L'estate è arrivata e passata...

Creato il 02 settembre 2014 da Comixfactory

Una tipica fotografia estiva per Jack Kirby e i suoi eredi.
The King quest'estate avrebbe compiuto 97 anni


... Ma contrariamente a quanto accade nella canzone dei Green Day, non credo che sia il caso di aspettare che Settembre finisca (forse solo di augurarsi che, in questo caso, siano gli innocenti ad aver la meglio). Troppe sono, infatti, le cose interessanti che questo ultimo scorcio d'estate ci riserva. Niente di nuovo, a dire il vero, forse solo le solite incognite che si ripropongono con prepotenza all'inizio di ogni anno (solare).
Negli scorsi giorni ho avuto modo di parlare con un importante esponente del mercato del fumetto che si lamentava di come la attuale (presunta) crisi di vendite stesse riducendo editori, distributori e fumetterie alla canna del gas, creando un sistema in grado di mantenersi in piedi solo grazie alla reciproca solidarietà che questi attori del settore sono costretti a concedersi. Purtroppo non posseggo i dati per valutare nella sua interezza l'andamento del settore, ma sono certo che il prepotente aumento dell'offerta da parte di molti editori (oggi, in Italia vengono pubblicate cose che, fino a poco meno di un decennio fa, neppure il più sfegatato - e ciecamente ottimista - degli appassionati si sarebbe sognato di vedere sugli scaffali dei negozi specializzati) sta facendo, naturalmente, calare (salvo qualche sporadica eccezione) il venduto di ogni singola iniziativa editoriale; resta da valutare se il totale del venduto sia diminuito rispetto a qualche anno fa o, per me l'ipotesi più accreditata, se la somma totale sia aumentata. Quel che bisogna chiedersi è fino a che punto fumetterie e lettori saranno in grado di accogliere l'enorme proposta in arrivo, le prime senza snaturarsi (trasformandosi in qualcosa di più simile alle edicole) e i secondi senza dover finire in bolletta.
Al di là delle problematiche italiane, c'è da dire che il nostro mercato vive di alcuni difetti importati dai paesi di origine. Se la Sergio Bonelli Editore continua a non prendere in considerazione l'esistenza di una tipologia di negozi specializzati nella vendita del fumetto, anche adesso che i dati di vendita si sono preoccupantemente assottigliati e che si producono serie più affini ai gusti dei frequentatori delle fumetterie, le note più dolenti provengono dai prodotti importati da Giappone e Stati Uniti. La risposta dei lettori alla proposta di comics e manga sembra stia attraversando un momento di stagnazione. I manga, a dire il vero (e a detta di molti operatori) a dispetto di un'offerta sontuosa (e forse proprio in conseguenza di questa), stanno attraversando da un po' di tempo una vera e propria flessione nelle vendite; credo che molto di questa crisi sia dovuta a un difetto di comunicazione (troppo spesso vengono lanciate nuove serie di cui non si è a conoscenza di periodicità, durata e di eventuale successo riscosso in patria e, quindi, di certezza di un finale) e di una opzione di pubblicazione (quella del volume monografico) che, data la vicinanza con la pubblicazione originale, tende a dilatare troppo i tempi di pubblicazione tra un volume e l'altro, spingendo alcuni lettori verso la disaffezione.
Per quanto riguarda il fumetto USA (anche questo assolutamente in un periodo di grazia per quantità di pubblicazioni proposte) c'è un difetto opposto dovuto alla troppa informazione e alla scellerata politica editoriale che stanno adottando attualmente le Big Two. Da un lato, infatti, viviamo in una realtà fumettistica globalizzata in cui sono le stesse case editrici ad anticipare gli spoiler per convincere i lettori a comprare le loro testate, finendo per creare un clima di hype continuo in cui, per assurdo, nulla più fa notizia; dall'altro lato il continuo rilancio di serie e personaggi, il turbillon di morti e resurrezioni, o l'intricato tessuto narrativo che lega serie mensili a miniserie-evento (la DC Comics al momento sta intersecando i suoi mensili con alcune maxi serie settimanali) finisce per stufare alcuni lettori della vecchia guardia e a dar l'impressione a quelli nuovi di doversi accostare a un mondo troppo complicato e dispendioso da seguire. Difetti che, naturalmente, si ripercuotono anche sul nostro mercato.
Questa però, è solo una parte delle cose di cui dovremo parlare nei prossimi mesi. Adesso è tempo di fare qualche passo indietro e tornare a parlare dell'estate. Per il momento, per chi lo avesse perso, ci ha pensato Michele Foschini di Bao Publishing a scrivere una parola d'incoraggiamento per tutti coloro, dai lettori agli editori, che direttamente o indirettamente fanno parte e agiscono in questo mercato; a questo LINK troverete e potrete leggere il suo editoriale.
***

Annuncio pubblicitario con cui la DC
preparava i lettori all'arrivo di
Blue Devil!

