Secondo le ultime stime di UNIONCAMERE nel 2013 più di 17 milioni di persone si è recato in un “compro-oro” per vendere i propri gioielli. Anelli, collane, bracciali, orecchini, monete, per un totale di ben 200 tonnellate d’oro, pari ad un valore che si aggira attorno agli 8 miliardi di euro.
In soli due anni, la percentuale di persone che si era recata in uno di questi negozi è aumentata dal 8.5 al 28.1. Dati allarmanti che riguardano soprattutto il sud, dove la percentuale tocca l’apice del 31.8%.
Questo palese sintomo di crisi ha fatto diventare il nostro paese un vero e proprio esportatore d’oro, infatti i gioielli rivenduti nei compro-oro vengono fusi per essere reimmessi nel mercato. Paradossalmente questi negozi sono diventati le nostre miniere di estrazione e ci hanno resi degli esportatori di metalli preziosi molto forti, passando dalle 40 tonnellate esportate nel 2008 alle 193,7 tonnellate del 2012.
Già alla fine del 2012 infatti, secondo un rapporto Istat, le esportazioni italiane di questo metallo prezioso, in modo particolare verso la Svizzera, erano aumentate in maniera esponenziale del +942%.
Ma ad inizio anno è arrivato il crollo, la valutazione è scesa dai 44€ al grammo a 29€. I negozi di compro oro italiani hanno così registrato un clamoroso crollo del giro d’affari del -140%, così come grosse perdite le hanno subite le fonderie che da essi compravano per rivendere a i mercati Svizzeri e Americani.
Proprio in Svizzera pochi giorni fa si è votato per l’aumento delle riserve auree della BNS, che avrebbe costretto la Banca a investire risorse ingenti per aumentare le riserve in lingotti. L’iniziativa sugli attivi della Banca nazionale Svizzera, bocciata con un no al 77.2%, prevedeva che almeno il 20% delle riserve dovesse essere in oro, che tale oro non fosse più commerciabile e che fosse completamente depositato in Svizzera.
Se fosse passata la proposta il prezzo dell’oro avrebbe avuto una spinta al rialzo e forse anche le migliaia di negozi di compro-oro in Italia avrebbero visto uno spiraglio di ripresa. Del resto chi ancora non si è venduto tutto e pensa di far valutare i propri beni tenta la strada della Svizzera, per scoprire realtà come Day Trading, che dando la possibilità di effettuare valutazioni direttamente online, danno del filo da torcere ai compro-oro italiani già in grande difficoltà.
