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La notte bianca dei lavori narrati

Da Brunougolini

La notte bianca dei lavori narrati
Sarà una notte dedicata ai lavori, a tutti i lavori. Quelli del musicista e dell’operaia, del barista e della scienziata, dell’artigiano e dell’impiegata, del ferroviere e della manager, dell'apicultore e del meccanico… L’idea è venuta a Vincenzo Moretti un sociologo che si definisce «storyteller, citizen reporter». Dirige alla Fondazione Di Vittorio la sezione Società, culture e innovazione, mentre all'università di Salerno insegna Sociologia dell'organizzazione.
Tutto prende lo spunto da una manifestazione organizzata in Emilia «Reggio narra» (www.reggionarra.it/notte-dei-racconti) nonché dal sito Internet «le vie del lavoro» (https://timu.civiclinks.it/it/m/inquiry/le-vie-del-lavoro/). Qui sono raccolte le più diverse esperienze legate da un filo rosso, quello di donne e uomini che nel lavoro trovano una fonte d’identità e non una maledizione da cui sfuggire appena possibile. Ora Moretti ha lanciato una nuova proposta: «Tutti insieme, tutti alla stessa ora, ognuno con chi vuole, nelle case, nelle scuole, nelle biblioteche, nelle associazioni, nelle istituzioni, per leggere, narrare, ascoltare storie di lavoro». L’appuntamento è per il 30 aprile, la vigilia del primo maggio, del prossimo anno, il 2014. Le modalità si possono trovare nel sito https://www.change.org/it/petizioni/la-notte-del-lavoro-narrato-30-aprile-2014-ore-20-30.
Sarà un modo per aspettare una festività cara a sindacati, partiti, associazioni, per riflettere sul presente e sul passato. Non sarà facile organizzare un simile evento ottenendo le adesioni minime necessarie. Ecco perché Moretti cerca «genitori, studenti, giovani, lavoratori e poi anche istituzioni, scuole, biblioteche, associazioni, media cartacei e digitali disposti a dare una mano per trasformare questa piccola idea, ispirata da ReggioNarra, in un grande fatto».
Il promotore dichiara in partenza come l’importante sia cominciare: «Non voglio tutto e subito». Una prima esperienza è stata fatta in un comune del Cilento, Caselle in Pittari, il 17 luglio di quest’anno. Qui musicisti e attori si sono esibiti per una notte nel raccontare, appunto storie di lavoro (http://youtu.be/tanoKJ1KTtI). E hanno passato in rassegna canti del passato come Cara moglie di Ivan Della Mea e racconti di grandi autori da Calvino a Hemingway.
Un modo per preparare la notte del prossimo anno. Con quale scopo? «Vogliamo raccontare l’Italia che pensa “lavoro, dunque valgo”, merito rispetto, considerazione...». Le storie di tante donne e tanti uomini possono determinare, osserva Moretti «con l’intelligenza, l’amore, l’impegno che mettono nelle cose che fanno, le condizioni per determinare il cambiamento culturale di cui il Paese ha bisogno». L’addio al cosiddetto «berlusconismo» si celebra anche così. L’obiettivo è quello di convincere «mille, diecimila, centomila Omero pronti a testimoniare, raccogliere, raccontare, socializzare le storie di lavoro». Sono testimonianze come quelle raccolte nel sito «le vie del lavoro» che parlano di esperienze vitali fondate su motivazioni e acquisizioni di saperi.
Ha dato una risposta interessante Richard Sennet nel 2009 a Rosanna Santonocito (sul sito del Sole-24 ore). Lei chiedeva: «La felicità nel lavoro è un traguardo fuori portata per i singoli nella situazione economica attuale?». E lui rispondeva: «La felicità non lo so. Preferisco parlare di motivazione, che credo nasca dal rispetto e, negli individui, dalla consapevolezza del valore del proprio lavoro. Le persone che sono orientate a sviluppare le proprie capacità anche quando perdono il posto sono più sicure, forti della propria autostima e questo è un vantaggio in un momento di minori protezioni e di scarsa mobilità sociale. Spesso questi lavoratori si rendono conto delle proprie abilità proprio nel momento in cui si trovano disoccupati e non possono più esercitarle e vivono questa mancanza come una ferita». Parole che oggi sono di grande attualità visto che attorno a noi i «feriti» ormai sono un esercito. E anche loro potranno testimoniare nella notte delle storie.

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