lo vediamo, non vuol dire che non esita.Qualcuno potrebbe obbiettare che Dio è un’ invenzione dell’uomo per sopportare le sofferenze della vita. Escludendo le varie manifestazioni anche tangibili della sua esistenza, possiamo dimostrare l’esistenza di Dio pure senza ricorrere ad esse. L’uomo non può pensare a una cosa che non esiste… fantasiose sì, ma anche queste partono da un’ esperienza dell’uomo. Una cosa che non esiste non si può pensare. Quindi se l’uomo può pensare a Dio, Egli esiste… L’uomo ha ammesso sempre l’esistenza di Dio e l’immortalità dell’anima. Se ha un concetto, seppur imperfetto dell’infinito e dell’eternità, vuol dire che queste esistono. La scienza ha dimostrato che pure l’universo ha una fine: buchi neri… ma l’uomo ha dentro il suo cuore la concezione dell’infinito e ad essa tende ad ogni istante. L’atto della procreazione ha come base questo: la sopravvivenza della specie; le opere artistiche hanno lo scopo di rendere tangibile la bellezza e renderla eterna: una tela, una scultura, durano più di un uomo che in poco tempo si riduce in polvere. Quindi l’infinito, l’eternità esistono, partono da un’esperienza empirica dell’uomo.Dio perciò non può essere semplicemente una favola, il suo concetto può partire da un’esperienza umana tangibile, immanente… Visto tante rivelazioni da parte delle anime del purgatorio, chissà che l’uomo primitivo non abbia avuto l’esperienza di un mondo che trascendeva dal nostro? Perché escluderlo totalmente?
