E’ come se avessero raccolto seduta stante il suggerimento lanciato dall’International Crisis Group, di cui ho parlato ieri. Il partito pro-curdo Bdp – della pace e della democrazia – ha preso ieri drasticamente le distanze dalla violenza e dal terrore: condannando senza ambiguità l’attentato di Ankara (tre vittime nell’esplosione) e l’attacco a due accademie militari nel sud-est (quattro donne trucidate, non appartenenti alle forze dell’ordine). Nel loro comunicato, i co-leader Selahattin Demirtaş e Gülten Kışanak (ilBdp ne ha sempre due per statuto, un uomo e una donna) hanno offerto le loro condoglianze alle famiglie delle vittime, hanno chiesto giustizia: e hanno riservato qualche critica alla retorica anti-curda nelle reazioni del governo. E’ forse questa una manifestazione della volontà – sempre come suggerito dall’International Crisis Group – di interrompere il boicotaggio del Parlamento già alla ripresa dei lavori il 1° ottobre, di prendere parte a pieno titolo al processo costituente per una nuova Turchia più democratica e più inclusiva?
