Magazine Internet

L’impatto economico di Facebook in Italia vale 6 miliardi di dollari

Da Franzrusso @franzrusso

Sono stati presentati oggi in un incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico dal titolo “L’impatto economico di Facebook in Italia”, i dati di un report di Deloitte che ha misurato l’impatto di Facebook sulle aziende in Italia e nel mondo. L’impatto economico sul nostro paese vale 6 miliardi di dollari e 70 mila posti di lavoro.

Si parla spesso di quale e, soprattutto, quanto sia il valore reale sull’economia di un paese dell’impatto di Facebook, il più grande social network della rete, ora quotato anche in Borsa. Ebbene per conoscerne il valore oggi durante un interessante incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), dal titolo “L’impatto economico di Facebook in Italia“, sono stati presentati i dati di di un report di Deloitte che ha misurato l’impatto che che Facebook ha sulle aziende, piccole, medie e grandi. In poche parole si è misurato il giro di affari e posti di lavoro creati nel 2014. All’incontro hanno aprtecipato Luca Colombo, Country Manager di Facebook in Italia, Fabio Lalli, Fondatore e Ceo Iquii, Alessandro Micheli, Presidente Confcommercio Giovani, Francesco Sacco, Professore Sda Bocconi e Marco Simoni, Consigliere Economico del Presidente del Consiglio. L’incontro è stato moderato dal giornalista Nicola Porro e ha preso parte anche il titolare del MISE, Federica Guidi.

E vediamo quali sono i numeri rilevati dal report di Deloitte.

L’impatto economico di Facebook a livello globale è valutato in 227 miliardi di dollari, con 4,5 milioni di nuovi posti di lavoro. Lo studio ha preso in considerazione i tre settori in cui Facebook è particolarmente forte. E cioè: attività pubblicitarie; sviluppo e vendita di apps; vendita di dispositivi mobili e servizi.

Per quel che riguarda l’Italia il valore generato è di 6 miliardi di dollari, con un indotto complessivo per l’occupazione di circa 70 mila unità. In Italia, seguendo i tre settori esaminati dal report, 3 miliardi di dollari e 36 mila posti di lavoro riguardano le attività pubblicitarie, 700 milioni di dollari e 10 mila impieghi derivano dallo sviluppo e la vendita di applicazioni, mentre 2,1 miliardi e 24 mila posti sono stati creati grazie alla vendita di device mobile e servizi di connettività.

impatto-facebook-report

Come sappiamo, ogni giorno sono 890 milioni gli utenti che utilizzano Facebook e 20 milioni di questi sono italiani.

“Sono 1 miliardo e 400 milioni le persone che utilizzano Facebook, e di queste 890 milioni si connettono ogni giorno – ha sottolineato Luca Colombo -. In Italia 20 milioni di persone accedono ogni giorno, e di queste 17 milioni accedono da mobile, cioè smartphone o tablet. Stiamo assistendo a un graduale passaggio da desktop a mobile: più di un terzo del totale dei nostri utenti non utilizza più il Pc per connettersi a Facebook”.

L’impatto che Facebook ha negli altri paesi europei è leggermente più alto rispetto a quello sul nostro paese, a parte la Spagna. In Uk è di 11 miliardi di dollari con 154 mila posti di lavoro; in Germania e in Francia è di 7 miliardi con, rispettivamente, 84 mila e 78 mila posti di lavoro. Nell’Europa a 18 paesi l’impatto è di 51 miliardi di dollari con 783 mila posti di lavoro.

I dati della ricerca – ha commentato il Ministro Guidi – confermano la validità dell’impegno del Mise a favore dei processi di internazionalizzazione e di innovazione delle Pmi, ossatura portante di tutto il sistema-paese. I dati emersi dal convegno confermano che l’utilizzo dei social media contribuisce a migliorare produttività e a creare nuovi posti di lavoro. Gli oltre 10.000 nuovi occupati nelle Pmi rappresentano un elemento di assoluto rilievo per un Paese con l’Italia dove la disoccupazione giovanile è fattore di grande preoccupazione”.

Queste le parole del Ministro Guidi che rileva il fatto che i social media contribuiscono a migliorare le aziende. Solo che ancora molto resta da fare.

Da qui potete scaricare e consultare gratuitamente il report.

Intanto, che ne pensate di questi dati?


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :