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La Mia Anima di Downshifter

Creato il 21 maggio 2012 da Ida Vitalibera @ida_vitalibera

Sono stata invitata da Alex, l’amministratrice del blog “C’è crisi, c’è crisi! Guida alla sopravvivenza sul pianeta terra” a partecipare ad un giveaway organizzato da Francesca del blog Io & Marc, scrivendo un post sull’esperienza personale di decrescita, sulle buone azioni e sui buoni propositi per la tutela dell’ambiente.

Mi piace questa iniziativa perché, aldilà del premio simbolico, credo che abbia non solo il nobile scopo di diffondere uno stile di vita, quello del downshifting, che sempre più persone decidono di adottare ma anche di sfatare finalmente una volta per tutte la falsa convinzione che “scalare la marcia” significa condurre un’esistenza costellata di sacrifici e rinunce.

Per quanto mi riguarda posso dire di essere una downshifter fin dalla nascita. Sono nata e cresciuta in una casetta in aperta campagna dove ho sempre vissuto fino a qualche mese fa.

Purtroppo da qualche mese ho dovuto fare il processo inverso, ovvero trasferirmi dalla campagna alla città, che  pur non essendo proprio una metropoli, è comunque molto caotica e rumorosa. Adesso la mattina non mi sveglia più il canto del mio amico gallo ma un martello pneumatico, il clacson delle auto, il fischietto dei vigili ecc… e la notte ovviamente non sento più i grilli che cantano o l’abbaiare dei cani in lontananza… e tutto questo mi manca da morire. I miei genitori non mi hanno mai cresciuta “a pane e consumismo” e questa per me è stata una grande fortuna. Io ero quella che ha fatto le scuole elementari sempre con la stessa cartella, che a carnevale, per 5 anni di seguito, metteva sempre lo stesso costume da principessa riadattato ogni volta e che doveva stare attenta  a non sgualcire i vestiti perché poi passavano alla sorella minore. Tutto questo non mi è mai pesato, anzi, per me è stata una vera benedizione perché altrimenti non sarei potuta essere la persona che sono ora.

Adesso che sono costretta a vivere in un piccolo appartamento in pieno centro cerco comunque di fare del mio meglio per non perdere il contatto con la natura e per tutelarla perché per me è stata come una madre, una sorella, una baby sitter che  mi ha sempre accolto a braccia aperte e con tanto amore proprio come una figlia.

Continuo a mangiare solo i prodotti che i miei genitori e i nonni coltivano in campagna, ogni weekend scappo da loro per respirare un po’ di aria sana e pulita, per aiutarli nel lavoro dei campi e per giocare fino allo sfinimento con gli animaletti che non ho potuto portare con me.

In questi ultimi anni ho cambiato molte cose, scalando più di una marcia, non solo nel mio stile di vita ma anche nel mio essere profondo…perchè rallentare, togliere, ridurre all’essenziale è anche una questione spirituale.

Ho cominciato ad eliminare gradualmente le mie numerose credenze e le paure più radicate, ho tagliato i ponti con qualche conoscenza che mi trasmetteva emozioni “negative”, mi sono liberata di un bel po’ di sensi di colpa e ho iniziato ad apprezzare di più il mio valore interiore, c’è voluto tempo e fatica ma ora sono una persona totalmente nuova.

In un anno e mezzo ho fatto diverse scelte un po’ drastiche come quella di non curarmi più con la medicina tradizionale e di eliminare del tutto i cibi industriali ma in assoluto il cambiamento di cui vado più fiera è l’essere diventata vegetariana, non solo perché so di contribuire nel mio piccolo a salvaguardare di più l’ambiente (il consumo di carne e pesce è una delle cause principali di inquinamento) ma soprattutto perché adesso so cosa vuol dire vivere in perfetta armonia con sé stessi e con tutto il pianeta.

Questa scelta mi ha aperto davvero nuovi orizzonti, ogni giorno mi diletto a preparare ricette vegan, scopro cibi e gusti nuovi e quando mi trovo di fronte ad un qualsiasi animale sento un’empatia ancora più forte, finalmente lo posso guardare dritto negli occhi senza dover abbassare lo sguardo.

