La battaglia continua - Recensione - Xbox 360

Creato il 06 novembre 2013 da Intrattenimento

La recensione della versione current generation del nuovo mega progetto DICE

La serie Battlefield ha ormai una lunga storia decennale: era infatti il 2002 quando il primo titolo, Battlefield 1942, vedeva la luce su piattaforme Windows, e molto si potrebbe scrivere delle vicende che la riguardano. Negli anni successivi, per esempio, il team di sviluppo alle sue spalle, lo svedese DICE, è diventato sempre più apprezzato dagli addetti ai lavori. Di pari passo la saga è cresciuta di conseguenza, confermandosi agli occhi degli appassionati di genere come sinonimo di sparatutto online con ambientazione militare di qualità, conquistandosi, specie negli ultimi anni, un posto speciale nei loro cuori. Battlefield 4 è probabilmente il progetto più ambizioso di DICE, non solo da un punto di vista tecnologico ma anche contenutistico, vista l'inclusione di nuove feature e di un comparto multigiocatore forse mai così completo. Gli scorsi giorni lo abbiamo già recensito in versione PlayStation 4 e PC, dove si è confermato come un vero e proprio benchmark per il futuro, adesso è arrivato il momento di valutarlo per la corrente generazione di console.

Dalla Cina con furore

Il gioco è suddiviso in due DVD su Xbox 360 e prima di iniziare a giocare è necessario obbligatoriamente installare 2 GB di dati, altrimenti è impossibile farlo partire. Il che può costituire un problema per alcuni utenti magari possessori di un modello da 4 GB, visto che l'installazione può essere eseguita solo su un hard disk tradizionale Xbox 360, e non su un disco esterno o su una memoria flash interna. A prescindere da tutto ciò, volendo, c'è anche la possibilità opzionale di installare 5,8 GB di dati per il single player e di oltre 6 per quello multigiocatore via rete. In questo caso consigliamo di effettuarle entrambe le operazioni per una migliore esperienza. Battlefield 4 offre due modalità principali di gioco, una offline e l'altra online. La prima è la classica campagna per giocatore singolo, dove l'utente si ritrova catapultato all'interno del tipico scenario fantapolitico, che vede questa volta la Cina come area principale dell'avventura. La storia ruota infatti intorno ad un colpo di stato nella Repubblica Popolare Cinese, "grazie" al quale viene tolto di mezzo l'esponente più aperto al dialogo e alla moderazione del partito al governo, e mandato al potere un falco appoggiato dai russi, l'ammiraglio Chang, che come da manuale è cinico e spietato come pochi. Di questo tragico evento vengono accusati gli Stati Uniti d'America, i quali vedono buona parte della loro flotta del Pacifico completamente in balia degli attacchi cinesi. Da qui si snoda una vicenda che vede combattere per mare e per terra i videogiocatori nei panni prevalentemente del soldato dei reparti speciali americani Daniel "Reck" Recker, che a fianco dei suoi compagni della squadra chiamata Tombstone opera tra l'Azerbaigian, la Cina costiera e l'entroterra, nel tentativo disperato di trovare e salvare chi può ristabilire l'ordine naturale delle cose. Quella di Battlefield 4, però, non è una trama originalissima e anzi, col progredire della storia si rivela come il punto debole più grande della campagna. I protagonisti vengono infatti sballottati da un posto all'altro al solo scopo di variare l'ambientazione, con pochi momenti narrativi di reale coinvolgimento, anche emotivo, per l'utente. Senza contare le situazioni appena accennate che sembrano verificarsi talvolta giusto per permettere l'entrata in scena di qualche personaggio secondario o per l'accadimento pilotato di qualche evento utile a variare lo scenario e lo scopo di una missione. Altra nota dolente è la longevità, visto che l'intera campagna può essere completata con un tempo medio compreso tra le cinque e le sei ore. Davvero poco a nostro giudizio, anche per un titolo che punta decisamente, come vedremo più avanti, sul multiplayer. Eppure a fronte di questi elementi negativi ce ne sono pure di positivi, come il ritmo di gioco che si mantiene finalmente su buoni livelli, le missioni dall'approccio variabile anche in corsa, e più in generale l'assenza di tempi morti particolarmente lunghi e fastidiosi. Il ritmo blando che in Battlefield 3 faceva da contraltare al realismo e alla spettacolarità del gioco, insomma, sembra essere solo un ricordo. Battlefield 4 - Trailer della campagna in single player

