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La Biblioteca di Belle - Consigli di lettura #4

Creato il 30 gennaio 2013 da Ancella
La Biblioteca di Belle - Consigli di lettura #4 Belle, protagonista del capolavoro Disney "La Bella e la Bestia", possiede qualcosa che le ho sempre invidiato con tutta me stessa: una biblioteca immensa traboccante di milioni, anzi miliardi, di libri. La Bestia avrebbe dovuto regalarne una anche a me!!! All'interno di questa fantastica ed enorme stanza -dove trascorrerei giornate intere leggendo e cercando le storie più belle- si possono trovare dei veri e propri tesori letterari. Ho deciso, quindi, di creare questa rubrica, intitolata "La Biblioteca di Belle - Consigli di lettura", dove parlerò -insieme a Belle, ovviamente!- dei miei libri preferiti, cioè di tutti quei romanzi che ho letto e che desidero consigliare con tutto il cuore a voi lettori!!! Vediamo cosa ho trovato oggi sugli scaffali stracolmi di Belle... La Biblioteca di Belle - Consigli di lettura #4 L'età dell'innocenza Edith Wharton La Biblioteca di Belle - Consigli di lettura #4 Cari lettori, finalmente qui da me è tornato il sole e in una giornata come questa ho deciso di parlarvi di uno dei più bei romanzi che abbia mai letto. Si tratta de "L'età dell'innocenza" di Edith Wharton e vi assicuro che è un libro che merita tantissimo e dovete dargli assolutamente un'opportunità. Ho letto questo romanzo all'incirca due anni fa ed ero praticamente inconsapevole che mi avrebbe segnato così profondamente e sarebbe diventato uno dei miei libri preferiti, uno di quei romanzi che non si dimenticano più, per tutto il resto della vita. Da allora, non ho fatto altro che osannare questa scrittrice formidabile e dotata di immenso talento letterario e, soprattutto, di un occhio di falco. Ho consigliato questo libro a chiunque e dovunque, quindi eccomi qui oggi a proporlo a voi che mi tenete compagnia con le vostre opinioni e la vostra silenziosa attenzione. Parto con il raccontarvi qualche frammento della trama. Ci troviamo in una New York di fine '800 e l'avvocato Newland Archer sta per fidanzarsi con la dolce e soave May Welland. L'annuncio sta per essere divulgato e tutto procede secondo le precise regole dell'alta società, ma all'improvviso arriva in città la contessa Ellen Olenska, cugina di May e donna dal passato (molto recente, in realtà) burrascoso e quasi scandaloso per le famiglie newyorchesi dell'epoca. Il ritorno di Ellen, infatti, non ha niente a che vedere con una visita di piacere ai suoi parenti. La sua è una fuga: scappa da un matrimonio infelice con un ricco conte e non ha altro posto dove rifugiarsi se non New York. La sua condotta fa scalpore nei salotti ed è ritenuta da tutti scandalosa, soprattutto quando decide di voler ricorrere al divorzio e infangare in questo modo il buon nome della famiglia, che affogherebbe sotto il peso di una vergogna irrimediabile e oltraggiosa. Newland è indifferente nei confronti di questa nuova arrivata che sta stravolgendo la tranquillità di amici e parenti, ma come futuro marito di May si sente in dovere di offrire la sua protezione e il suo sostegno alla contessa. Ed è così che scopre nella donna una forza e un coraggio ammirevoli, addolciti da una fragilità dolorosa che lo farà capitolare e innamorare follemente. Il loro amore, però, non può trovare felicità in una società gretta ed ermetica come quella in cui vivono e questo sentimento non farà altro che rendere per sempre incompleti e infelici i due protagonisti. Al di là della storia straziante e tormentata, ambientata in un'epoca storica che ha un fascino intramontabile, i punti di forza del romanzo che hanno contribuito a farmi innamorare di esso sono tanti e tutti importanti e non sarei in grado (neanche impegnandomi) di redigere una scaletta di gradimento, quindi ve li elencherò a mano mano che mi vengono in mente. Lo stile della Wharton: elegante, raffinato, prezioso ma concreto, questo libro è scritto divinamente e lucidamente; la sua penna sembra uno stiletto che colpisce senza pietà. La sua prosa incisiva e corposa: il suo modo di raccontare avvolge come una coperta e penetra nella testa e nel cuore, lentamente e in modo duraturo. L'intreccio: solido, compatto, premeditato, dettagliato e curato in ogni particolare; ogni tassello va al suo posto senza forzature. Le descrizioni: vivide, realistiche, particolareggiate; durante la lettura non c'è niente che ci impedisca di credere di essere realmente lì, in quella intransigente New York di fine '800. I personaggi: forti, tridimensionali, attuali, caratterizzati con maestria e autenticità, sono davvero immortali; è passato un bel pò di tempo da quando l'ho letto, eppure mi ricordo ogni figura presente all'interno della trama. La storia: semplice, lineare, essenziale, eppure non ho mai trovato niente di più complesso e articolato, niente di più difficile da raccontare e sviluppare; c'è talmente tanta tensione emotiva in queste pagine che si rischia di uscirne spezzati e stravolti. Nonostante la bellezza indiscussa di quest'opera sotto tutti i punti di vista, sono due gli elementi che in particolare mi hanno affascinata, incantata e incatenata al romanzo: i protagonisti Newland ed Ellen e la costante e persistente analisi psicoemotiva che Edith Wharton ha svolto all'interno di questo spaccato dell'alta società newyorchese di quei tempi. Ho amato e amo Newland, che si accorge di vivere in una prigione di pizzi, merletti, sigari, balli e buone maniere e tenta invano di disfarsene e diventare libero e vivere la vita che desidera sopra ogni cosa. E adoro la contessa Ellen Olenska, una delle migliori eroine che abbia mai trovato in un libro: indipendente, coraggiosa, vulnerabile, una donna che non ha paura dei giudizi degli altri e si rifiuta di cedere a compromessi che vanno contro le sue convinzioni. In questo clima di costante pathos non si può fare a meno di sentire la pressione della penna vigile della Wharton, che analizza sfacciatamente ogni aspetto della società in cui vive e ci lascia un quadro pulsante e autentico di un mondo ormai lontano. Nessuno può avere scampo o può essere risparmiato dalle sue osservazioni argute e spietate (anche se velate). Le emozioni e i sentimenti, i pensieri e i dubbi, vengono analizzati minuziosamente attraverso ogni singola sfumatura e appaiono più veri della realtà. Insomma, "L'età dell'innocenza" è un romanzo che deve essere letto almeno una volta nella vita e che narra, celandosi dietro l'eleganza di un tempo sofisticato, la sottile cattiveria di una società in grado di negare ogni forma di libertà e di distruggere qualsiasi tipo di felicità.      Che state aspettando??? Leggetelo al più presto e non ve ne pentirete assolutamente!!! ♥ Parola di Belle ♥ La Biblioteca di Belle - Consigli di lettura #4 Trama Nel ricco mondo dell'alta società newyorkese di fine Ottocento un uomo e una donna si incontrano, si amano, si consumano di passione, si lasciano. E' la storia di un amore distrutto dalle regole di una società ipocrita, dalle sue rigide convenzioni e dai pettegolezzi spietati. E' la storia di una donna che per amore sarebbe andata contro tutto e tutti, e di un uomo che a quel mondo falso e pettegolo non ha saputo sottrarsi. ***

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