Come spesso succede, quando si fanno delle scelte che escono un po’ fuori dalla visione e dalla mentalità collettiva ci si trova inevitabilmente al centro di critiche, pregiudizi e diffidenza; le etichette di “esaltata”, “immatura”, “fanatica” e “fuori di testa” non tardano ad arrivare e le persone che non approvano le tue scelte, cominciano con mille scuse a sgattaiolare  un po’ alla volta fuori dalla tua vita. Questo è successo anche a me, ma se all’inizio ci restavo male perchè avrei voluto essere apprezzata per come sono e non per cosa mangio, per ciò che compro o per come vesto, dopo un po’ ho capito che la cosa più importante è stare bene con se stessi e le persone che meritano di far parte della tua vita sono quelle che nonostante tutto ti restano accanto.

Da quando ho cominciato la decrescita mi accorgo ogni giorno sempre di più di quante cose preziose e meravigliose mi circondano, perché più cose togli nella vita e più sei ricco. E se la mia amica mi prende in giro perché lei va tre giorni a settimana in palestra mentre io la faccio da sola in casa con i video che trovo su youtube, le rispondo con un sorriso “ ognuno sceglie la sua felicità, questa è la mia”.

Le mie scelte di downshifting hanno scombussolato anche il mio modo di andare in vacanza; da qualche anno infatti viaggio solo con il  couchsurfing, un sito grazie al quale si chiede e si offre ospitalità in casa propria, ciò mi permette di conoscere gente diversa da tutto il mondo, di viaggiare non come semplici turisti e anche di risparmiare sulle spese di soggiorno in hotel. E’ una scelta di cui sono molto orgogliosa e che consiglio a tutti, perchè davvero apre la mente ed il cuore.

Tutti i giorni cerco di ridurre al minino la mia impronta ecologica, dunque niente sprechi alimentari, niente luci in casa accese inutilmente, raccolta differenziata scrupolosa, niente acquisti inutili e tutte quelle piccole cose che secondo me sono davvero il minimo che ogni persona possa fare nel quotidiano per tutelare l’ambiente che li ospita.

Tra i miei buoni propositi c’è quello di fare prima o poi un’esperienza con il Wwoof, ovvero lavorare per un periodo in una fattoria biologica in cambio di vitto e alloggio. Mi piacerebbe molto anche perché sarebbe un’occasione non solo di conoscere nuove persone ma anche di imparare qualche piccolo trucco sulle coltivazioni biologiche per  il mio futuro orticello.  Per ora infatti mi accontento di avere sul balcone le mie piantine di basilico, rosmarino, prezzemolo, menta e stevia. Un umile “orto” ma coltivato con fierezza e dignità.

Un’altra cosa che mi sono ripromessa di fare è imparare ad autoprodurre tutto ciò che al momento acquisto. Per questioni di tempo ora mi limito a fare in casa solo il dentifricio, il deodorante, qualche maschera per il viso e i sacchetti profumati per l’ambiente, sono ancora una dilettante in questo ma ho tanta voglia di imparare. Per il resto acquisto solo prodotti non testati sugli animali cercando di riutilizzare come posso le confezioni.

Ciò che sogno di più adesso è “un ritorno alle origini” che per me non è solo un semplice desiderio ma un vero e proprio bisogno, perché senza verde, senza piante, senza animali, senza alberi intorno a me è come se la mia anima di downshifter fosse ancora per metà intrappolata in una gabbia. Per realizzare questo sogno ho già dei progetti in cantiere che, se andranno bene, mi permetteranno di lasciare presto il lavoro in ufficio e dedicarmi di più a me stessa e alle mie passioni. 

So di poter fare ancora molto perchè voglio che i futuri ospiti di questo pianeta vivano in un mondo migliore e più pulito. Mi rendo conto, però, che c’è ancora troppa gente che dorme pur avendo gli occhi aperti, sono tutte quelle persone che ti guardano storto perché usi ancora il cellulare comprato 8 anni fa, perché hai solo 3 paia di scarpe nell’armadio, perché non guardi la tv, perché non sai cos’è un’estetista, perché quando cammini stai attenta a non calpestare gli insetti e perché vai dal parrucchiere solo una volta all’anno. Spero che tutta questa gente un giorno possa svegliarsi, come ho fatto io, e capire che hanno intorno tante cose che sono delle pure e semplici illusioni e che per quanto si affannino a rincorrerle un giorno si troveranno con le mani e le tasche piene, ma con il cuore inevitabilmente vuoto.

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