La battaglia

La giocabilità intende di fatto allontanarsi da una progressione unicamente lineare, in favore di una maggior libertà di scelta pure in un contesto che non rinuncia a una messinscena cinematografica. In termini pratici, quanto fino a ora descritto si riflette su un gameplay in cui grande importanza è attribuita al level design degli ambienti. Questi spaziano da aree aperte nelle quali il giocatore ha un ampio ventaglio di possibilità per venire a capo di uno scontro a fuoco, a zone più ristrette dove è costretto ad avanzare cauto, nascondendosi al momento giusto prima di sferrare un attacco. In ogni caso viene stimolato ad agire e a cambiare strategia in relazione all'ambiente in cui si trova, sfruttandolo spesso a suo favore. Qui entra in gioco la principale novità del gioco, il cosiddetto Levolution, che gestisce i cambiamenti graduali che avvengono sul campo e sulle costruzioni edificate su di esso. Nel gioco si può fare saltare in aria di tutto, ripari, edifici e quant'altro, e durante la battaglia i giocatori devono costantemente tenere conto della trasformazione del terreno intorno a loro per evitare brutte sorprese o per, viceversa, farlo diventare utile ai propri scopi. Sempre dal punto di vista del gameplay, nuova è la possibilità di segnalare ai compagni alcuni avversari, taggandoli con il dorsale RB. A quel punto si può dare il segnale di attaccarli con un fuoco di soppressione, sfruttando l'occasione magari per cercare di aggirare i superstiti alle spalle. Un'altra delle novità introdotte nel prodotto è l'approccio stealth. Nulla di particolarmente complesso, è vero, ma la possibilità di avvicinarsi silenziosamente ai nemici per eliminarli uno per uno prima di fare scattare l'allarme offre uno spunto tattico molto divertente. Battlefield 4 può essere giocato con tre diversi gradi di difficoltà, anche se il consiglio di chi scrive è di farlo fin da subito al massimo livello disponibile, se si ha una certa esperienza col genere. A differenza di altri prodotti simili, infatti, non ci sono mai situazioni di gameplay realmente frustranti (lo scoglio più duro sono alcuni checkpoint distanti) e l'azione ne guadagna in spessore e intensità. I momenti più ostici derivano soprattutto a causa dell'intelligenza artificiale piuttosto altalenante, e da un bug decisamente fastidioso, che è quello del respawn: questi fa si che dei nemici eliminati un attimo prima riappaiono all'improvviso nello stesso punto come nulla fosse, riempiendo di piombo il malcapitato giocatore. Gli antagonisti, tra l'altro, si esibiscono talvolta in azioni indecifrabili, che li portano a non scorgere magari un avversario nemmeno se gli passano accanto. Oppure a non tentare di evitare una granata, o a rimanere in bella vista anche se colpiti una prima volta da una fucilata, continuando imperterriti a rimanere fermi sullo stesso posto come se non si rendessero conto del pericolo. Per fortuna non è sempre così, e quando le routine comportamentali funzionano a dovere i soldati gestiti dal sistema mettono pesantemente in difficoltà il videogiocatore con manovre ardite, rapidi movimenti da una copertura a l'altra e un fuoco incrociato che può rivelarsi davvero letale quando ben orchestrato. Battlefield 4 - Il secondo spot televisivo

