
Ho deciso che quet'anno trapianterò la mia pianticella nella serra del mio amico Brunin. Perchè è giusto che faccia la sua strada. Per amor suo, per rispetto della vita. Perchè cresca davvero e diventi, finalmente adulta. Per darle una continuità così naturale da sembrare una favola. Una favola perfino patetica, se vista da lontano.
Non so se potrò fare qualcosa di più giusto per ciò che sono riuscito a fare attecchire in un luogo angusto, nei corti orizzonti. E crescerà ancora, e io con lei, in epoche più floride, in orizzonti più vasti. Sarà un successo solo se crescerà là, solo chi è riuscito a sopravvivere qui.
L'arte della coltivazione del basilico in tempo di guerra non fabbrica pace, lo so. Ma rende giustizia alla vita, alla vita che è vita anche in tempo di guerra. E vi sembrerò patetico, amici miei, solo se mi state guardando da lontano. Da molto lontano...
