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La Nuova Grande Depressione. L’Occidente ha perso il governo di WB ed IMF.

Creato il 04 marzo 2012 da Andl @scenaripolitici
Giuseppe Sandro Mela
1290961150191Original La Nuova Grande Depressione. LOccidente ha perso il governo di WB ed IMF. Pollice resecato. Fonte: Google image
   La politica economica mondiale é indirizzata da  tre grandi Organizzazioni sovrannazionali: Banca Mondiale (World Bank), Fondo Monetario Internazionale (International Monetary Fund) e Conferenza degli Stati più industrializzati, usualmente denominata con la sigla “G” seguita dal numero degli Stati che vi partecipano.    Il peso politico, economico e militare di altre Organizzazioni a livello mondiale, delle singole Nazioni e l’influenza esercitata dai grandi gruppi economici o finanziari non può né deve essere per nulla sottostimato: tuttavia queste tre grandi Organizzazioni sono le uniche a svolgere un’azione ufficiale più o meno incisiva sul contesto economico globale. In questo post parleremo delle prime due.    La svolta epocale cui il mondo va incontro e la Nuova Grande Depressione di cui stiamo vivendo i primi effetti prodromici impongono tuttavia un ripensamento del loro governo. Un riassetto degli equilibri di potere potrebbe essere per l’Occidente più vantaggioso rispetto ad una razionalizzazione forzosa sulla base dei nuovi dati di fatto.
   §1. La Banca Mondiale (BM), World Bank (WB).    Come previsto dall’accordo di Bretton Woods fu istituita il 27 dicembre 1945 la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo, poi denominata Banca Mondiale, con lo scopo di lottare contro la povertà ed organizzare aiuti e finanziamenti agli Stati in difficoltà economica e finanziaria. Essa si articola in due istituzioni: la Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BIRS) e l’Agenzia Internazionale per lo Sviluppo (AID o IDA).    All’epoca il principale problema era la ricostruzione delle economie europea e nipponica  uscite devastate dalla seconda guerra mondiale, ed infatti il suo primo atto fu il 9 maggio 1947 la concessione di un prestito di 250 mln Usd nominali alla Francia. Di seguito partecipò attivamente allo sviluppo economico dei Paesi dell’Africa, Asia ed America Latina, svolgendo nel contempo azioni di guida e sostegno a Paesi od aree geo-economiche in difficoltà. Dal 1990 si occupò anche dei Paesi post-comunisti.    Nel 2007 la BM si costituì in Gruppo della Banca Mondiale, articolato in cinque Istituzioni. Tre hanno natura bancaria e/o finanziaria.    1. La Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo (IBRD), il cui funzionamento è supportato dal canone versato dagli Stati membri, che la governano pro quota.    2. L’Agenzia Internazionale per lo Sviluppo (Ida), istituita nel 1960 per erogare prestiti ai Paesi meno sviluppati.    3. La Società Finanziaria Internazionale (IFC), istituita nel 1956 per erogare prestiti e supportare gli investimenti effettuati dalle imprese (pubbliche e/o private) in Paesi ad alto rischio.    Due hanno natura di organi regolatori.    1. Il Centro internazionale per il regolamento delle controversie relative ad investimenti (ICSID).    2. L’Agenzia multilaterale di garanzia degli investimenti (MIGA), che vaglia le richieste di prestiti e ne stabilisce le condizioni.    Il potere di voto è valutato sia per il peso economico sia per quello contributivo. Nel 2010 prese atto dei nuovi equilibri economici mondiali, ed il potere di voto é attualmente il seguente: Stati Uniti (15.85%), Giappone (6.84%), Cina (4.42%), Germania (4.00%), Regno Unito (3.75%), Francia (3.75%), e Italia (2.91%).    Il contributo di 45 Paesi garantisce alla BM un budget di circa 25.1 mld Usd, che cresce a circa 50 mld Usd tenendo conto di altre forme di approvvigionamento.
  § 2. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI), International Monetary Fund (IMF).    Anche questa Organizzazione discende dall’accordo di Bretton Woods. E’ attualmente costituito da 187 Paesi, ed ha la finalità di promuovere la cooperazione monetaria, facilitare l’espansione del commercio internazionale, stabilizzare i cambi evitando svalutazioni competitive, garantire risorse ai Paesi con bilancia dei pagamenti squilibrata.    L’FMI é retto da un Direttore Operativo (Managing Director), assistito da un Consiglio Esecutivo (Executive Board) formato da 24 Direttori Esecutivi (Executive Directors), che rispondono al Consiglio dei Governatori (Board of Governors) a composizione plenaria. Cinque membri del Consiglio Esecutivo sono permanenti e rappresentano Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia e Regno Unito.    Le quote partecipative sono espresse come Diritti Speciali di Prelievo (SDRS) e corrispondono, grosso modo, al potere pesato di voto. A tutto il giugno 2011 le quote erano così ripartite: Stati Uniti 42,122 mln Usd (17.72%), Giappone 15,628 mln Usd (6.57%), Germania 14,566 mln Usd (6.13%), Regno Unito 10,736 mln Usd (4.52%), Francia 10.736 mln Usd (4.52), Cina 9.5256 mln Usd (4.01), Italia 7.882 mln Usd (3.32%), Arabia Saudita 6,986 mln Usd (2.94%), India 5,822 mln Usd (2.75%), Canada 6,369 mln Usd (2.68%), Russia 5,945 mln Usd (2.50%). Gli altri Paesi disponevano di 160,988 mln Usd.    In totale l’FMI disporrebbe di 233,304 mln Usd di Diritti Speciali di Prelievo, se fossero stati interamente versati. (Si noti che talune Tabelle riportate pubblicamente sono errate).    Il FMI dispone di questo capitale la cui gestione dipende dai suoi membri, essendo il voto all’interno dei suoi organi ponderato a seconda della quota detenuta. Poiché per prendere le decisioni è necessaria la maggioranza dei 2/3 e per le più rilevanti dei 3/4 dei voti, i Paesi occidentali godono de facto di un potere di veto, che hanno esercitato, e continuano ad esercitare, spesso e volentieri.
