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La mia sorella

Da Wondermum
Ce l'ho fatta.
Non ho pianto.
Ho trovato l'espediente: tre bei bicchieri di vino bianco!
Solo perchè il rosso non mi piace.
E ho letto la poesia vedendo qualche riga doppia.
La Mia Sorella è stata felice, non ha pianto, ma mi è sembrato che un po' di commozione ci fosse dentro ai suoi occhioni grigi.
O magari era l'effetto del Verduzzo.
Con qualche omissis mi è stato permesso di riportarla... giusto per i più curiosi.
LA MIA SORELLA
Permettetemi un momento

di dirvi ora, in qualche rima,
chi penso sia la “Mia Sorella”
di me nata 11 mesi prima.
Fin da piccole la gente
ci scambiava per gemelle,
a guardar le foto, a dire il vero,
erano uguali forse le ascelle!
 
Fin dalla prima elementare
aveva l’aria da dottoressa
con quegli occhioni grigi e verdi
sotto la lente direi un poco spessa.
I compagni di scuola, a tutte le età,
elementari, medie e superiori,
sembrava sceglierli con lanternino,
in parte coglioni o gran professori.
Ma per lei fu una scuola di vita,
già la tempra si fece corazza,
lunghi anni a studiare affiancata
da chi, di lei, non capiva una mazza.
Beh… anch’io da piccina le facevo dispetti
ci univano sia la ragione che il torto,
ero tremenda, ma l’amavo a tal punto
che chi la toccava di sicuro era morto!
Mi ha aperto le porte di tante conquiste
e tante ne ha fatte ch’io non oso nemmeno,
caparbia e orgogliosa, nonché indipendente,
di testa sua ha sondato il terreno.
Ha studiato, viaggiato, avuto strani compagni.
Persi dieci anni quando prese la malaria,
da tenere il segreto con i genitori,
attendendo notizie dalla tribù originaria
dove si era andata a ficcare,
in mezzo al Kenia, ma nel deserto,
perché avere un telefono e un filo
avrebbe causato un po’ di sconcerto.
[...]
Che dir di lei nel suo lavoro?
Direi che è tosta e professionale,
molto sensibile ma con due palle
per tornare a casa senza star male.
Penso sia proprio una vocazione,
avrà studiato, ma le nasce dal cuore,
una missione poco pagata
il suo alleviar l’altrui dolore.
Capisce gli altri e i loro affanni,
forse un po’ meno lo fa con se stessa
d’altronde è un lavoro, diciamolo pure,
non è mica santa… è dottoressa!
Ma una parola l’ha sempre se chiesta,
studia di notte i tuoi problemi
e la soluzione ha il giorno dopo
che in quattroequattrotto te li sistemi!
 
Per me c’è sempre, non manca mai,
si preoccupa, lo so, anche se non lo dice,
confabula con mamma, si confronta con papà,
vuol che io stia bene, che sia sempre felice.
Quando nel baratro sono caduta
non si è risparmiata nemmeno un minuto.
Mi ha tirato su, mi ha rimesso in piedi
e tutto il dolore nel cuore ha taciuto.
[...]
E infine che dire di come è Zia:
le mani bucate le ha sempre avute,
ma per le nipoti, come per suo figlio,
non solo bucate, le ha anche spremute!
Le vizia, le coccola, le sue nipotine,
Se aprono bocca lei subito è pronta.
Che zia straordinaria! E io, che la sgrido…
o almeno ci provo, ma niente la smonta!
 
Per me è un’amica, una confidente,
anzi di più: è una sorella.
E’ proprio speciale e averne così
la vita, sicuro, sarebbe più bella.
E allora sarete concordi con me,
e qui lo dico con tutto il cuore,
che al mondo come la ZIA EBE non ce n’è…
Che non esiste di certo sorella migliore!
 
Ti voglio un mondo di bene
 

La Tua Sorella Wonder
In auto quattro voci che mi chiedono:
"Sei sicura di riuscire a guidare?"
"Ragazze! Certo che sì! Non sono mica ubriaca!"
Zia Ebe si propone.
"Vuoi che guidi io!"
Quattro voci che urlano in coro "NOOOOOOOOOO!!!"
"Beh, Zia Ebe, se preferiscono far guidare me mezza sobria piuttosto che te, vuol dire che guidi veramente di merda!!"
In vino veritas...


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