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La frutta nella terapia medica

Creato il 13 febbraio 2014 da Framiner
kiwi mela uva fragola
Può essere utilizzata fresca in alcuni stati patologici e in particolari diete o cotta in alcune malattie gastrointestinali.
Considerazioni generali - L'importanza della frutta nella terapia è legata principalmente a tre fattori: con­tenuto in vitamine (soprattutto vitamina C), presenza di cellulosa (importante per l'attività intestinale), com­ponenti minerali. Gli acidi organici presenti nella frut­ta (citrico, tannico, ossalico, tartarico, malico) sono acidi organici deboli che, come ultimo risultato della loro ossidazione nell'organismo, danno origine ad aci­do carbonico. Questo, a sua volta, si combina forman­do bicarbonati di sodio e di potassio, utili per i processi organici.
L'uso della frutta nella terapia medica varia in rappor­to allo scopo che ci si prefigge; nelle diete a base di frutta si utilizza la frutta di stagione, ben maturata, oppure se ne ricavano succhi. In certi casi si possono usare frutti sbucciati e grattugiati, lasciati depositare per qualche ora. In alcune malattie gastrointestinali si usa soprattutto la frutta cotta. Da questo punto di vista è bene ricordare l'importanza della mela che contiene un carboidrato, la pectina, in grado di svolgere un'azio­ne antidiarroica.
Frutti dotati di un buon valore nutritivo sono le noci, le nocciole, le mandorle, che possono essere utilizzate nel­la preparazione di dolci o essere somministrate al natu­rale come dieta vegetale oppure associate ad avena od orzo, lasciati prima macerare in acqua per diverse ore; si può poi aggiungere succo di frutta o frutta preceden­temente grattugiata.
I succhi di frutta nelle diete mediche - Notevole importanza, per la terapia, rivestono i succhi di frutta in cui, mediamente, si hanno un contenuto acquoso dell'88-94%, un residuo secco del 9-20%, protidi pari allo 0,3-1%, glucidi pari al 2-20%. Questi succhi sono soprattutto importanti nella primissima infanzia quan­do consentono di integrare l'usuale alimentazione con un ricco apporto in vitamine e sali minerali. Inoltre la presenza di ormoni vegetali (fitormoni) nella frutta e nei succhi riesce utile anche nel favorire i fenomeni di sviluppo e accrescimento.
L'utilizzo della frutta in base al valore nutritivo -
Dal punto di vista del suo uso, la frutta viene solita­mente suddivisa in polposa, farinosa, oleosa. La frutta polposa, molto ricca in zuccheri, ha uno scarso valore nutritivo, giacché è povera in proteine e grassi. In alcu­ni frutti di questo genere sono presenti quantitativi elevati di vitamina C (soprattutto agrumi), di carotene (cachi, melone ecc.), minerali (per esempio calcio nei fichi o potassio nelle banane, ciliegie ecc.). Nella frutta farinosa troviamo elevate quantità di ami­di, si hanno anche quantitativi discreti di proteine e grassi. È quindi particolarmente ricca in calorie (so­prattutto le castagne), in vitamina C, mentre è piutto­sto povera in minerali.
La frutta oleosa (noci, nocciole, mandorle, pinoli, ara­chidi) ha un valore alimentare di notevole importanza per l'elevato contenuto in grassi. È inoltre ricca in cal­cio, potassio, fosforo e ferro. Discreto anche il livello di vitamine del gruppo B.
Gli zuccheri presenti nella frutta sono semplici e per­tanto facilmente assimilabili. Per quanto si riferisce al contenuto in vitamine, quasi tutti sono convinti che la frutta sia la migliore dispensatrice di questi elementi. La verità è piuttosto diversa: infatti ogni frutto contie­ne un certo quantitativo di qualche gruppo vitaminico, ma è carente di altri, per cui, in sostanza, l'apporto vitaminico ottenuto con la frutta può risultare squili­brato.
La frutta può essere utilizzata in vari modi: fresca, cotta, conservata. Nel primo caso non c'è problema: ci si deve soltanto preoccupare di mangiarla quando ha raggiunto il giusto punto di maturazione, per consegui­re una migliore digeribilità.
La frutta può essere cotta in acqua e al forno. Con il primo metodo bisogna considerare una perdita di circa il 25% del contenuto in vitamina C, mentre l'amido viene sottoposto a un processo parziale di idrolisi, per cui il frutto risulta più dolce. Con la cottura al forno invece si ha una notevole riduzione di vitamina C. Per la conservazione della frutta si possono utilizzare l'essiccazione e il congelamento (in cui la perdita di vitamina è pressoché nulla). Nelle marmellate le vita­mine sono quasi scomparse, mentre rimane normale il contenuto in ferro e calcio. Essenziale, prima di iniziare una qualsiasi terapia a base di frutta, un completo esame medico. Infatti, un'alimentazione esclusivamen­te a base di frutta (per periodi relativamente brevi) o prevalentemente a base di frutta, modifica in maniera marcata l'equilibrio elettrolitico e la concentrazione degli acidi, con una prevalenza per il contenuto in alca­li. Il soggetto quindi che ha intenzione di iniziare una terapia con frutta deve essere sicuro di avere il fegato e il sistema gastrointestinale in condizioni normali, di non avere carenze, particolarmente di vitamina B12. Inoltre, una terapia a base di frutta possiede anche una notevole valenza sedativa, per cui risulta adatta a tutti quei soggetti che presentano stati d'ansia, mentre è sconsigliabile nelle forme di depressione dell'umore.

