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La Divina Tragedia: atto primo.

Creato il 20 maggio 2010 da Zaxster @samueleblogzero

C’era una volta una saga di 39 libri, scritti in tre diverse lingue e da decine di autori nell’arco di 1500 anni, sotto la supervisione e l’ispirazione di un editore e sceneggiatore di grandissimo spessore tecnico e morale.
Questo best seller dalla lunga gestazione ebbe poi un importante sequel di altri 27 libri ed un larghissimo successo globale, a volte raggiunto tramite un piano di marketing piuttosto aggressivo ma di sicuro impatto, come dimostrano i moltissimi fans che ancora riempiono le nostre città e continuano a ritrovarsi settimanalmente in club ricercatissimi e in stabili di grande pregio artistico. Notevole anche il merchandising

Cosa dire dell’incredibile trama?
Piogge di fuoco, diluvi e fine del mondo nella prima “vecchia” serie di libri non potevano che portare ad un successo gigantesco, ma l’apoteosi si è poi raggiunta in seguito con le magie, la lotta bene/male e… dai prometto che non vi rivelo il finale ma vi assicuro un mega colpo di scena per il protagonista, quando tutto sembra ormai perduto!!! Era chiaro fin da subito che il successo sarebbe stato mondiale.

Inutile specificare che sto parlando della Bibbia, anzi per essere più precisi mi riferisco all’Antico Testamento.

Fedele all’impegno informativo con un occhio strizzato al cazzeggio di cui questo blog è fautore da sempre, sono felice di presentarvi alcuni istruttivi estratti della prima parte di questo libro-culto in alcune puntate di grande spessore culturale che di certo so che apprezzerete in molti 8-) .
Bando alle ciance, partiamo proprio dal principio: LA GENESI.

Buono o cattivo?

 

Alla donna disse: «Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà». All’uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero, di cui ti avevo comandato: “Non ne devi mangiare”, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba campestre. Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perchè da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!».
(morale: mai mangiare mele proibite quando Dio ha la luna storta)

(Genesi, 3)

Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male. E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. Il Signore disse: «Sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato: con l’uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito d’averli fatti»
(morale: ritenta ancora, sarai più fortunato)

(Genesi, 6).

(Sodoma e Gomorra) – 1
I due angeli giunsero a Sodoma verso sera. Lot stava seduto alla porta di Sodoma; come li vide, si alzò per andar loro incontro, si prostrò con la faccia a terra, e disse: «Signori miei, vi prego, venite in casa del vostro servo, fermatevi questa notte [...]. Prima che si fossero coricati, gli uomini della città, i Sodomiti, circondarono la casa: giovani e vecchi, la popolazione intera venuta da ogni lato. Chiamarono Lot e gli dissero: «Dove sono quegli uomini che sono venuti da te questa notte? Falli uscire, perché vogliamo abusare di loro». Lot uscì verso di loro sull’ingresso della casa, si chiuse dietro la porta, e disse: «Vi prego, fratelli miei, non fate questo male! Ecco, ho due figlie che non hanno conosciuto uomo: lasciate che io ve le conduca fuori, e voi farete di loro quel che vi piacerà; ma non fate nulla a questi uomini, perché sono venuti all’ombra del mio tetto»
(morale: se avete un vicino molto cattolico con delle figlie vergini, appena invita qualcuno fatevi subito avanti!)

(Sodoma e Gomorra) – 2
Allora il SIGNORE fece piovere dal cielo su Sodoma e Gomorra zolfo e fuoco, da parte del SIGNORE; egli distrusse quelle città, tutta la pianura, tutti gli abitanti delle città e quanto cresceva sul suolo. Ma la moglie di Lot si volse a guardare indietro e diventò una statua di sale.
(morale: se tuo marito farebbe tranquillamente stuprare le proprie figlie non fa niente, ma ASSOLUTAMENTE MAI girarsi quando Dio uccide qualcuno, potresti rimanerci di sale)

(Genesi, 19)

Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!» Egli rispose: «Eccomi». E Dio disse: «Prendi ora tuo figlio, il tuo unico, colui che ami, Isacco, e va’ nel paese di Moria, e offrilo là in olocausto sopra uno dei monti che ti dirò».
(morale: mai rispondere “ECCOMI” quando Dio ti chiama per nome)

(Genesi, 22)

[...] Giuda vide la figlia di un Cananeo di nome Sua; se la prese e si unì a lei.  Ella concepì e partorì un figlio, che egli chiamò Er. Poi ella concepì di nuovo e partorì un figlio, che chiamò Onan.  Partorì ancora un figlio e lo chiamò Sela. [...] Ma Er, primogenito di Giuda, era perverso agli occhi del SIGNORE; e il SIGNORE lo fece morire. Allora Giuda disse a Onan: «Va’ dalla moglie di tuo fratello, prenditela in moglie come cognato e suscita una discendenza a tuo fratello». Onan, sapendo che quei discendenti non sarebbero stati suoi, quando si accostava alla moglie di suo fratello, faceva in modo d’impedire il concepimento, per non dare discendenti al fratello. Ciò che egli faceva dispiacque al SIGNORE, il quale fece morire anche lui.
(morale: se dispiaci al SIGNORE, sono cazzi amarissimi)

(Genesi, 38)

“Queste sono solo metafore”, direte voi… ah sì?
E chi decide cos’è una metafora e cosa non lo è? Dipende da come ci si sveglia al mattino?

E comunque che razza di metafore sarebbero queste? Che insegnamenti traiamo dall’offrire le figlie per uno stupro?

Non sarebbe ora di prendere l’Antico Testamento per quello che è, un libro antico che propone un Dio vendicativo, crudele, iroso e di cui avere paura, una visione religiosa inaccettabile per una qualsiasi società appena un po’ più evoluta di quella retrograda di oltre 2000 anni fa?

Su questo blog nelle prossime settimane proseguirò a proporvi simpatici brani tratti da questo libro, il cui vero nome dovrebbe essere “La Divina Tragedia”.




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