Il prossimo 2 ottobre sarà la festa dei nonni istituita da pochi anni per equilibrare le feste delle persone a noi più care come la mamma, il papà, la donna in generale. Mancava quindi la festa del nonno, la cui figura è insostituibile nella crescita del nipotino che vede nel nonno la saggezza, l'esperienza,l'affetto sincero e..... il regalo particolare nelle ricorrenze importanti della sua vita.E' giusto quindi che qualcuno abbia pensato di inserire nel calendario anche la festa del nonno.A questo riguardo in una pubblicazione del Centro Antoniano di Educazione e Formazione ho trovato un articolo intitolato:" Un nipotino intelligente" che di seguito riporto per una riflessione sull'importanza del rapporto nonno/nipote non sempre tenuto nella giusta considerazione. " Là sulla collina c'era una cascina, dove abitava un anziano contadino.Un giorno andò lassù il nipotino Alex. Non era iniziata ancora la scuola e il piccolo poté restare col nonno una settimana. I due si volevano un gran bene e così si ritrovavano di primo mattino ad aspettare il sole che scendeva sui campi, mentre la sera si ritiravano sull'uscio della cascina a guardare le stelle, che da quel poggio si distinguevano tutte scintillanti. Un giorno il nonno propone: " Vieni andiamo a piantare questo pinetto dove c'era il grande eucalipto, che la tempesta ha abbattuto, poveretto....". Alex prende lui il pinetto, non ha mai provato quella gioia, e partecipa tutto eccitato allo scavo del fosso, aiuta a calarvi dentro l'alberello e a ricoprirlo di terra fino ai piedi del tronco. " Nonno - dice poi - guarda quanto è carino, diventerà grande come l'eucalipto? ". " Certo, ma dopo tanti anni....". Il piccolo, che era molto intelligente, capì anche di più vedendo il vecchio che indicava con la mano lontano...lontano.... E restò triste fin quando il nonno gli regalò una carezza e un bel sorriso. " Nonno perché l'hai piantato se a goderselo dovranno essere gli altri?". "Alex, oh Alex, non sai tu che tutti godiamo di molte cose preparate dagli altri per noi? All'ombra di questo pino verranno a prendere il fresco quelli che vivranno, e in mezzo ai rami faranno il nido gli uccelli. Io sono felice, l'ho piantato per loro...e anche per te!". Il bambino abbracciò stretto il nonno.

Io non ho conosciuto i nonni, ma solamente le nonne e una in particolare, la nonna paterna. Ricordo che all'età di sei anni mi accompagnava alle scuole elementari e ogni giorno quando si era nei pressi della Villa Comunale deviava verso il laboratorio della pasticceria di Donna Caterina, comprava un pasticcino, se lo metteva nella tasca e me lo consegnava davanti al portone della scuola poco prima di entrare. Per cinque anni ogni giorno, tutti i giorni dell'anno scolastico, si ripeteva questo rito.
Poveretta è morta nel 1949 all'età di 81 anni e sei mesi. La sua morte è stata il mio primo grande dolore ( avevo 10 anni ).
La ricordo sempre con grande affetto.