I frutti più usati nelle terapie

Albicocca - Particolarmente indicata nei disturbi del­l'udito, nelle forme di indebolimento cronico, nei distur­bi intestinali, negli stati di ipereccitabilità. È un frutto molto nutritivo, ricchissimo in vitamine (A, B1 B2, PP, B5, C), carboidrati, oligoelementi. Il succo fresco può essere utilizzato per tonificare la pelle del viso.
Ciliegia - Trova applicazione particolarmente nella te­rapia dei pazienti con un'eccessiva massa sanguigna (soggetti pletorici), dei soggetti reumatici, dei bambini e degli adolescenti. Lo sciroppo risulta molto dissetan­te. Contiene soprattutto vitamina A e alcune vitamine del gruppo B. Ha elevate caratteristiche depurative e rinfrescanti e per questo può essere usata nelle forme di stitichezza e nei casi di obesità (per le proprietà diureti­che). Sembra utile anche nei casi di reumatismo e di calcolosi di vario tipo.
Mela - È consigliata nelle forme di anemia, di indeboli­mento di vario tipo, di infiammazione bronchiale, nel­l'ipertensione, nelle artriti e nei reumatismi, nell'obesi­tà, nella prevenzione di un invecchiamento precoce. Contiene diverse vitamine (A, B1 B2, PP, C, E) oltre a zuccheri (circa il 12%), acidi organici, pectina, tanni­no. Viene raccomandata nelle forme di dispepsia (una mela grattugiata, lasciata per alcuni minuti all'aria, e consumata prima di ogni pasto), nelle anemie, negli stati di affaticamento, in primavera come depurativo, nelle diarree, negli stati di convalescenza, durante lo sviluppo e nei soggetti particolarmente eccitabili.
Melone - È particolarmente consigliato nei casi di stiti­chezza, ai soggetti gottosi o che soffrono di emorroidi. È invece assolutamente sconsigliabile a chi soffre di enterite, di diabete e ai bambini, particolarmente se in età infantile. Contiene le vitamine A, B1, B2, PP e C, zuccheri, calcio, fosforo, ferro.
Limone - Per il suo elevato contenuto in vitamina C è da sempre utilizzato nella prevenzione delle malattie, soprattutto nel corso di epidemie. Rinforza, infatti, le capacità difensive dell'organismo (sempre per l'azione della vitamina C), ha azione battericida (e quindi può essere utile per sterilizzare, entro certi limi­ti, le vivande), può essere usato nel caso di malattie renali, nel reumatismo articolare acuto, nella gotta, nei calcoli renali, nell'arteriosclerosi, nelle auto-intossica­zioni. In cosmesi, il succo di limone tonifica e schiarisce l'epidermide. Contiene, oltre la vitamina C, la B1, la PP, calcio, fosforo, ferro.
Noce - È un alimento fortemente energetico. L'infuso può essere utilizzato negli stati di intossicazione orga­nica, nei disturbi intestinali (meteorismo), foruncolosi e linfatismo. L'olio di noce ha anche proprietà vermifu­ghe. Contiene vitamina A, B1, B2, PP, B5.
Pera - Esplica un'azione positiva nei casi di diarrea, di infezione, nella gotta, nei calcoli e nelle forme reumati­che. Può essere usata anche dai diabetici, giacché la maggior parte dei suoi zuccheri si presenta sotto forma di levulosio, ben tollerato da questi pazienti. Cotta e zuccherata è indicata per chi svolge compiti intellettua­li (professionisti, studenti durante gli esami ecc.), men­tre le marmellate sono utili per i convalescenti. Vi sono contenute le vitamine A, B1, B2 e C.
Pesca - Facilita la digestione e trova quindi impiego nei soggetti dispeptici. Con i fiori si possono preparare infusi, caratterizzati da una marcata azione lassativa, diuretica e calmante. Lo sciroppo è lievemente lassati­vo e indicato, in particolare, per i bambini. Le pesche sciroppate sono usate per combattere le forme di in­fiammazione gastrica. Sono presenti le vitamine A, B1, B2, PP, C, calcio, fosforo, ferro, zuccheri.
Susina (prugna) - Fresca ha un valore lievemente las­sativo, stimola la secrezione della bile, è diuretica, faci­lita l'eliminazione dell'acido urico ed è anche indicata in molte malattie della pelle. La prugna secca ha un elevato valore nutritivo (fino al 60% di contenuto in zuccheri), ed è un energico lassativo. Può essere usata negli stati di affaticamento, negli stati febbrili, nei di­sturbi del fegato e, naturalmente, nella stitichezza. Contiene vitamine A, B1, B2 e C, sali minerali, magne­sio, calcio e fosforo.
Uva - L'azione terapeutica dell'uva è nota sin dai tem­pi più antichi. L'uva fresca ha un'azione energetica, combatte l'anemia, si rende particolarmente utile negli sforzi fisici e intellettuali. L'uva nera protegge i vasi sanguigni. La cura con l'uva (ampeloterapia) prevede il consumo di 1-2 chilogrammi al giorno di questo frut­to, per la durata di due settimane. Deve essere eseguita sotto stretto controllo medico. Il vino rosso è considera­to astringente mentre quello bianco svolge più un'azio­ne diuretica. Sono presenti le vitamine A, B1, B2, PP, C, calcio, fosforo, ferro, zuccheri.

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