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La guerra delle remaster - Recensione - Xbox One

Creato il 24 agosto 2015 da Intrattenimento

L'attesa Ultimate Edition di Gears of War è pronta a farci rivivere il sanguinoso conflitto fra umani e Locuste

Gears of War lasciava a bocca aperta. Sono passati quasi dieci anni ma è difficile dimenticare quella sensazione, la stessa che chi scrive aveva provato in precedenza solo davanti a videogame capaci di spostare più in alto l'asticella relativa al concetto di impatto visivo: il coin-op di Dragon's Lair, Batman per NES, Streets of Rage 2 per Mega Drive, Donkey Kong Country per SNES e il cabinato di Daytona USA.

La guerra delle remaster
Epic Games aveva insomma fatto il miracolo, portando a termine un progetto di portata epocale, in grado di rivoluzionare il genere degli sparatutto in terza persona e stabilire nuovi standard in termini di grafica, sonoro, gameplay e multiplayer. Gears era grezzo e duro, violentissimo, i suoi personaggi comunicavano quel peso e quella fisicità che sono poi diventati un marchio di fabbrica per l'Unreal Engine; e se un certo tipo di competitività online era fino a quel momento riservata a produzioni per molti versi meno accessibili, con un microfono e un abbonamento a Xbox LIVE Gold eravamo tutti pronti a prenderci a fucilate, ad accaparrarci il Boomshot per primi, a ucciderci a tradimento con un lancio di granate alla cieca o vigliaccamente appostati con l'Arco Torque o il fucile da cecchino. Erano tempi in cui ci si sentiva persino patriottici nel formare squadre di italiani e lanciarsi nell'ardua impresa di competere con team americani, pur consapevoli che la differente velocità delle nostre connessioni trasformava la contesa in una gara di accelerazione fra una bici da passeggio e una Yamaha R6. Quelle sensazioni meritavano senza dubbio un trattamento di rimasterizzazione, che arriva appunto oggi con Gears of War: Ultimate Edition, un'edizione realizzata dal team di sviluppo che sta lavorando a Gears 4 e che funge dunque da banco di prova, in particolare dal punto di vista tecnico, per i ragazzi di The Coalition. Vediamo com'è andata.

twittalo! Gears of War: Ultimate Edition è una remaster ottima, ma non priva di difetti, del titolo di Epic Games

La resurrezione della fenice

La storia di Gears of War si svolge in un non meglio precisato futuro, quando il mondo viene sconvolto dall'improvviso attacco di una razza che fino ad allora aveva vissuto nel sottosuolo, le Locuste, e che emerge portando morte e distruzione nelle città. L'offensiva è talmente violenta che gli umani sono costretti a bombardare le loro stesse capitali per cercare di contrastarla, ma neanche questa mossa disperata sembra bastare.

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Come talvolta accade, dovrà dunque essere un manipolo di soldati scelti, un gruppo compatto e determinato, a portare sulle proprie spalle il peso della guerra e a cercare di vincerla: nei panni del burbero Marcus Fenix, accompagnati dall'amico fraterno Dominic "Dom" Santiago e poi, successivamente, dallo scaltro Damon Baird e dal dirompente Augustus Cole, il nostro compito sarà quello di infiltrarci fra le linee nemiche per impossessarci di importanti dati sulla posizione delle loro basi e cercare di distruggerle grazie alla potentissima Bomba Solare. Non sarà semplice, e chi ha già giocato Gears anni fa sa bene che non mancheranno alcuni sacrifici lungo il cammino, specie dopo la discesa in campo del feroce generale RAAM. La campagna originale, giocabile anche in questa Ultimate Edition da soli o in cooperativa, sia in locale via split-screen che online, è stata arricchita dall'innesto dei cinque capitoli extra presenti solo nella versione PC del gioco, che aggiungono situazioni inedite alla parte centrale dell'avventura e culminano con il combattimento con l'enorme Brumak. Ciò porta la durata del single player vicina alle dieci ore, in un'alternanza di intensi scontri a fuoco, piccoli enigmi ambientali e colpi di scena che ancora oggi appare coerente e ben diretta. A maggior ragione grazie al completo rifacimento di tutte le cutscene, realizzate in CG anziché con la grafica in-game, seguendo un approccio oramai inusuale ma che funge da efficace collante narrativo. Gears of War: Ultimate Edition - Videodiario sugli scenari
La guerra delle remaster - Recensione - Xbox One
Gears of War: Ultimate Edition - Videodiario sugli scenari

Solido come una roccia...

