Magazine Diario personale

La maglietta della Juve

Da Chiagia

Ognuno di noi ha fatto una po’ di cose patetiche nella vita, diciamo – giusto per dare una stima ottimistica – il 5% del totale delle proprie azioni.
Poi va da sè che c’è chi supera ampiamente quella percentuale, magari essendone inconsapevole.
Perchè, dovete sapere, le cose patetiche si dividono nelle seguenti tre categorie:
a) le cose patetiche che se ne accorge chi le fa, al momento
b) le cose patetiche che se ne accorge chi le fa, dopo del tempo
c) le cose patetiche che se ne accorgono gli altri ma non chi le fa.
Io sono abbastanza un esperto di cose patetiche, parte a causa della mia memoria che distingue tra le cose utili (e le dimentica) e quelle inutili (e le ricorda), mettendo le figure di merda di ogni periodo della mia vita in una cartelline di quelle che si aprono automaticamente all’avvio.
Perciò me le ricordo tutte le mie cose patetiche, almeno quelle delle prime due categorie.
Per esempio una volta, avrò avuto tredici anni, mi capitò di essere convocato per una partita di calcio con i miei compagni di classe.
Cosa che per me era un evento perchè non mi convocavano mai, vuoi perchè ero scarso come raramente se ne vedono, vuoi perchè non potevo sudare/correre/romperegliocchiali/tivienlatosse e quindi mi autoescludevo.
Ma quella volta ho detto sì, stavolta gioco.
E non solo – anche se sarebbe bastata come cosa patetica per giustificare questo pezzo – ma decisi di giocare CON LA MAGLIETTA DELLA JUVE.
Purtroppo io non avevo la maglietta della Juve, mio fratello sì.
Purtroppo tra me e lui ci sono otto anni di differenza, quindi allora ne aveva cinque.
Purtroppo decisi di mettermi QUELLA maglietta lo stesso, dopo aver verificato che riuscivo ad indossarla.
Giocai, si fa per dire, fasciato come un wurstel di pollo, le strisce bianconere orribilmente deformate in longitudine, lo spirito dei grandi juventini morti che mi maledivano dall’alto.
Feci la mia cosa patetica, non la dimenticai mai e non mi tolsi comunque la voglia di giocare CON LA MAGLIETTA DELLA JUVE.
Un anno fa di questi tempi partitella con i colleghi.
Apro il cassetto e tiro fuori la mia maglietta della Juve nuova di zecca, ancorchè con lo sponsor dell’anno prima (comprata in offerta all’outlet).
La misi, stavolta la misura era giusta, ero orgoglioso.
Purtroppo la sera della partita la temperatura era vicina allo zero, quindi rimase sotto la tuta termica e nessuno la vide.
Se ne riparla tra altri 35 anni.



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