La pubblicità che ci vuole isola felice ha azzeccato lo slogan al 50%: siamo diventati un’isola, l’aggettivo l’abbiamo invece perso da tempo. Con i nuovi rincari autostradali, una ” ferrovia da Terzo Mondo,… non degna di un Paese cerniera, un collegamento per l’Europa“, come l’ha descritta il presidente, Augusto Rollandin, un servizio privato che chiude le tratte più frequentate, possiamo definirci fuor di dubbio degli isolani. Lo Statuto speciale già lo dividiamo con le altre due isole italiane, ci manca il mare, ma in fatto di isolamento siamo in regola per diventare la terza.