L'estate, almeno così come sancita dal calendario, dunque è effettivamente arrivata e, come sua abitudine, è anche (troppo) repentinamente trascorsa, nel mezzo tante notizie più o meno interessanti, molte polemiche destinate a sciogliersi al sole tiepido dell'autunno e il silenzio di questo blog. Silenzio al quale provo a porre rimedio con una piccola (e assolutamente non ragionata) rassegna sui fatti che più hanno destato il mio interesse durante questa pausa. La notizia più cool dell'estate è sicuramente quella relativa alla possibilità che, dopo essersi accaparrata Pixar, Marvel e Star Wars, la Disney sia in procinto di acquistare anche il gruppo Time-Warner e, quindi, la DC Comics. Vero o falso che sia (a onor di cronaca non si tratterebbe della prima volta che la Marvel è stata a un passo dall'assorbire la sua Distinta Concorrenza) c'è materiale per sbizzarrirsi e in fanta-ipotesi editoriali. I primi a sognare (scherzosamente) sono alcuni degli autori in forza alla Casa delle Idee; Brian Bendis, Jonathan Hickman e Jason Aaron si danno decisamente al (fanta)cazzeggio e su twitter si sbizzarriscono in una serie di esilaranti tweet.
"Davvero la Time Warner è in vendita?" chiede Jonathan Hickman "Nel caso ci farei un pensierino e comprerei Blue Devil". Non si fa attendere la risposta di Jason Aaron: "Fottiti, Blue Devil è mio. E anche qualsiasi cosa sia collegata alla Atari Force". Anche Hickman non fa attendere la sua replica: "Mi sei sempre sembrato più un tipo da Booster Gold, ragazzo". "Figlio di puttana... Mi prenderò Blue Devil, Atari Force e Vigilante. A te concederò Booster Gold, Spanner's Galaxy e Jemm, figlio di Saturno" è la replica che non ammette contrattazioni di Aaron. "Blue Devil, Atari Force e Vigilante hanno fatto un team-up su un annual di Amethyst. Ti toccherà prendere anche quella" è la risposta di Hickman. A questo punto è il turno di Brian Bendis: "Leggete le clausole scritte in piccolo nei vostri contratti, ragazzi. Amethyst appartiene a me". Si inserisce qualche utente che fa il furbetto: "Una volta Andy Kubert mi ha promesso Vext"... ma il "dinamico trio" non abbocca e continua, è il compleanno di Bendis e Aaron e Hickman ne approfittano: "Buon Compleanno Brian, ti abbiamo comprato la DC Comics". La reazione dello scrittore dei Nuovissimi X-Men è affidata a una foto, che mette a tacere tutti!

Ugh!


***
Da anni Mark Millar parla del Millarworld, riferendosi a esso come al suo universo narrativo. Ma quale universo narrativo? In fin dei conti sembrano tutte serie indipendenti l'una dall'altra... sembrano, ma non è così. A svelare il fil rouge che collega tutte le serie create da Millar è lo stesso autore scozzese che, sulle pagine dell'ottavo numero della terza miniserie di Kick-Ass spiega:
"WANTED spiega di come al mondo ci fossero dei Super-Eroi, ma nel 1986 furono tutti sconfitti e i cattivi rimossero dalla memoria di tutti la consapevolezza della loro esistenza. Gli eroi furono ricordati solo come personaggi della cultura pop, quel mantello rosso che si trovava nel nascondiglio del Professore apparteneva a...
KICK-ASS racconta di un  ragazzo che vive in un mondo senza eroi, ma lui li ama al punto da diventare uno di loro. I criminali dominano il mondo, sono tutti uomini ricchissimi o leader politici adesso, ma Dave continua a credere e ad amare gli eroi. Lui da inizio alla nuova ondata di eroi e come vediamo nelle ultime pagine di Kick-Ass 3 cominciano ad apparire i super-uomini che lo rimpiazzeranno. Una specie di darwinismo dei super-eroi che potrebbe portare ad un aumento esponenziale di questi. Il primo dei quali è...
The Utopian da JUPITER'S LEGACY. Jupiter's Legacy è una serie di film e fumetti che esiste nel mondo reale e che, nel corso degli anni, Superman e tutti i suoi imitatori hanno provato a ricordarla. Ma the Utopian è un essere che davvero esiste. 
NEMESIS a cui si fa riferimento come all'assassino di un poliziotto in Giappone  nelle ultime pagine di Kick-Ass 3.
MPH ai quali si fa riferimento sempre su KA3 come ai ragazzi che hanno infranto a piedi la barriera del suono.
E SUPERIOR. Simon, il ragazzo protagonista della serie, alla fine di questa serie lo si può vedere mentre lascia il cinema; in pratica assistiamo al passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo eroe. Superior apparirà anche sulle pagine di Jupiter...
SUPERCROOKS è ambietata nello stesso mondo, da qui i due poster sui muri del cinema. 

Kick-Ass 3 copertina del numero 7, una copertina
che sembra un manifesto programmatico per l'eroe
di Mark Millar e John Romita Jr.

