Riporta invece ad atmosfere anni ’30 il duetto con la
cantautrice francese Camille, L’amie d’un
italien (Rainbows), «il brano più internazionale dell’album», lo definisce
Gualazzi. E di sicuro quello, insieme a Welcome
to my hell con The Puppini Sister, che avrà il compito di trainare Happy Mistake all’estero. Non è un caso
che il tour di presentazione del disco partirà a marzo da Parigi prima di
approdare il 6 aprile a Senigallia per continuare con le date italiane. Per definire, però, le altre date
estere del tour il cantautore attende di sapere quale accoglienza avranno i
suoi brani al Festival di Sanremo.
«Purtroppo non si sa mai cosa aspettarsi da
Sanremo. L’Ariston è sempre l’Ariston, trasforma tutti in novellini. Io vado
per condividere la mia musica con gli altri, spero di riuscire a suonare bene
per onorare il Festival che è sempre molto stimolante. Quest’anno poi è
positivo poter presentare due canzoni», dice Gualazzi dicendosi non contrario
ai talent e ai cantanti che arrivano da quell’esperienza («Si tratta di un percorso
come un altro. Io ho cantato nei matrimoni e nelle gelaterie») e rivelando che
nella serata “SanremoStory” porterà Luce
(Tramonti a Nord Est) con la quale Elisa trionfò nel 2001.
Per tutte queste
ragioni è facile che Happy Mistake
(la traduzione è “Sbaglio felice”, ndr) possa essere solo un episodio felice.
«Il titolo nasce dal fatto che anche da un errore può nascere qualcosa di
bello. A me è capitato anche durante la registrazione con un arrangiamento nato
da un microfono aperto che ha creato un fraseggio armonico con la tromba di
Fabrizio Bosso – racconta -. Ma la vita stessa è un “happy mistake” con tutta
la sua umana imperfezione».
Non c’è imperfezione, invece, nella cover del disco
che raffigura Gualazzi che pigia quel che resta dei tasti di un pianoforte
bruciato dentro una sorta di capanna realizzata con altri pianoforti arsi.
«La copertina realizzata da Laurent Seroussi è del tutto coerente con la mia
vita interiore ed esteriore - sospira Raphael -. Peccato che per realizzare questa
casa immaginaria, ideale per uno come me che non ha dimora fissa se non quella musica, sono
stati bruciati tre pianoforti».
(Pubblicato su La Sicilia del 01 febbraio 2013)
