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La farsa puó trasformarsi in tragedia

Creato il 24 febbraio 2013 da Nonzittitelarte

R S U
FONDAZIONE TEATRO LIRICO DI CAGLIARI
COMUNICATO
LA FARSA DEL TEATRO LIRICO DI CAGLIARI PUO’ TRASFORMARSI IN TRAGEDIA
I lavoratori della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, sono ancora una volta costretti a denunciare la gravissima situazione in cui versa il Teatro: il 22 aprile, secondo la programmazione presentata al Ministero Beni e Attività Culturali da questa Fondazione, dovrebbe andare in scena la prima dell’opera di apertura della Stagione Lirica.
I reparti deputati alla preparazione e alla realizzazione della Stagione Lirica sono al momento all’oscuro non solo dell’organizzazione ma anche dei titoli su cui dovrebbero lavorare; manca la figura del Direttore degli Allestimenti Scenici, manca la figura del Direttore Artistico, i lavoratori precari che normalmente vengono impegnati nello svolgimento della Lirica non sono stati contattati.
La preoccupazione si è ormai trasformata in allarme, si sta mettendo a rischio non solo la realizzazione della Stagione Lirica ma il futuro stesso del Teatro: che senso ha tenere in vita un Teatro che non produce?
I lavoratori temono che non ci siano casualità in questo modo di operare, ma che tutto questo faccia parte di una subdola strategia volta a trasformare il Teatro in un contenitore privato della sua essenza: lo spettacolo dell’opera lirica e la musica classica.
Un disegno che anche a livello nazionale si percepisce sempre più concretamente. Per questo motivo stiamo istituendo un coordinamento con i lavoratori di tutte le Fondazioni Lirico Sinfoniche italiane, consapevoli che la strategia di scioglimento non colpirà solo Cagliari e che, solo attraverso la solidarietà e la condivisione di tutti, si possa scongiurare un così insensato disegno.
Dando uno sguardo all’Europa, in un momento in cui si prende spesso esempio dalla Germania per il rigore economico coniugato allo sviluppo e all’occupazione, riteniamo interessante citare uno studio pubblicato dall’Ifo (il maggior centro di ricerca economica della Repubblica Federale): documenta che la più dispendiosa delle arti sceniche, l’opera lirica, è stata un volano di sviluppo. L’analisi evidenzia, in termini rigorosamente quantitativi, come in 29 bacini territoriali tedeschi, l’esistenza di un teatro d’opera sia stata essenziale alla crescita perché ha comportato, da un lato, una concentrazione di capitale umano (lavoratori specializzati, musicisti, orchestrali, cantanti) e, da un altro, un’apertura al resto del mondo.
Al contrario a Cagliari, i lavoratori del Lirico, come scrive Pietro Maurandi nell’edizione odierna di Sardegna,stanno vivendo una lunga e penosa agonia per difendere il loro lavoro, costretti anche a giustificare la propria esistenza, difendendosi da miserabili contrapposizioni create artatamente da terzi tra i lavoratori del Lirico e i lavoratori dell’industria.
Con l’Assemblea permanente i lavoratori denunciano questo meschino tentativo di liquidare la Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, facendo perdere alla popolazione della Città e della Sardegna, la più grande istituzione di produzione culturale.

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