Ho scoperto tutto l'altra mattina, quando l'ho preso dalla libreria, l'ho portato a casa e l'ho letto. Sperando si accendessero altre lampadine che invece sono rimaste spente. Strano, perché una storia così me la dovrei ricordare, a qualunque età l'abbia vista o sentita la prima volta. E invece, niente.
Nonostante questo buio nella mia mente, sono riuscita a farmi trasportare dalle parole di Roth, dalla sua narrazione semplice, senza orpelli o fronzoli inutili, e forse per questo ancora più bella. Ho accompagnato Andreas, questo barbone alcolizzato che vive di ricordi, estraneo allo spazio e al tempo, attraverso i suoi piccoli miracoli, i primi soldi regalati e la sua lotta contro se stesso e il caso per restituirli, il lavoro trovato magicamente, le prime spese in alcool, l'incontro con gli amici, con la donna che amava e che gli ha rovinato la vita, e l'appuntamento con la piccola Teresa, che sembra impossibile da rispettare, fino a che non è la stessa Teresa a venire da lui.
Il fatto di non conoscere Joseph Roth e la sua opera ha sicuramente penalizzato la mia lettura, anche perché questo racconto è autobiografico. Gli ultimi anni di questo autore sono stati molto simili a quelli di Andreas: Parigi, i soldi che iniziano a finire, l'attaccamento all'alcool, l'estraneità nei confronti del mondo presente e i ricordi del passato che riaffiorano improvvisi e quasi senza logica. Eppure, nonostante questa mia ignoranza, sono comunque riuscita a rendermi conto di avere davanti qualcosa di grande, di bello.
Un piccola perla, questo racconto. Di quelli che si leggono in un paio d'ore ma che ti danno da pensare per giorni. Cosa avrei fatto io se fossi stato in Andreas? Quanto può l'onore sulla disperazione? E quanto ci lasciamo influenzare dal caso, dal destino, a cui a volte chiediamo fin troppo?
Perché a nulla si abituano gli uomini più facilmente che ai miracoli, se si sono ripetuti una, due, tre volte. Sì! La natura degli uomini è tale che subito vanno in collera se non capita loro di continuo tutto quanto sembra aver loro promesso un destino casuale e passeggero.E ora cercherò di recuperare quella videocassetta, sperando che il tempo non l'abbia smagnetizzata, di vedere il film e far sì che quella lampadina non si spenga più.
Titolo: La leggenda del santo bevitore
Autore: Joseph Roth
Traduttore: Chiara Colli Staude
Pagine: 73
Anno di pubblicazione: 1975
Editore: Adelphi
ISBN: 9788845901744
Prezzo di copertina: 8€
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