Differenze generazionali

Tornando a parlare di comportamenti scriptati, questi sono visibili anche nei compagni del protagonista, che non brillano certo per inventiva. Si limitano in buona parte delle situazioni a fare il compitino, e talvolta diventano pure fastidiosi e poco utili quando incredibilmente sbattono fuori dal suo riparo il personaggio principale se quello è il loro posto designato. Un vero problema visto che mentre Recker (o gli altri due protagonisti che si alterneranno con lui nel gioco) è giustamente sensibile ai colpi che gli arrivano, alcuni nemici appaiono di contro eccessivamente resistenti ai proiettili, e questo indipendentemente dall'arma utilizzata per sparargli contro. A parte un "tiro" ben assestato alla testa, che può freddare all'istante un avversario, un fucile a pompa o il fucile d'assalto, talvolta fanno poco danno anche a bruciapelo. Peccato perché ogni arma è stata riprodotta in maniera impeccabile, col videogiocatore che nel corso dell'avventura può scegliere quale più si adatta alle sue esigenze. Dopo ogni uccisione il gioco calcola infatti un punteggio, grazie al quale è possibile sbloccare poi nuove armi, da cambiare al volo in gioco accedendo a comodi rifornimenti sparsi per i livelli. Assolutamente incontestabili invece i passi in avanti fatti con questo capitolo in ambito multiplayer. Anche se fin dalle origini la modalità multigiocatore è il cuore pulsante dell'esperienza di gioco della serie, in questo Battlefield 4 raggiunge probabilmente l'apice in termini di contenuti e qualità. E' comunque qui che si notano le vere differenze con la controparte per PlayStation 4 e PC, soprattutto per via del numero di utenti che possono partecipare alla sfide sulla rete, che è di 24 unità. Questa differenza con la controparte next gen non è un dettaglio visto che molte delle mappe, una decina, sono state disegnate per essere godute appieno con 64 giocatori. Manca quindi la sensazione di partecipare a una battaglia di grosse dimensioni, e talvolta l'adrenalina va scemando nel girovagare alla ricerca di qualcuno da cecchinare all'interno di quelle che sembrano delle città fantasma. A prescindere da tutto ciò, all'interno del comparto multiplayer c'è comunque tutta l'essenza positiva che la serie si porta appresso da sempre, e l'impatto nell'evoluzione delle dinamiche di guerriglia da parte del Levolution si fa sentire. Le squadre che si affrontano devono tenere conto pure qui dei cambiamenti importanti alla mappa, scriptati ma innescati dal giocatore, che destabilizzano il livello nel corso della partita. Un esempio concreto di quanto stiamo dicendo lo possiamo avere nella mappa chiamata Flood Zone. Durante la partita i videogiocatori possono distruggere un argine e allagare un piccolo quartiere, riducendo il labirintico complesso di palazzi in vere e proprie isole, passando quindi dai mezzi gommati a quelli anfibi ed esaltando i punti caldi situati sui tetti. Questi diventano delle vere e proprie killing zone ben strutturate, ricche di ripari, defilamenti e punti rialzati. Sono questi i cambiamenti più appariscenti, ma anche nelle mappe dove gli eventi distruttivi sono meno pirotecnici e più nascosti, il level design, l'ampiezza del campo di battaglia e l'unione tattica tra mezzi terrestri e aerei, fanno di Battlefield 4 qualcosa di grande. Battlefield 4 - Trailer di lancio del multiplayer

