Magazine Psicologia

La concentrazione nello Sport

Da Certifiedmentalcoachitalia

Sentiamo spesso parlare, in ambito sportivo, dell’importanza della concentrazione, quante volte abbiamo sentito maestri, coach, genitori, incitare i propri ragazzi dicendogli “stai concentrato, concentrati, fai attenzione”. Nella maggior parte dei casi si tende ad associare la concentrazione con l’attenzione, ma in realtà attenzione, concentrazione e focus sono cose distinte.

Sentiamo spesso parlare, in ambito sportivo, dell’importanza della concentrazione, quante volte abbiamo sentito maestri, coach, genitori, incitare i propri ragazzi dicendogli “stai concentrato, concentrati, fai attenzione”. Nella maggior parte dei casi si tende ad associare la concentrazione con l’attenzione, ma in realtà attenzione, concentrazione e focus sono cose distinte.

L’attenzione è l’abilità di isolare, di estrarre un elemento, un dettaglio da un contesto. Il focus è il punto, l’oggetto su cui è diretta l’attenzione. La concentrazione è la capacità di convogliare le energie mentali nel tempo verso un particolare, un dettaglio specifico all’interno della selezione fatta dall’attenzione. Di Carlo, sapientemente, definisce la concentrazione come l’abilità di mantenere l’attenzione su uno stimolo visivo, uditivo o cinestesico selezionato per un periodo prolungato di tempo.

La concentrazione è importante perché permette il passaggio da processi controllati a quelli automatizzati e viceversa che sono fondamentali nell’ambito della prestazione sportiva, i processi automatizzati sono circa mille volte più rapidi rispetto ai processi controllati. Inoltre la concentrazione aiuta ad indirizzare la mente nel presente, sul qui ed ora, e non le consente di divagare nel passato o nel futuro. Quando la mente è focalizzata nel presente diventa calma. In parole povere essere concentrati vuol dire controllo dello stato mentale.

Sapere come funziona l’attenzione, avere la capacità di protrarla più a lungo possibile quando necessario, saper staccare e riposarla, individuare il focus più redditizio, rifocalizzare con velocità, utilizzare i cali di concentrazione dell’avversario a proprio vantaggio sono aspetti fondamentali del gioco mentale dell’atleta, se non forse dei più importanti.

Nel Tennis, nelle fasi di gioco, un giocatore riesce a concentrarsi convenientemente quando è focalizzato su tre elementi: la palla, la direzione dei propri colpi e le sensazioni fisiche e sensoriali.

I giocatori devono essere allenati a “sentire” e “percepire” (in modo uditivo e cenestesico) il colpo, soprattutto la fase dell’impatto. I giocatori in partita devono imparare ad agire in uno stato mentale incosciente, aperto e favorevole alle sinestesie, senza l’intervento normativo del cervello cosciente.

Lafont ha dimostrato che avendo gli occhi fissi sulla zona di contatto durante la fase d’impatto la mente può focalizzare sul processo, crea lo stato ideale per la concentrazione che favorisce lo stato di flow e della prestazione eccellente. All’interno di questo spazio (zona di contatto) alcuni prestano anche attenzione al suono dell’impatto ed alla vibrazione nell’impatto tra le corde e la pallina. In altre parole attivano i loro sensi e vuotano la mente da qualsiasi pensiero.


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