In Gears of War: Ultimate Edition tengono banco due concetti di solidità. Il primo è relativo al gameplay, che non è esattamente rimasto al 2006 ma ha anzi subito una serie di modifiche e ottimizzazioni, la maggior parte delle quali basate sugli episodi successivi della serie. C'è dunque una minore tendenza dei personaggi ad "appiccicarsi" ai ripari, ma anche una maggiore agilità e un senso di leggerezza che sulle prime lascia finanche un po' spiazzati.

La guerra delle remaster
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Non è stata inserita la possibilità di passare attorno ai compagni nell'ambito di un appostamento, dunque la loro presenza può ancora rappresentare un fastidioso ostacolo e portare a frustranti game over laddove il corpo di un personaggio ci impedisca, ad esempio, di effettuare uno scarto laterale per evitare un colpo nemico. Sul fronte dell'intelligenza artificiale, allo stesso modo, non si registrano modifiche sostanziali: le Locuste si appostano per spararci contro e generalmente mantengono la posizione, consentendoci di centrarle non appena mettono il grugno allo scoperto; ma ci sono anche situazioni in cui partono alla carica per venirci a prendere, e che rappresentano un'apprezzabile variazione sul tema. Decisamente infelice è invece il comportamento della squadra COG, specialmente quando il gruppo si riduce a due soli componenti: in tale frangente bisogna fare attenzione a non cercare di rialzare i propri amici ad ogni costo, perché si rischierebbe di essere atterrati a nostra volta. A rimanere straordinariamente d'impatto è invece il gunplay, vale a dire tutto ciò che riguarda le meccaniche sparatutto, dalla gestione delle armi alla mira, dalla sensazione di impatto alla selezione dell'equipaggiamento via d-pad, dall'uso della ricarica attiva al fattore munizioni, quest'ultimo reso in modo molto equilibrato ed efficace. Scordatevi di poter usare sempre la combinazione di Lancer e Gnasher, perché in alcune situazioni la scarsità di proiettili vi costringerà a cambiare; e sarà allora che potrete apprezzare la personalità di armi come il già citato Arco Torque, il fucile da cecchino, la pistola Boltok, il Martello dell'Alba e così via. Ognuno di questi strumenti possiede delle peculiarità e si presta ad approcci differenti, e ben pochi sono quelli che risultano "poco indovinati" nell'ottica del gameplay: da questo punto di vista, il titolo di Epic Games ha ancora molto da insegnare agli attuali sparatutto. Una nota di demerito solo per il Boomshot, i cui proiettili esplosivi spesso e volentieri fanno cilecca, incapaci di atterrare i nemici che si trovano nelle immediate vicinanze. Un difetto nel bilanciamento dell'arma?

...oppure no?

Il secondo concetto di solidità riguarda il frame rate, che però nel caso di Gears of War: Ultimate Edition finisce per deludere. Già la notizia che il gioco sarebbe girato a 1080p e 30 fps in single player, raggiungendo i 60 fps solo nel multiplayer, ha fatto storcere il naso a un bel po' di utenti, che ci tenevano in modo particolare a questo aspetto, peraltro implementato con successo nella remaster di Halo e in quella, imminente, di Uncharted.