Distruzione totale

A rendere ancora più completa l'esperienza di gioco online c'è una perfetta gestione della individualizzazione delle classi, con il vasto campionario di sblocchi che si ottengono tanto al salire di livello, quanto utilizzando costantemente l'arma che si sta imbracciando. Quanto detto consente di ottenere tutti quegli oggetti utili per la loro personalizzazione, e sono in grado di modificare in modo considerevole le performance. Alla stessa maniera, salire di livello garantisce al'utente nuovi gadget e battlepack di diversa rarità da aprire al raggiungimento di un particolare punteggio. Le specializzazioni vanno a influenzare in modo significativo l'evoluzione della classe del giocatore, rendendo ancor più peculiare il suo percorso di crescita quasi come se si trattasse di un RPG, cosa questa che rende ancor più palese la natura tattica di Battlefield 4. In definitiva, la dinamicità delle mappe data dal Levolution, la distruttibilità "minuta" delle stesse, il level design perfetto per esaltare le quattro classi, senza dimenticare l'ottima disposizione dei punti di conquista, permettono al giocatore - veterano oppure no - di godere del titolo esattamente come vuole. Per rendere l'esperienza Battlefield più coesa, il Battlelog è stato poi praticamente ricostruito da zero: adesso non è più un'applicazione separata dal gioco ed è sempre a portata di clic. Sempre a livello contenutistico segnaliamo il ritorno della modalità Comandante, che consente di giocare nei panni di un ufficiale, supportando una squadra raccogliendo informazioni sul nemico, offrendo supporto logistico alla truppe schierate sul campo e gestendo la fase offensiva, magari chiamando al momento opportuno un bombardamento aereo a sostegno della fanteria. Volendo si può giocare anche tramite un tablet sincronizzato a un server di gioco per PC o console. Quella descritta fa il paio con alcune modalità nuove di zecca che non hanno nulla di meno di quelle classiche, come Corsa e Conquista e i loro derivati. Due modalità davvero interessanti e divertenti, quindi, che surclassano il deathmatch a squadre e non. Oltre che nel numero di giocatori online, le differenze con le edizioni PlayStation 4 e PC vengono amplificate quando inevitabilmente si arriva a confrontare la cosmesi delle due versioni. In tal senso il Battlefield 4 di questa generazione di console paga dazio in termini tecnici, presentando un engine dalle prestazioni non dissimili da quelle viste nel suo predecessore. Le texture appaiono ben definite per i personaggi e gli oggetti più importanti, mentre per gli altri risultano più sfocati e meno rifiniti. Il titolo gira poi abbastanza fluidamente a 30 Fps costanti, eppure ogni tanto si registrano problemi, non ultimi qualche saltuario ma fastidioso effetto di screen tearing o di flickering. È altresì palese che comunque DICE ha dovuto cercare qualche compromesso considerando l'inferiorità in termini di potenza di calcolo fra da un lato PlayStation 4 e PC, e dall'altro Xbox 360 e PlayStation 3. Il downgrade grafico rispetto alla next gen appare ancora più marcato giocando online. Per quanto riguarda l'audio, invece, ottimi gli effetti sonori, sia quelli di fondo che quelli da combattimento, come esplosioni, colpi d'arma da fuoco e quant'altro si può sentire su un campo di battaglia. Buoni anche il doppiaggio in italiano e la colonna sonora, che a parte la bella Total Eclipse of the Heart di Bonnie Tyler, vanta poi durante l'avventura una serie di brani più adatti al contesto bellico del prodotto. Battlefield 4 - Terzo spot televisivo

Battlefield 4 si conferma un prodotto tutto sommato solido, ma anche dalla duplice faccia: accanto al solito ottimo comparto multigiocatore, che nonostante le limitazioni rispetto alla controparte PlayStation 4 mantiene alto il valore del titolo, abbiamo una campagna che fa fatica a imporsi a causa di una trama non certo avvincente come ci si aspettava da una produzione del genere, e di una longevità a dir poco risicata. E' vero, e lo sottolineiamo spesso, che chi ama e compra Battlefield lo fa da sempre principalmente per il multiplayer, ma è anche vero che volente o nolente la modalità giocatore singolo c'è ed è una parte importante dell'esperienza di un gioco di questo genere.

Massimo Reina @Max_Reina Matteo Santicchia @MatSant

Pro

  • Il solito comparto multigiocatore
  • Il Levolution garantisce tanta varietà
  • Ottimo level design che valorizza il gioco di squadra

Contro

  • Campagna poco entusiasmante
  • Intelligenza artificiale altalenante
  • Si avverte il peso del numero di giocatori più basso
  • Soffre l'esuberanza del Frostbite 3
  • Hitbox dei colpi da sistemare, sia nel single che nel multiplayer

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