 ***
Le prime pagine dei quotidiani on-line, dalla Gazzetta dello Sport a Repubblica, quest'estate hanno dedicato molto (moltissimo) spazio all'Ice Bucket Challenge. L'intento dell'iniziativa è molto nobile, fornire attraverso il ricorso a gavettoni d'acqua e cubetti di ghiaccio diffusi in maniera virale attraverso il web, una cassa di risonanza mediatica a una malattia (la S.L.A., sclerosi laterale amiotrofica) che in pochi conoscono e che ha dannatamente bisogno di fondi per far avanzare la ricerca. A raccogliere la sfida sono stati in molti, rockstar e stelline della musica pop, calciatori, uomini (e donne) di spettacolo, politici (be' questi magari anziché prendere parte ad una passerella mediatica, avrebbero fatto meglio a a combattere la S.L.A. attraverso stanziamenti di danaro e adozione di provvedimenti mirati ad agevolare la vita di malati e familiari), industriali, scrittori (spicca il video con George R.R. Martin che urla "winter is coming" o quello di Neil Gaiman circondato da uno stuolo di cosplayer che indossano i panni di Death). 
L'Ice Bucket Challenge più singolare, però, è quello cui si è sottoposta, attraverso i disegni del suo attuale sceneggiatore Cameron Stewart, Batgirl

L'Ice Bucket Challenge di Batgirl

***
Vi ricordate di Darkchylde? Per i più giovani basti sapere che si è trattata di una delle tante dark lady del fumetto statunitense assurte agli effimeri onori della gloria negli anni '90. All'epoca le donnine piacevano belle, formose e letali e il creatore Randy Queen riuscì con il suo personaggio a titillare gli ormoni dei fan e ad assurgere allo status di rock star. Come tutte le rock star (del fumetto e non), Queen si è rivelato irascibile e bizzoso e ha deciso di far causa al sito Tumblr (un portale che ospita svariate migliaia di blog) a causa delle critiche rivolte al suo lavoro dal blog Escher Girls (ospitato proprio sulla piattaforma). 
Escher Girls è un blog che si occupa di analizzare come la figura delle donne viene ritratta nel mondo del fumetto (prevalentemente a stelle e strisce), mettendo in evidenza, con molta ironia, gli improbabili errori di anatomia che spesso vengono compiuti. Questo trattamento non è stato risparmiato a Darkchylde, mandando su tutte le furie il creatore. La prima reazione di Tumblr è stata quella di rimuovere i contenuti considerati offensivi, ma successivamente (probabilmente dopo che Queen si è reso conto della figuraccia) l'autore si è sentito con i blogger e gli ha chiesto scusa, recedendo dai suoi intenti e acconsentendo alla (ri)pubblicazione del materiale (QUI trovate il post in cui viene spiegato quello che è accaduto). 

Darkchylde

***
Escher Girls non si è tirato indietro nemmeno innanzi alla vera polemica dell'estate, quella relativa alla "scandalosa" copertina variant realizzata da Milo Manara per la nuova serie che la Marvel dedicherà a Spider-Woman. La polemica mi sembra in realtà pretestuosa e decisamente degna di rilevanza solo in un periodo, quello estivo, in cui non c'è molto di cui parlare e ci si appiglia alle sciocchezze. E' chiaro che quando si commissiona la copertina di una serie dedicata a una super-eroina a un autore riconosciuto universalmente come il maestro dell'eros si abbia ben chiaro in mente cosa aspettarsi: un'eroina ritratta in una posa sexy, qualche benpensante pronto a storcere il naso e dare fuoco alle micce sui social network ricordandoci che i fumetti sono roba per bambini e, dunque, mandando in vacca un lavoro di sdoganamento che procede da oltre quarant'anni. La cosa divertente è la partecipazione e il calore con cui si prende parte a queste discussioni. Per me resta il fatto che Spider-Woman ha ricevuto una insperata (o forse no) cassa di risonanza e che se commissioni una copertina a un artista che ha disegnato questo 

Milo Manara

non devi stupirti se ti consegna questo 

Spider-Woman di Milo Manara


E se proprio devi rimanerci male per qualcosa, be' lamentati della faccia, disegnata decisamente peggio del culo :) 
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Dan Slott, nel frattempo, continua il processo di rivoluzione e cambiamento di Spider-Man. Non sappiamo cosa accadrà, ma per ora ci basti sapere che su twitter Slott ha scritto: 
"Stanotte ho appena ucciso un altro personaggio del cast di Spider-Man.
Qualcuno dovrebbe davvero fermarmi"

***
Ma la patermità del tweet dell'anno, sebbene siamo ancora a settembre, spetta a George R. R. Martin. L'autore del trono di Spade, proprio ieri, ha annunciato: 
"Preparatevi, il sesto libro sta arrivando"

Un po' come dire, l'estate è passata... l'inverno sta arrivando.

L'inverno sta arrivando...


NB: Questo primo post dell'anno è dedicato alla memoria di Robin Williams

Robin Williams


Errata: L'ottimo Riccardo Galardini mi ha fatto notare che l'account di George R.R. Martin è un fake. Il sesto volume de Le Cronache del Fuoco e del ghiaccio dunque non è (almeno ufficialmente) in arrivo. Mi scuso per la svista, ma ho deciso di lasciare spazio alla speranza e di non cambiare la chiosa finale. Dunque, non è vero, ma ci... spero. 


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