La libreria CAVALLOTTO ci racconta la sua storia

Creato il 25 febbraio 2014 da Letteratitudine

Care amiche e cari amici di Letteratitudine,
torno a dare spazio a una vecchia rubrica del blog dedicata ai librai indipendenti. Si intitola “Voce di libraio“.
L’obiettivo è quello di raccogliere storie, sogni ed esperienze legate alla “professione libraio” e… contribuire a divulgarle.
Ripartiamo con Cavallotto: storica libreria indipendente (una delle più importanti dell’Italia centro-meridionale) che quest’anno festeggia i 60 anni di vita e attività.
Originariamente fondato da Vito Cavallotto nel 1954, l’omonimo marchio Cavallotto è oggi presente a Catania con due librerie (in corso Sicilia e in viale Jonio), e rappresenta un ottimo esempio di imprenditoria femminile. Dal 1983, dopo la prematura scomparsa del fondatore, infatti, l’attività è stata gestita (e continua a essere gestita) dalla moglie Adalgisa e dalle tre figlie: Cetti, Anna e Luisa (tutte e quattro ritratte nella foto accanto e in quella in basso).
Quella che leggerete di seguito è la loro storia.
Massimo Maugeri

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BREVE STORIA LIBRERIE CAVALLOTTO

Nel 1954 Vito Cavallotto all’età di 19 anni apre la sua prima libreria a Caltanissetta, lo incoraggia la madre Concettina, sorella e collaboratrice negli anni ‘30 di Filippo Ciuni, libraio storico di Palermo.
Nel ‘63 Vito sposa Adalgisa D’Ambra che inizia subito a coadiuvarlo.
L’anno dopo si sposta in locali più ampi, elimina la barriera del tradizionale bancone e promuove mostre di pittura e grafica, accogliendo – anche su proposta di Leonardo Sciascia, che gli è vicino in quegli anni - artisti come Emilio Greco, Renzo Vespignani, Bruno Caruso e giovani al loro esordio.
A Catania nel ‘68 lancia un’idea innovativa: la nuova libreria di corso Sicilia ha quattro piani,offre un vasto assortimento di titoli, un grande reparto Remainder’s, il primo nel sud Italia, una galleria d’arte, e il lettore può fare anche da sé con il self service.
Il 1972 è l’anno della prima pubblicazione: “La civiltà del legno in Sicilia” di Antonino Uccello. Ne seguiranno altre: “Dizionario fraseologico” di Michele Castagnola, “La Sicilia illustrata” di Gustavo Chiesi, “Profumi di Sicilia” di Giuseppe Coria. La libreria diventa un punto di riferimento per la città ospitando artisti di fama internazionale ( Rafael Alberti, Attilio Bertolucci, Renato Guttuso, Eugene Ionesco, Carlo Levi).
Vito vuole che le sue librerie e la casa editrice siano un laboratorio culturale in Sicilia. Nel 1976 sceglie Palermo per l’altra grande libreria, e comincia con un’importante manifestazione: il seminario “Pasolini corsaro (la mutazione antropologica, l’alternativa culturale nel Mezzogiorno)” condotto da Enzo Siciliano.
I 25 anni di attività li festeggia nel ‘79 promuovendo una grande Mostra del libro tascabile, rivolta soprattutto ai giovani, un’assoluta novità, ben accolta da editori e pubblico. Sono gli anni in cui Vito viaggia per visitare fiere, editori, galleristi e antiquari. Nell’83, mentre progetta di aprire una sede editoriale a Roma, perde la vita a 49 anni in un incidente stradale.
Le quattro donne della sua famiglia – la moglie Adalgisa e le tre figlie adolescenti, Cetti, Anna e Luisa – continuano l’attività e rientrano a Catania. Frequentano la Scuola per Librai di Venezia, conoscono illustri esponenti dell’editoria italiana come Valentino Bompiani, Roberto Cerati e Giulio Einaudi, colgono spunti per una gestione più moderna e razionale della libreria.
Nel ‘91 inaugurano in viale Jonio una nuova libreria, bandiscono il primo Premio di laurea Vito Cavallotto e riprendono l’attività editoriale. Il 2000 è l’anno in cui ristrutturano la sede storica di corso Sicilia e realizzano una pubblicazione che contiene le testimonianze di autori passati in libreria: Luisa Adorno, Giuseppe Bonaviri, Andrea Camilleri, Vincenzo Consolo, Dacia Maraini e Silvano Nigro.
Nel 2004 si intensificano le manifestazioni (una conferenza sulla storia dell’editoria in Sicilia, mostre fotografiche, laboratori per l’infanzia e racconti di viaggiatori) per celebrare il cinquantennio di attività.
Nel 2006 la Presidenza della Repubblica conferisce ad Adalgisa Cavallotto l’onorificenza di Commendatore. Nel 2007 le Cavallotto si aggiudicano la prima edizione del Premio nazionale per Librai Luciano e Silvana Mauri, attribuito a una libreria particolarmente meritevole nella promozione del libro e della lettura.
Nel 2008 a 25 anni dalla scomparsa di Vito Cavallotto viene bandito il 2′ Premio di Laurea Vito Cavallotto per una tesi riguardante la funzione del libro e/o dell’editoria nello sviluppo civile, economico e culturale dell’attuale società. L’occasione e’ il convegno “Letteratura e storia dell’editoria del Novecento” organizzato in collaborazione con l’Università di Catania a cui partecipano tra gli altri Ginevra Bompiani e Roberta Einaudi dirette eredi dei noti editori.

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Nasce Cavallotto formazione, la divisione Educational di Cavallotto.


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