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La matassa - Il gattopardo raccontato dalle cameriere

Da Aperturaastrappo
La matassa - Il gattopardo raccontato dalle cameriereAl thè delle cinque venne a trovarla la cugina Concetta Salina. Stava entrando dal portone che già capivo che non aveva la stessa aria. Poverina non sembrava neanche la solita. Sempre chiusa e pallida era stata, mai un sorriso, figuriamoci una risata poi.Questo pomeriggio sembrava malata.
La principessina Ponteleone mi aveva dato ordini precisi:  servi il tè e ritirati subito.Così feci, ma mentre rientravo con il tè sul vassoio largo, che devo stare attenta a non versare acqua calda e mandorlato, sento piangere.Mi fermo. Un picchio di picciotta che fa stringere il cuore. Mih che pena! La sento vuotare il sacco tutto d'un fiato.Che tutti lo sanno che è successo a casa Salina. Quel bellinbusto del cugino ha chiesto la mano della Sedara, di Angelica. Quella poco di buono che a maniere e finezze non può competere con una nobile. E poi, anche quando, quella sarebbe una signora? Schifio e pirocchia n'te pila d'ascidda!Quello, il cugino, si capisce che lo ha fatto per i soldi. Ad un tratto non sento più piangere, la principessina ha abbassato la voce e acchiappo solo due parole: matassa e papà.Santi numi della Madonna! Ma che vuole dire?Cara figghia ma tu sai che vuole dire spurugghiare 'sta matassa?Punto primo, ti devi fare pigliare dalla collera come si deve e poi... liberarti della rivale. L'unica è farla sparire: un poco di veleno o qualche sparizione, che i briganti ti levano l'impaccio con un rapimento.La campanella suona, devo entrare, sennò la principessina mi fa licenziare, così tossisco, entro con tutto il vassoio largo, le tazze, i mandorlati e la teiera. La principessina Ponteleone versa il tè: - E tu hai continuato a riavvolgere la matassa? La principessina si porta il dito alla bocca e abbassa la testa. Io mi ritiro ma acchiappo l'ultima frase prima che la porta  si chiude: - Io a quella la faccio sparire! -Sì, disse proprio così. Allora avevo ragione, la matassa la stava riavvolgendo per il verso giusto.Clotilde Alizzi

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