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La carta igienica di Berlusconi*

Creato il 01 luglio 2012 da Lucas
Scrive Leonardo che noi abbiamo perso. Sono d'accordo, per tutte le ragioni che lui espone. Ma io - se posso permettermi - faccio un passo in più: abbiamo perso e perdiamo ogniqualvolta¹ un modo di dire da stupidi, un'espressione di merda, un gesto del cazzo, s'incrostano e diventano luogo comune e prassi; e, soprattutto, quando a farli diventare tali è l'ossessiva ripetizione dei media - a cui segue, a ruota, la dabbenaggine nazionalpopolare (vedasi in questi giorni il florilegio di stereotipi che produce il mondo del calcio: starne alla larga e ignorarli diventa un'operazione ascetica da monte Athos).Dare fiato a certe parole (o a certi atteggiamenti) è dare fiato a un certo potere, il solito, quello di chi utilizza scientemente i megafoni mediatici per rincoglionire il popolo. È così che si forma la famosa vox populi. In fondo, ripararsi dietro i luoghi comuni è rassicurante, giacché dà la certezza a ogni individuo di parlare la stessa lingua degli altri (il nostro inferno, come diceva il nostro caro Jean-Paul). E - così parlando, così ragionando - l'individuo non sarà riconosciuto come estraneo e, quindi, non correrà il pericolo di essere espulso².Al massimo prenderà un cartellino giallo.
*Non chiedetemi di spiegare il titolo.¹Amo scriverlo tuttattaccato come ciononostante, dimodoché e conciossiacosaché.²«Certo anche tu sei di quelli: la tua parlata ti tradisce!» (Matteo, 26, 73), è l'accusa che costringe Pietro a rinnegare, per la terza volta, il suo Maestro; dopodiché il gallo cantò per terza volta, egli uscì all'aperto (fuggì) e «pianse amaramente».

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