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La Libertà non si arresta. Ritorna libera Yoani Sanchez

Creato il 06 ottobre 2012 da Franzrusso @franzrusso

E’ stata liberata la famosa blogger cubana Yoani Sanchez, arrestata dalla polizia mente si recava in tribunale ad assistere al processo di Angel Carromero, in carcere per un incidente stradale che ha provocato la morte di  Oswaldo Payà, uno dei volti noti dell’opposizione castrista, e di un altro dissidente dell’Avana. 30 ore di arresto senza bere e senza mangiare

% name La Libertà non si arresta. Ritorna libera Yoani SanchezLa libertà non si arresta! Volevamo festeggiare questa bella notizia con un titolo che fosse emblematico ma al tempo stesso anche molto semplice, come è il concetto di Libertà, fluido, limpido, trasparente, senza limiti. L’arresto di Yoani Sanchez è un chiaro tentativo di arrestare la libertà personale ovviamente, ma soprattutto la libertà di espressione della più popolare blogger cubana e ovviamente anche la nostra. I fatti. Yoani Sanchez si stava recando ieri in tribunale, insieme al marito Reinaldo Escobar e ad altri amici attivisti, per assistere al processo, pubblico, che vede imputato Angel Carromero, appartenente al Partido Popular di Madrid, per l’incidente stradale che ha provocato la morte di Oswaldo Payà, uno tra i più importanti e conosciuti oppositori del regime castrista, e di un altro dissidente. La famiglia dello stesso Payà ha più sollevato dubbi circa la versione ufficiale. 

Evidentemente il processo non era pubblico come si voleva far credere. Yoani Sanchez è stata arrestata perchè avrebbe avuto intenzione di creare disturbo al processo e quindi di creare uno “show mediatico” attorno alla vicenda, e questo è vietato. Anzi, è vietato a Cuba conoscere la verità. Infatti la morte di Oswaldo Payà non è molto chiara. Secondo testimonianze raccolte dalla famiglia, tutto sembra portare all’idea che l’incidente sia stato provocato, quindi non una fatalità come si vuol far credere. L’intento di Yoani, come lei stessa ha raccontato su Twitter, era quello di raccontare il processo, nulla di più. Ma questo non è possibile.

L’annuncio della liberazione lo dà la stessa Yoani dal suo account su Twitter:

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L’acqua bevuta dopo tante ore di digiuno, Yoani si è rifiutata nelle ore di detenzione di bere e mangiare, che diventa come fuoco nell’esofago e tante storie da raccontare. E sicuramente nei prossimi giorni lo farà.

Questa vicenda, che per fortuna si è conclusa bene, riaccende l’attenzione sulla possibilità di potersi esprimere, ma ancora prima, di poter vivere una vita normale, cosa impossibile a Cuba. Una vita normale, come la viviamo noi oggi, è vista come un miraggio in quel paese. Pensate che Yoani per cercare di stare connessa alla rete, quindi per mantenere attivo il suo blog, Generacion Y, fino a qualche anno fa in giro per la città alla scoperta di quale punto in cui ci sia una connessione wireless decente, spesso negli alberghi. Ma anche quelli risultavano poi rischiosi per la sua attività, la possibilità di essere incastrati per una banale connessione era molto alta. Uno splendido reportage di Wired, allora diretto da Riccardo Luna, aveva raccontato la vita di tutti i giorni di Yoani. Intenta a fare del web un vero strumento di democrazia. Pensate che organizza corsi per ragazzi per imparare ad usare WordPress, ovviamente senza linea, ma facendo fede al suo pc, cercando poi di organizzare delle guide utili per i giovani. Anche questa è educazione alla libertà.

Questo non vuole essere una forzatura sulla figura di Yoani Sanchez, spesso dipinta come una eroina della libertà, no. Lei stessa non chiede altro che vivere una vita normale, e una vita normale è un suo diritto, come per tutti.

Un paio di anni fa ho avuto la fortuna, proprio perchè non si sapeva mai quando fosse online, di avere un breve scambio di email e in una mi diceva questo:

Scusa il ritardo nel rispondere al tuo messaggio. La mia ben nota difficoltà di accesso a Internet estende il tempo per scriverti. Grazie per il tuo messaggio, le tue parole di sostegno e per la lettura e la diffusione di Generazione Y. Il tuo messaggio mi conferma che in Italia ci sono persone che possono discernere tra la propaganda ufficiale del governo cubano e qual è la nostra realtà.”

Un messaggio breve nel quale viene evidenziata la sua impossibilità di vivere una vita normale e un invito comunque a considerare il contesto in cui vive, fatto di propaganda di governo, anzi di regime, che impedisce il benché minimo esercizio di democrazia, come può essere la libertà di esprimersi liberamente.

La notizia della sua liberazione da felicità a tutti coloro che hanno a cuore la libertà e al mondo della rete in particolare. Un nuovo esempio che la Libertà non si arresta!

 


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