La Grecia fa meno paura
Volano i titoli bancari e quelli del risparmio gestito, ma mettono a segno rialzi eclatanti anche Moncler, Atlantia ed Enel. In calo Saipem.
Come era prevedibile la nostra Borsa sta recuperando alla grande, si sta cercando l’ennesimo accordo con la Grecia che ovviamente risulterà ancora temporaneo, ma sappiamo come reagiscono i mercati, non guardano troppo in là pensano soltanto: domani siamo ancora vivi? Ed allora c’è di che festeggiare!
Il nostro Ftse Mib (+3,51%) aveva guadagnato 554 punti ieri, ne ha guadagnati 756 oggi, ed ecco che in un paio di giorni la situazione si è totalmente ribaltata, eravamo sotto quota 21.000 punti due giorni fa siamo ben oltre quota 22.000 punti questa sera.
E le nostre Banche che erano poco più che spazzatura quarantottore fa sono adesso titoli per i quali val la pena svenarsi, queste le performances odierne: Banca MPS (+5,78%), Ubi Banca (+5,67%), BpM (+4,80%), Banco Popolare (+4,70%), Intesa (+4,63%), Unicredit (+4,34%), Bper (+4,30%) e Mediobanca (+3,38%).
Risorge anche il comparto del risparmio gestito, in particolare sale Mediolanum (+4,64%), ma ottima anche la performance di Azimut (+3,48%).
Per il comparto del lusso in evidenza Moncler (+4,61%) mentre continua a stupire Mediaset (+4,50%) uno dei titoli che ha meglio di altri sopportato il periodo di turbolenza dei giorni scorsi.
Oggi è arrivato il rimbalzo anche per Atlantia (+4,38%) che finalmente inverte la rotta dopo cinque sedute ribassiste consecutive.
Un importante contributo alla crescita del nostro indice principale è arrivato anche da Enel (+3,94%), Autogrill (+3,91%), Prysmian (+3,73%), Eni (+3,69%), UnipolSai (+3,64%) e Generali (+3,59%).
Abbiamo avuto anche un paio di titoli che hanno terminato la giornata con un ribasso, si tratta di Tenaris (-0,43%) e soprattutto Saipem (-2,34%) dopo che Gazprom si è trovata costretta a cancellare il contratto per la prima linea del gasdotto Turkish Stream. In sostituzione verrà potenziata la seconda linea ed a tal proposito il colosso russo ha già firmato accordi con l’americana Shell, l’austriaca OMV e la tedesca E.On.
Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro
