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La Gloria – Giuseppe Berto

Creato il 20 settembre 2012 da Maxscorda @MaxScorda

La GloriaE’ fin troppo facile vedere in Giuda Iscariota il peggior traditore dell’umana storia ma gia’ da ragazzo pensavo a lui come il piu’ santo tra i santi, un martire condannato all’eterna infamia con la sola colpa di essere stato scelto in funzione di un tradimento da compiersi affinche’ la Gloria di Dio potesse realizzarsi.
Idea non banale la mia se la trovai qualche anno piu’ tardi confermata da "Jesus Christ Superstar" e poco piu’ in la’, Giuseppe Berto espande l’idea costruendoci sopra un magnifico romanzo anzi ancor meglio, qualcosa che si pone tra il diario, la narrazione e il Vangelo apocrifo.
Tra i tanti meriti di Berto, sicuramente s’annovera la camaleontica capacita’ di adattare lo stile di scrittura alla circostanza e non c’e’ da sorprendersi con l’inizio del libro alla pari di una Sacra Scrittura, antefatto che precede il racconto di un Giuda narrante da una realta’ temporale successiva agli eventi, coscienza ormai slegata da vincoli terreni che tutto conosce dalla storia e degli uomini.
Durante la narrazione si susseguono ricordi e considerazioni intervallando il ricordo con analisi a posteriori dei fatti accaduti, difesa ad oltranza per aver troppo amato Gesu’ e il suo popolo.
Si perche’ la prospettiva e’ religiosa ma nondimeno politica, contestuale all’epoca, laddove il Salvatore tra dubbi e incertezze, portava con se’ il carisma necessario per liberare Israele dal predominio romano, Egli vessillo di liberta’ per qualcuno poco interessato all’anima e molto di piu’ alla vita terrena.
La narrazione e’ atipica e stuzzicante nel descrivere un Gesu’ che sbaglia, che s’arrabbia, che ha le sue giornate storte e le cui parabole non sempre sono comprensibili e sensate alle orecchie di chi ascolta. Gli apostoli non sono uomini soggiogati dalla Fede ma affascinati dall’Uomo, dal suo ascendente, dalla speranza che Egli sia chi dice di essere, in mezzo ad una moltitudine di altri presunti "redentori".
Giuda non crede ma spera, vuole che quel Gesu’ salvi il suo popolo, sia luce della sua vita.
Il suo dubbio non e’ blasfemo anzi amplifica la portata del racconto, aggiunge una dimensione alla monolitica visione giunta fino a noi e nell’umanita’ della carne e dei sentimenti troviamo ancora piu’ forte il sacrificio del figlio di Dio.
Berto non stravolge i Vangeli e come potrebbe del resto, con quale diritto poi ma s’insinua al loro interno, impegnandosi da dietro le quinte piuttosto che sbilanciarsi verso una nuova interpretazione, fornendo tramite Giuda una prospettiva che illumina la scena diversamente senza stravolgerla.
Probabilmente il gia’ citato "Jesus Christ Superstar" porta la difesa di Giuda sino in fondo ma il musical e’ certo piu’ facile da gestire, piu’ immediato e si sa, la battuta fulminante sovrasta la lunga analisi se viene ben giocata.
Bella operazione, come detto forse non originale ma efficace, ben realizzata, un modo per parlare parlare di Dio con nuove idee senza essere banalmente e stupidamente blasfemi.


Filed under: Libri Tagged: Giuseppe Berto

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