Magazine Attualità
di Massimo Bonato
La proposta di una linea ferroviaria di 5300 chilometri attraverso l’Amazzonia ha messo in allarme le tribù di nativi che nella foresta vivono. I popoli indigeni dell’Amazzonia hanno ora un motivo in più di preoccupazione, paura e indignazione.
Una Grande opera. Una ferrovia transcontinentale che unirebbe le coste del Perù a quelle del Brasile, correndo dal Pacifico all’Atlantico attraverso l’Amazzonia, con un investimento di 30 miliardi di dollari. È uno dei progetti che ha portato con sé il premier cinese Li Keqiang in visita ufficiale a Brasilia e a Lima, durante il viaggio in America Latina il mese scorso. La ferrovia consentirebbe l’esportazione massiccia di prodotti agricoli come la soia, il mais, carne di manzo, insieme a minerali di ferro, rame, il tanto legname. Viceversa servirebbe alla Cina per penetrare il continente assicurandosi la possibilità di raggiungere da lì facilmente i mercati di Brasile, Paraguay, Uruguay e Argentina.
Impatto ambientale e costo umano a latere. Se il fine è il profitto, di quelli si può parlarne poi. Intanto però la preoccupazione serpeggia, perché il tracciato ferroviario dovrebbe attraversare molti territori di popolazioni indigene e si insinuerebbe in aree ad alta biodiversità ambientale e animale, come le foreste pluviali a sud di Perù e Brasile, la regione del Mato Grosso o le foreste andine.
Ma i vantaggi economici sarebbero venuti a un essere umano di massa e il costo ambientale: la linea sarebbe attraversare molti territori indigeni e aree ad elevata biodiversità attraverso la foresta amazzonica nel sud del Perù e Brasile, nella regione del Mato Grosso in Brasile, e foreste della nube peruviani e altri andina sensibile habitat.
Ninawa Kaxinawá, leader di una comunità indigena che ha scoperto di vivere nei pressi di dove i lavori dovranno aver luogo, ha detto a Survival International: “Questa ferrovia è il male e minaccia il nostro popolo. Per noi nativi e i nostri fratelli incontattati questo progetto rappresenta un pericolo mortale che potrebbe mettere fine alla foresta e la nostra vita!”
Se realizzata, la linea ferroviaria potrebbe devastare terra e vita dei popoli indigeni, aprendo le loro regioni allo sfruttamento industriale, alle miniere illegali, a una nuova stagione di deforestazioni e colonizzazione.
Ma con un mercato emergente come quello cinese, la ferrovia porterebbe con sé anche una maggior domanda, in termini di maggiori acquisti di derrate alimentari, ovvero maggiore industrializzazione dell’agricoltura con relativa necessaria deforestazione per cavarne coltivi estensivi; maggiore sfruttamento minerario per inondare la Cina di minerali di cui l’America Latina è ricca, con conseguente moltiplicarsi di miniere a cielo aperto, e lotte sociali come quelle che già sono in corso. Una ferrovia insomma, che aggiungerebbe una pressione devastante sull’ambiente e anche sull’uomo.
Secondo il direttore generale di Survival, Stephen Corry, la ferrovia “rischia di provocare ancora più devastazione nella foresta amazzonica e nei suoi popoli, mentre gli studi dimostrano che i popoli tribali sono i migliori ambientalisti, le loro terre si trovano ad affrontare violenti attacchi da parte di progetti di sviluppo”.
Non si tratta di timori infondati o pregiudizi. Negli anni Ottanta, i 900 chilometri della ferrovia tracciata lungo la foresta amazzonica nordorientale del Brasile ha avuto drammatici risvolti. Gli incontattati Awá si sono trovati al centro dei lavori e la ferrovia ha aperto le loro terre al libero accesso a taglialegna illegali, allevatori di bestiame e coloni. In pochi anni si sono ritrovati espropriati del 30% del territorio in cui da sempre hanno vissuto. Nel frattempo erano stati decimati dai massacri prima e dalle malattie poi.
Dice Stephen Corry: “Per secoli, i popoli originari americani sono stati sacrificati sull’altare del profitto Molti non sopravvivono all’assalto condotto contro il loro ambiente e le loro vite. Per le tribù incontattate questa ferrovia è un genocidio”.
Fonte: _omissis_
Possono interessarti anche questi articoli :
-
La sfida alimentare in America Latina
Aspettando i risvolti politici che seguiranno Fifa 2014 e le sfide elettorali di fine anno in Bolivia e Brasile, l’America Latina ospita l’ennesimo evento di... Leggere il seguito
Da Bloglobal
OPINIONI, POLITICA, POLITICA INTERNAZIONALE, SOCIETÀ -
Sebastião Salgado e Vanity Fair insieme per la tribù più minacciata del mondo
“Per ora mi limito a ribloggare una cosa che ho ricevuto da Survival. ma presto mi occuperò più a fondo del problema. Un’ennesima occasione che lo schifo di... Leggere il seguito
Da Unaltrosguardo
ATTUALITÀ, FOTOGRAFIA, SOCIETÀ, SOLIDARIETÀ -
Ammazzarsi per la terra
La tribù dei Guarani si sta estinguendo a causa dei suicidi. Il Guardian ha detto che nel Mato Grosso do Sul, Brasile sud occidentale, si sta consumando un... Leggere il seguito
Da Danemblog
OPINIONI, SOCIETÀ -
Brasile: Indios contro petrolieri
La tribù amazzonica dei Matsés ha inviato un appello urgente agli azionisti della Pacific Rubiales, il gigante petrolifero canadese-colombiano, chiedendo loro d... Leggere il seguito
Da Salvaleforeste
ECOLOGIA E AMBIENTE, SOCIETÀ -
La terra e i popoli dimenticati: i diritti degli aborigeni
Ragazza di etnìa Akha del LaosQuando si discute del rapporto fra l’uomo, il territorio e i suoi prodotti (con tutte le implicazioni di questo enorme tema)... Leggere il seguito
Da Milleorienti
CULTURA, SOCIETÀ -
Salviamo gli awa’ dal genocidio!
Gli Awá sono una piccola tribù composta di circa 355 individui, sopravvissuti a brutali massacri. Vivono nell’Amazzonia orientale e sono una delle ultime tribù... Leggere il seguito
Da Rossellagrenci
ATTUALITÀ, ECOLOGIA E AMBIENTE, SOCIETÀ