L’Europa sale, Wall Street (per ora) no!

Da Pukos

Crolla di nuovo l’euro

Svetta Yoox davanti a Wdf ed Fca, bene tutto il comparto bancario ad eccezione di Intesa. In calo i petroliferi ed il risparmio gestito.

Si comincia a vedere qualcosa che in molti avevano previsto, e cioè andamenti divergenti fra Wall Street e le Piazze europee, ed il cross Eur/Usd è alla base di questo contrasto.

Al momento il cambio è sceso anche sotto quota 1,11 un fatto che non si verificava dal settembre 2003 ed ovviamente ad avvantaggiarsene maggiormente è la Germania, l’indice Dax30 (+0,98%) è tornato a crescere e rimane sempre su livelli siderali.

Molto bene anche Parigi (+0,99%), mentre Londra ha fatto segnare un più modesto (+0,44%).

Dagli Usa dati macro sostanzialmente positivi, l’ADP ha comunicato la creazione di 212.000 posti di lavoro, le previsioni erano per 220.000 posti, ma il dato di gennaio è stato rivisto sensibilmente al rialzo. Migliore delle aspettative anche l’ISM non-manifatturiero salito a 56,9 punti dai precedenti 56,7 punti, a questo proposito, però, occorre rimarcare che il risultato è dovuto all’aumento dell’occupazione, dei prezzi e delle scorte, mentre sono diminuiti gli ordini e la produzione.

Il nostro Ftse Mib (+0,65%) durante la seduta odierna è passato più volta sopra e sotto la linea della parità, decisivo per l’esito finale lo sprint arrivato quando mancava soltanto un’ora al termine delle contrattazioni.

Si è ben il comportato il settore bancario con la sola eccezione di Intesa Sanpaolo (-0,14%) al terzo ribasso di fila dopo che lunedì scorso, in intraday, aveva superato un livello psicologico importante come quello dei 3 euro.

Ecco invece le performances per il resto del comparto: Bper (+3,03%), BpM (+2,65%), Banca MPS (+2,55%), Banco Popolare (+1,52%), Ubi Banca (+1,40%), Unicredit (+1,36%) e Mediobanca (+1,23%).

In vetta ai rialzi odierni, però, troviamo Yoox (+3,21%) che interrompe così una serie di quattro ribassi consecutivi, non si ferma World Duty Free (+2,61%) tornato sui valori di un anno or sono e riparte immediatamente, dopo la frenata della vigilia, Fca (+2,57%) tornato ad un soffio da quota 14 euro.

Termina sul massimo di giornata Telecom Italia (+1,67%) mai su valori così elevati negli ultimi sette anni.

E dopo tre ribassi consecutivi ecco l’immediato riscatto di Exor (+1,65%) di nuovo in prossimità del proprio record storico.

Da segnalare infine i rialzi di Snam Rete Gas (+1,21%) e soprattutto di Gtech (+1,18%) che termina distante dal minimo di giornata, ma ad un livello inferiore al prezzo di apertura (20 euro).

Nella parte bassa della classifica il comparto petrolifero e quello del risparmio gestito. Ecco sul fondo nuovamente Saipem (-1,08%) che non riesce ad allontanarsi da quota 9 euro, e Mediolanum (-1,04%) giunto al quarto ribasso di fila, ma sempre su livelli che non vedeva dal 2002.

In calo anche Tenaris (-0,70%) ed Azimut (-0,66%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro


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