La guerra delle remaster
La guerra delle remaster
Trovarsi però di fronte a cali piuttosto consistenti nella fluidità, anche in situazioni relativamente tranquille, fa sorgere grosse preoccupazioni. Parliamo infatti di un titolo che si presenta su Xbox One forte di una sostanziale revisione degli asset, ma dotato di una conta poligonale invariata rispetto a quanto visto nel 2006. Una produzione first party, realizzata dallo stesso team che sta lavorando a Gears of War 4, come accennato in apertura, e da cui era dunque lecito attendersi la perfezione o poco meno. Si tratta di problemi parecchio evidenti, che vanno a influire sul gameplay? No, ma la questione di principio rimane e The Coalition dovrà necessariamente farci i conti, possibilmente rilasciando una patch che sistemi la totalità dei rallentamenti. Ci sono poi le differenze che ricadono nell'ambito delle scelte stilistiche, in questo caso una sostanziale modifica nella palette dei colori, con tinte molto più vivaci e sature di quanto non fosse l'originale Gears of War, ma anche meno contrastate. Le animazioni hanno retto discretamente bene il passare del tempo, ma si sente la mancanza di movimenti di raccordo, mentre il lavoro fatto sulle texture non è magari sempre irreprensibile (alcune superfici non sono nitidissime, seppure non si mostri mai il fianco a pixel giganti), ma cambia in modo clamoroso l'aspetto di determinati scenari, in particolare le mappe per la modalità multiplayer, di cui parleremo fra poco. A trarre grande vantaggio dall'opera di rimasterizzazione è stato certamente il sonoro, che si ripresenta nell'edizione italiana con il doppiaggio di un tempo, ottimo per l'epoca ma con qualche incertezza se ascoltato oggi, da deputare principalmente all'adattamento; mentre la splendida colonna sonora orchestrale ha ritrovato vigore e incisività, facendosi notare molto di più ora che non ai tempi. Gears of War: Ultimate Edition - Trailer di lancio
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Gears of War: Ultimate Edition - Trailer di lancio

Incognita multiplayer

Gears of War si poneva come un prodotto eccezionale nel senso letterale del termine, in quanto capace di offrire sia una campagna in single player di grande valore, sia un comparto multiplayer straordinariamente godibile, forse mai eguagliato nell'ambito dei third person shooter.

La guerra delle remaster
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La guerra delle remaster
La Ultimate Edition ha ovviamente riproposto la componente online, cercando di allargare gli orizzonti rispetto al primo episodio della serie e includendo dunque un maggior numero di mappe (diciannove in tutto), skin e modalità che originariamente non facevano parte del pacchetto, come Re della Collina e l'Eliminazione due-contro-due con i fucili Gnasher, oltre all'immancabile Deathmatch a Squadre. Il tutto a sessanta frame al secondo, con l'introduzione di server dedicati (sebbene solo per le partite private) e di un maggior numero di personalizzazioni per i match. Purtroppo la componente multiplayer competitiva verrà attivata solo in concomitanza con l'arrivo del gioco nei negozi, il che significa che abbiamo potuto provare solo la cooperativa online, che funzionava come da aspettative. Ci sono stati in tempi recenti alcuni casi piuttosto eclatanti di giochi che puntavano parecchio sul multiplayer e che in fase di recensione funzionavano benissimo, salvo poi letteralmente crollare una volta che i server venivano presi d'assalto dagli utenti. In questo caso, però, oltre a una possibile lentezza iniziale del matchmaking dubitiamo possa succedere chissà cosa (le ultime parole famose?). Ci impegniamo comunque ad aggiungere un'analisi del multiplayer al presente paragrafo non appena sarà possibile testarlo per un tempo ragionevole. Detto questo, la beta dell'Ultimate Edition funzionava molto bene, l'abbiamo provata a fondo e possiamo dire che la maggiore fluidità garantisce una reattività ai comandi superiore, rendendo l'azione ancora più coinvolgente, mentre il selettore territoriale consente di calibrare le partite sulla base della latenza, evitando dunque situazioni di forte svantaggio. Certo, funzionalità o meno dispiace molto che modalità come Annessione e, soprattutto, Orda siano state escluse dal pacchetto finale. Vista l'intenzione degli sviluppatori di realizzare la remaster del solo primo episodio di Gears of War, per il comparto multiplayer si sarebbe potuto attingere al secondo capitolo, probabilmente il migliore anche da quel punto di vista, e garantire dunque un'esperienza ancora più divertente e duratura.

Pro

  • Gameplay ancora attuale, solido e spettacolare
  • Campagna in single player estesa, un valore aggiunto
  • Buon lavoro di rimasterizzazione grafica...

Contro

  • ...ma sul frame rate si poteva e si doveva fare di più
  • Multiplayer molto promettente, ma al momento è un'incognita
  • Sarebbe stato bello vedere anche altre modalità online

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