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L’incubo del pacco postale non recapitato

Da Pinobruno

Pragmatismo danese, efficienza scandinava o, più banalmente, eGovernment, ovvero se c’è un problema, ecco la soluzione tecnologica. Lì i cittadini non hanno l’incubo del pacco postale non recapitato, e dell’affannosa, lunga e fastidiosa caccia al tesoro che comincia dopo aver trovato nella cassetta la cartolina (gialla o bianca, non importa) infilata dal postino dopo la mancata consegna. Si chiama Døgnposten il servizio offerto dalle reali poste danesi. E’ il bancomat dei pacchi postali, da spedire e ricevere. Funziona 24 ore su 24 e ce ne sono centinaia in tutto il paese, in ogni quartiere. 

L’incubo del pacco postale non recapitato

Ne ho fotografato uno in Silkeborrgade 12, a Copenaghen. Sembra la fermata del bus, ma in realtà è un chiosco telematico con tanti sportelli, adatti a ospitare pacchi di ogni tipo, con dimensioni massime di 61 x 37 x 35 cm e fino a venti chili. Il funzionamento è quanto mai semplice.

L’incubo del pacco postale non recapitato

 

Si digita il codice PIN del pacco da ricevere (recapitato via mail o SMS) e lo sportello si apre. Funziona anche all’inverso. Si scrive l’indirizzo del destinatario sul display, si paga (con bancomat o carta di credito), si infila il pacco nello sportello e si è certi del recapito entro le 24 ore successive.

L’incubo del pacco postale non recapitato

Geniale, no? Perché non fare lo stesso in Italia? Basterebbe dire a Poste Italiane di copiare l’esperienza. Dimenticavo: i chioschi Døgnposten non hanno barriere architettoniche. Sono accessibili a chiunque, anche se si è costretti su una sedia a rotelle.

 


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