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La Gasthof Fichtenhof a Gfrill/Cauria (Salorno)

Creato il 18 novembre 2015 da Cipputi
E' un alberghetto sorto nel dopoguerra tra la Val di Cembra trentina e quel tratto della Val d'Adige che è ormai Sudtirolo a tutti gli effetti.

La Gasthof Fichtenhof a Gfrill/Cauria (Salorno)

Si pranza nella classica saletta sudtirolese con sedie e tavoli in legno massello, la
Hofe in bella mostra e un belvedere finestrato che offre un bel panorama aperto
a Ovest, con vista dal Bondone alle cime del Brenta fino ai ghiacciai dell'Adamello.

Questa stagionata locanda è situata ben mille metri sopra Salorno, lungo gli antichi percorsi pedonali tra Cembra e Salorno, una posizione un tempo strategica ma che oggi è tagliata fuori dal grande traffico. La congestione del fondovalle si intravvede appena dalla grande veranda vetrata della sala da pranzo.

La Gasthof Fichtenhof a Gfrill/Cauria (Salorno)

Quando arrivano i piatti (Knödel e Gröstl) mi accorgo che sono insolitamente con-
diti e aromatizzati, speziati quasi, l'aroma di salvia e rosmarino a sopraffare odore
e sapore dei Gröstl, anche il condimento dei canederli è insolitamente pesante e
così mi viene in mente quel dicevano le nonne, che certe aggiunte servono a na-
scondere... Scaccio l'idea e però, giunti a casa, nella notte si fa vivo un inaspettato
mal di pancia. Che dire? Che a pensar male si fa peccato ma che spesso ci si indo-
vina, come amava dire Giulio Andreotti?

Comunque, il Gasthof Fichtenhof da 50 anni viene gestito dalla famiglia Pardatscher. Quando venne aperto gli scambi del piccolo commercio locale e le incursioni dei giovanotti in cerca di donzelle in età da marito fra una valle e l'altra non erano ancora del tutto spariti, annullati dalla civiltà dell'automobile.Ma oggi tutto è cambiato e se "i giovanotti" non passano più da qui, quei 13 chilometri di stradina stretta e tornantata vengono invece affrontati di buon grado da chi cerca pace e tranquillità.Sicchè il posto è nuovamente frequentato, fin troppo direi, tanto che ormai comincia ad esibire quei "flag", quei segnalini non voluti che di solito accompagnano la sostituzione dall'ospitalità autentica con la copia provincialotta del locale trendy, col rischio che l'estetica finisca col prevalere sulla sostanza in base alla nota formula "prezzi un po' troppo alti per una qualità un po' troppo bassa".

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