Magazine Cultura

L'Originale e Rolf Lislevand parte prima di Empedocle70

Creato il 02 maggio 2010 da Empedocle70
L'Originale e Rolf Lislevand parte prima di Empedocle70
Nel precedente articolo, dedicato all’idea dell’Originale in musica, facevo delle considerazioni comparando il risultato della produzione artistica musicale con quello delle arti figurative.
Ora voglio riprendere questo tema, l’Originale, inserendolo però nel contesto della stessa riproduzione musicale, cioè nel modo cui i musicisti contemporanei affrontano il compito di interpretare musiche di altri secoli e di altri tempi, rileggendole alla luce della diversa situazione sociale, economico, culturale in cui viviamo, l’occasione per tutto questo è la nuova fatica discografica del Maestro Rolf Lislvand col titolo di “Diminuito”, uscita per New Series della casa discografica ECM alla fine del 2009.
Questa registrazione, seguito ideale dell’eccellente “Nuove Musiche”, uscito sempre per la ECM nel 2006 e già recensito dal Blog, è interamente dedicata al Rinascimento italiano, nel tentativo, complesso e affascinante, di darne una rappresentazione formale sia nel modo in cui lo comprendiamo oggi attraverso la patina e i sedimenti dei secoli sia come lo avremmo compreso se gli fossimo stati contemporanei.
Confesso di subire il fascino di quest’epoca storico-musicale: nessun altro periodo della storia musicale europea ci è “contemporanea” e vicina come lo è stato il Rinascimento. Nel corso del XVI secolo, l'ispirazione umanistica aveva raggiunto i più alti livelli in tutte le arti e aveva proiettato la mente umana verso nuovi risultati anche nelle materie scientifici, creando le condizioni per nuovi cambiamenti sociali, economici, culturali.
In ambito musicale nacquero le “musiche nuove”: a Firenze all'inizio del XVII secolo, alcuni studiosi, artisti, musicisti, compositori e filosofi decisero che la “densa” polifonia del XVI secolo era la musica e lo strumento meglio adatto a rappresentare quelli che erano allora i loro “tempi moderni” e le necessità del leonardesco uomo di Vitruvio ad esprimere la sua spiritualità, le sue emozioni e le sue esperienze.
Così facendo, essi, la Camerata Fiorentina, hanno cambiato la storia della musica. sulla scia di questa nuova ispirazione, compositori brillanti come Monteverdi, Frescobaldi e di Caccini, Kapsberger, Piccinini, Pellegrini e Gianoncelli crearono straordinarie composizioni e spartiti in uno stile completamente nuovo e diverso. Questa era la musica "nuova", il loro modo nuovo di pensare e creare la musica stessa.
Come suonare oggi questa musica? Come far ancora vibrare attraverso i secoli i messaggi, i pensieri, le emozioni “congelate” negli spartiti attraverso la camera del tempo?
Circa 40 anni fa, nella convinzione che la storia della musica dovesse essere intesa all’interno dei suoi stessi termini, alcuni musicologi e musicisti si riunirono e definirono nuovi concetti per l’esecuzione musicale. Proposero una nuova serie di norme per l’esecuzione della musica antica, diverse da quelle precedente praticate dagli eredi del romanticismo europeo. Il concetto di Originale, cambiava volto, dando il via a una nuova visione filologica nella riproduzione della musica, che provo qui a sintetizzare nei suoi passaggi essenziali:
- La musica dovrebbe essere eseguita su strumenti d'epoca.
- Il colore e il linguaggio musicale adeguato a uno stile sono intimamente connessi con le proprietà specifiche degli strumenti utilizzati.
- La tecnica musicale dovrebbe basarsi su conoscenze raccolte da fonti dirette di quel periodo: prefazioni, iconografie, istruzioni per l’esecutore, e da riscontri con strumenti storici. I musicisti dovrebbero avere una formazione e una esperienza non solo musicale ma anche culturale relativamente al loro repertorio frutto di una sintesi tra la ricerca musicologica e la loro istintiva musicalità.
- La musica dovrebbe essere suonata a partire dai manoscritti o le fonti originali.
In questo contesto trova spazio un concetto artistico dai contorni ancora non ben definiti e sfumati e dai complessi meccanismi su cui solo raramente si è cercato di portare a termine una analisi seria e dettagliata: l’improvvisazione.
Tutti gli studiosi di musica del XVII secolo concordano sul fatto che l'improvvisazione è una competenza essenziale per un buon esecutore delle musiche di quel periodo. Tuttavia quando si tratta di improvvisazione non si può non constatare come la tradizione attuale dell’improvvisazione nella performance della musica antica sia ancora in una fase adolescenziale. In realtà, l’esecuzione musicale nel XXI secolo sembra essere ostacolato da una scomoda contraddizione nella sua ambizione di raggiungere l'autenticità nella rappresentazione musicale: l'improvvisazione pone un evidente problema per chi pensa che oggi noi possiamo ascoltare la musica antica eseguita nello stesso modo in cui l’avrebbe ascoltata un appassionato del XVII secolo.
continua domanihttp://feeds.feedburner.com/ChitarraEDintorni

Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :