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L'ultimo lupo

Creato il 12 maggio 2015 da Misterjamesford
L'ultimo lupoRegia: Jean Jacques Annaud
Origine: Francia, Cina
Anno: 2015
Durata:
121'

La trama (con parole mie): Chen Zen, un giovane studente della Pechino dei grandi cambiamenti della fine degli anni sessanta, si offre volontario per unirsi ad una brigata governativa che ha il compito di educare a lettura e scrittura le tribù nomadi della Mongolia, tenendosi in questo modo lontano dai tumulti della capitale coltivando l'idea di poter imparare dai suoi nuovi ospiti.Nei due anni previsti di permanenza per Chen si concretizza una progressiva maturità che lo porta al confronto con la realtà locale, il rapporto con i lupi e la steppa, la famiglia che lo ospita e lo guida, le regole da seguire in condizioni quotidiane lontane da quelle cui lui è stato sempre abituato: quando il giovane studente decide di adottare un cucciolo di lupo destinato alla morte, il suo rapporto con l'esperienza stessa di volontario e nuovo abitante di quei territori sconfinati cambia, e si apre ad orizzonti che lo stesso Chen non aveva previsto.
L'ultimo lupo
Lo ammetto: ho finito per concedermi la visione de L'ultimo lupo soltanto per mancanza di alternative tra le proposte in sala disponibili uscite di recente.E l'ho fatto con tutti i pregiudizi e le disattenzioni del caso.Mantenendo comunque aperta, come sempre, la porta dello stupore, stimolata in questo caso - ed in più di un'occasione - dalla meraviglia offerta dagli spazi confinati della steppa, e dagli usi e costumi delle popolazioni mongole, tra le più antiche che la Storia possa offrire ancora ai giorni nostri e tra le poche in grado di seguire ancora oggi - almeno in parte - i loro costumi dei tempi andati.Il risultato è stato un film in grado di stupire dal punto di vista della cornice - indubbiamente l'esperienza di Annaud in questo tipo di pellicole e lo straordinario colpo d'occhio degli spazi sconfinati di quelle latitudini finiscono per fare la loro parte - e del mantenimento di un ritmo tutto sommato decisamente superiore a quanto mi aspettassi, che pare quasi fare il verso a Zhang Yimou ed agli storici narratori cinesi degli ultimi trent'anni - senza, per questo, peccare in arroganza -, tanto quanto di lasciare a bocca aperta per lo sdegno di fronte a passaggi resi indigesti dalla retorica, dalle immagini ritoccate al computer e dalla volontà - almeno apparente - dell'autore di fare presa sul pubblico occasionale e sui più piccoli, che inevitabilmente finiranno per essere catturati dal fascino di una pellicola di questo genere - e in questo senso penso a me stesso a dodici o tredici anni -.Dunque, dai ricordi di Capolavori come Una tomba per le lucciole o grandi film del calibro de L'impero del sole, passando per una volontà di sensibilizzazione verso la Natura e di emancipazione nei riguardi dei regimi totalitari - per quanto celati dalle mentite spoglie di Repubbliche popolari ed affini -, L'ultimo lupo vorrebbe prendere il posto delle grandi pellicole di formazione nate negli anni ottanta e responsabili della costruzione dell'attuale generazione di critici e bloggers cinefili, senza riuscire nell'impresa, mantenendo invece un approccio che resta in bilico tra la concessione sfrenata e faticosa da sopportare e la strizzata d'occhio al pubblico più consapevole.Un vero peccato, perchè a sequenze ben riuscite come quella della tempesta si affiancano momenti al limite dell'imbarazzo come i numerosi dedicati alle nuvole "interpretate" o alla consueta trama legata ad un protagonista inequivocabilmente buono confrontato ad antagonisti limitati e "malvagi" toccati nel profondo proprio dalla purezza d'intenti dello stesso main charachter: troppo poco, per un titolo che vorrebbe trovare uno spazio definitivo nel mosaico del Cinema d'avventura del Nuovo Millennio, e che rischia di diventare più che altro l'ennesima proposta finto alternativa buona per chi pensa di aver speso due ore in sala nel weekend per dedicarsi ad un film "impegnato".Considerate, comunque, quali erano le premesse e quale è stato il giudizio complessivo, devo ammettere di essere riuscito ad incazzarmi molto meno del previsto con Annaud, che a mio parere dovrebbe seriamente considerare la carriera di documentarista naturale senza inserti in computer graphic - davvero pessimi - lasciando perdere quello che è il Cinema di fiction pura, seppur ispirata da un libro: L'ultimo lupo, dunque, potrebbe addirittura finire per essere suggerito come visione ispiratrice - per quanto si possa essere ispirati a dodici o tredici anni - per un pomeriggio passato in famiglia in modo da potersi confrontare con i figli a proposito delle lezioni che è possibile imparare dal lavoro del vecchio Jean Jaques - e non sto parlando del blogger, che è invece piuttosto giovane - senza per questo mitizzarlo o sminuirlo senza ritegno.Dal canto mio, mantengo una solida diffidenza rispetto ad operazioni di questo genere, e nonostante le bottigliate che finisce per meritare dalla prima all'ultima, resto convinto di non essere stato di fronte alla cosa più vergognosa vista sul grande schermo in questa prima metà dell'anno.E prima o poi, spero di poter essere lasciato a bocca aperta dal lupo e dalla sua volontà di essere lasciato libero.Come dovrebbe essere. Come è sempre stato.
MrFord
"Cause I'll tell you everything about living free,
yes I can see you girl can you see me,
go and see the sorcerer look into a ball,
you may find the answer written on the wall,
the left one was a dancer can you see the answer, oh."Wolfmother - "Vagabond" - 


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