Terra, studi sulle le popolazioni stellari risolte in galassie vicine, nonché osservazioni ultra-sensibili del profondo dell’Universo e molto altro. La tecnologia per l’ottica adattiva, una specialità italiana, è da subito al centro del progetto E-ELT».

Così il Presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, Giovanni Bignami, ha raccontato e commentato la decisione presa dal Council dell’ESO che ha dato luce verde alla costruzione di quello che sarà il più grande telescopio ottico mai realizzato. L’E-ELT sarà infatti un telescopio ottico e infrarosso di 39 metri di apertura sito sul Cerro Armazones nel deserto cileno di Atacama, a 20 chilometri dal VLT (Very Large Telescope) dell’ESO sul Cerro Paranal.

«La decisione presa all’unanimità dal Consiglio significa che ora si può costruire il telescopio e che importanti lavori di costruzione industriale sono finanziati e possono procedere secondo i piani. Sono già stati fatti grandi progressi in Cile sulla sommità dell’Armazones e i prossimi anni saranno emozionanti», ha dichiarato Tim de Zeeuw, Direttore Generale dell’ESO.

Con l’adesione della Polonia la copertura finanziaria dell’opera supera il 90% del costo totale, permettendo di poter affidare lavori del costo di oltre due milioni di Euro come vincolato al momento dell’approvazione del progetto nel giugno del 2012. E così per evitare che il progetto ritardasse, il Consiglio dell’ESO ha deciso di avviare la costruzione del telescopio. I lavori già finanziati comprendono il contratto per la cupola del telescopio e la struttura primaria – il più grande nella storia dell’ESO – che verrà assegnato verso la fine del 2015. Un restante 10% è stato spostato ad una seconda fase in attesa che il Brasile definisca i propri impegni quale prossimo stato membro dell’ESO.

I componenti del telescopio che non sono ancora finanziati comprendono parti del sistema di ottica adattiva, alcuni degli strumenti, i cinque anelli più interni di segmenti dello specchio principale del telescopio (210 segmenti) e un ricambio dei segmenti dello specchio primario che serviranno per operazioni più efficienti del telescopio in futuro. La costruzione di queste componenti, il cui rinvio non riduce gli straordinari risultati scientifici che il telescopio potrà realizzare al termine della prima fase, sarà presa comunque entro il 2017.

Fonte: Media INAF | Scritto da Redazione Media Inaf


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