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La bellezza normata

Da Bambolediavole @BamboleDiavole

La cantante Arisa, qualche giorno fa, ha postato nel suo profilo facebook un selfie in cui mostra il suo nuovo taglio di capelli.

ArisaArisa

Apriti cielo! L’artista ha ricevuto insulti e commenti di vario genere. C’è chi si è sbizzarrito con fotomontaggi e chi ha ben pensato di lanciare gare di insulto libero combattendo una spietata guerra contro i\le fans che si sono moss* per difenderla.  Addirittura  diverse testate nazionali- che ormai rasentano il ridicolo con le notizie che riportano- hanno ripreso lo “scoop” andando ad analizzare meticolosamente i suoi vari cambi di look.

Insomma, una tempesta mediatica che mette, come al solito, in evidenza che per quanto professiamo di essere liber*, siamo in realtà schiav* di canoni e ideali costruiti ad hoc dalla nostra società al fine di soddisfare l’insaziabile fame di papà consumismo.

Oggi, nonostante la bellezza sia un qualcosa di soggettivo, vigono delle regole da rispettare per essere socialmente accettat*. Cerette integrali in ogni dove, addominali scolpiti, shatush, balayage  e belly slot sono solo alcune delle caratteristiche attualmente richieste, senza voler scendere nel dettaglio analizzando vestiario e accessori.

Non importa se Arisa si senta bene con il suo corpo, con se stessa e con il suo taglio di capelli eccentrico. Non rispetta le regole imposte dai vari canoni, non viene considerata e disegnata come un’icona di bellezza e stile e quindi un sacco di gente si sente autorizzata a schernirla per uno scatto fatto con un’espressione volutamente ironica. Addirittura c’è chi l’accusa di utilizzare questo genere di  “provocazioni” per incrementare il numero di followers e la invita a pensare al proprio lavoro (?): scrivi musica, per dinci! Tutto questo poiché tempo fa pubblicò, sempre sulla sua pagina fb, un selfie sul water. E pensare che c’è chi è un icona che vende numerosissimi poster nella stessa situazione.

Frank ZappaFrank Zappa

Se invece, una famosa showgirl definita oggettivamente bella dalla massa, pubblica una foto con boccacce, con i capelli viola o non so cos’altro, raccoglie un pubblico visibilio costellato di innumerevoli  like e commenti in cui si manifestano apertamente i vari desideri sessuali suscitati.

Tutto questo perché la società vuole ed approva corpi “perfetti”, belli, magri… corpi normati! Le caratteristiche fisiche non normate ben poco vengono tollerate!

E così, quando una donna e\o un uomo si mostrano in pubblico non preoccupandosi di nascondere quelli che vengono considerati dei difetti, c’è chi sghignazza, chi critica, chi cerca di autoconvincersi che la pancia e la cellulite, per esempio, vadano nascoste perché vergognose.

Una risposta a questi commenti l’ha data tempo fa Leoy Lane, youtuber e fashion blogger, pubblicando un video volutamente provocatorio in cui spiega i motivi per i quali una persona grassa non dovrebbe indossare un due pezzi:

“Perché le persone più grosse dovrebbero coprire più centimetri del loro corpo? Perché i miei compagni di spiaggia dovrebbero basare il loro benessere su quello che io scelgo di indossare? Nessuna donna, a prescindere dalla sua taglia, nessun uomo, nessun essere umano sta cercando la tua approvazione o un tuo complimento per quello che stanno indossando. Se vi sentite a disagio guardandomi in costume, non è un problema mio

Per quanto all’interno dei social vengano lanciate campagne ed iniziative volte a sensibilizzare e a cercare di abbattere determinati canoni e stereotipi legati all’aspetto fisico, episodi del genere fanno capire come in realtà siamo lontani dalla tolleranza. Pensiamo alla #dontjudgechallenge, una campagna lanciata dalla beauty blogger Em Ford dove quest’ultima sfidava gli utenti a pubblicare le loro foto “imbruttite” per poi rivelarsi come effettivamente sono. Lei stessa pubblicò un video virale che la mostra mentre rimuove il trucco dal viso, rivelando l’acne, e incoraggiando – in questo modo – il suo numeroso pubblico ad accettarsi per come realmente si è e non a nascondersi e vergognarsi di se stessi.

Un’iniziativa nobile che in seguito ha preso una piega del tutto sbagliata. Tantissimi sono stati infatti i video nei quali i ragazzi e le ragazze si “imbruttivano” disegnando sul loro volto quei “difetti” che si volevano in realtà far accettare. La rimozione del trucco mostrava visi perfetti e freschi di make-up accompagnati, a volte, da fisici scolpiti e chiome fluenti. Una vera e propria autocelebrazione di se stessi decisamente non volta ad incoraggiare le persone a mostrarsi con le loro caratteristiche. E per fortuna, i commenti non sono tardati ad arrivare:

«Come potete aspettarvi che le persone diventino più sicure di loro se con questi tweet vi prendete gioco di loro e delle loro insicurezze. Sapete davvero cosa significa essere brutti?. Questa sfida è la cosa più stupida che esista. Persone attraenti che si dipingono la faccia e che ti dicono: vedi sono bello»

E ancora:

«La #dontjudgechallenge è solo gente bella che finge di vergognarsi del proprio aspetto per sentirsi dire che è bella»

Purtroppo la nostra società è troppo legata al mito dell’apparire. La bellezza, intesa come quella oggettiva e imposta, diventa il fine ultimo. Tutt* vogliamo essere bell* e anche quando si cerca di sensibilizzare si ricade, come abbiamo visto, nel narcisismo in quanto risulta essere un modo per mettersi ancora di più in mostra dando ampio sfoggio di se stessi. Il continuo bombardamento mediatico al quale siamo sottoposti quotidianamente, anche inconsapevolmente, non aiuta a migliorare la situazione poiché ci propone un bellezza perfetta, praticamente irreale, alla quale tendere: la pubblicità della tizia magrissima che vuole dimagrire, quella che invece deve combattere la cellulite ma ha un corpo a dir poco statuario, tartarughe scolpite in ogni dove, corpi sessualizzati e erotizzati, labbra voluttuose, seni turgidi, ecce cc…

Sin da piccol*, i bambini e le bambine, vengono cresciuti assorbendo e facendo propri tali dogmi diventando così in futuro i consumatori perfetti.

In tutto ciò un messaggio positivo lo ha lanciato proprio Arisa. In seguito a tutti gli insulti e “consigli di stile” ricevuti ha risposto così:

<<Comunque, che si sappia: Io mi trovo bellissima.>>

Arisa Commento

Insomma, potete insultarmi quanto volete, consigliarmi un altro taglio di capelli, dirmi che somiglio a chicchessia! Ma  io sto bene con me stessa. E mi trovo bellissima!

Un messaggio più potente di mille #dontjudgechallenge messe insieme.

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