   § 3. Critiche alla BM ed all’FMI.    Sia la BM sia l’FMI sono stati costituiti immediatamente dopo la seconda guerra mondiale e rispondevano ai criteri di quel tempo. Tuttavia il contesto politico ed economico mondiale ha subito grandi variazioni e, presto o tardi, dovrà essere tenuto presente nella governance di queste Organizzazioni, ammesso e non concesso che riescano a sussistere nel tempo.    1. Secondo una regola non scritta, il direttore del Fondo Monetario Internazionale è designato dai governatori europei, mentre il presidente della Banca Mondiale è nominato dal governo degli Stati Uniti. Questo approccio empirico troverebbe anche una giustificazione nel retaggio storico e nelle quote messe a disposizione dai singoli Paesi, ma il problema è costituito dal fatto che gli ex Paesi emergenti non sembrerebbero nutrire alcun desiderio di incrementarle.    2. Sia BM sia FMI hanno spesso in passato subordinato i loro interventi ad indebite ingerenze nella conduzione della politica economica dei Paesi in difficoltà, imponendo operatività e gestioni spesso più a profitto di terzi che dei diretti interessati. Non è sfuggito a nessuno, per esempio, come l’FMI abbia condizionato i finanziamenti al Portogallo ad un rigido piano di dismissione di aziende statali, con il risultato che il gruppo China Three Gorges si é assicurato per 2.7 miliardi di Euro il 21.35% della società Energias de Portugal, e governa quindi la produzione dell’energia elettrica locale, avendo potere di scegliere anche i fornitori, mentre la China State Grid ha acquisito per 387 milioni di euro per il 25% di REN e la Omani Oil ha preso per 205 milioni di euro il 15% della stessa società.    3. Le risorse attuali di ambedue le Organizzazioni appaiono chiaramente insufficienti a contenere anche solo parzialmente la Depressione in atto. E’ tuttavia difficile convincere i Paesi ex emergenti ad incrementare le proprie quote senza un corrispettivo aumento di potere decisionale e precisi cambi di strategie economiche. Basti solo pensare ai recenti approcci fatti dalla Lagarde nei confronti di CinaRussia, India, Brasile, e così via.    4. E’ diffusa tra gli ex Paesi emergenti l’idea che BM ed FMI dovrebbero condizionare gli aiuti ai Paesi occidentali alle stesse condizioni solo pochi anni or sono a loro stessi applicate: le regole dovrebbero essere eguali per tutti.    5. Si noti infine che le cariche direttive sia di BM sia del FMI sono di nomina indiretta. Ciò apre un problema giuridico di legittimità dei loro comportamenti nei confronti della politica economica degli Stati che usufruiscono dei loro servizi. Il recente caso del Portogallo solleva anche la questione di chi, come, ed a favore di chi guidi effettivamente queste Organizzazioni.
   § 4. BM ed FMI hanno ancora un senso politico ed economico?    Le domande “servono ancora?” oppure “servono a qualcosa?” urtano visibilmente chi si aggrappa ad una tradizione formale che non è più in grado di sostenere militarmente, politicamente o economicamente.    Esattamente come in altri tempi l’Occidente impose ai Paesi emergenti le proprie condizioni per ricevere degli aiuti, così faranno i Paesi ex emergenti nei confronti dell’Occidente quando sarà impegolato nel pieno della Nuova Grande Depressione. Non dovremmo nutrire soverchie illusioni. La vastità ed il numero degli abitanti dei Paesi emersi è tale da garantire loro una dimensione di auto-consistenza, mentre l’effetto devastante della Nuova Grande Depressione, unito al cancro della crisi demografica, potrebbe portare l’Occidente alla completa scomparsa: non servirebbe nemmeno come mercato. Non sarebbe né il primo né l’ultimo grande Impero che scompare dalla storia umana. E sono sempre più ampi i segnali che indicano come specialmente gli Orientali non disdegnerebbero una tale soluzione, al punto di farne un vero e proprio obiettivo strategico.    Questa sembrerebbe essere la principale ragione per cui i Paesi ex emergenti non sembrano proprio avere nessuna fretta di soccorrere né la BM né il FMI: in sintesi estrema, a loro proprio non interessano.
   § 5. I Paesi emersi hanno interesse nella BM e nell’FMI?    Nel 2010 la sola Cina aveva superato la BM nei crediti concessi ai paesi africani: 13 contro 11.4 mld Usd. Questi investimenti sono usualmente finalizzati alla creazione di infrastrutture strategiche e seguono da vicino il modello Hjalmar Schacht, ossia sono in parte garantiti e regolati da baratti di merci, beni e servizi con rapporto biunivoco. mentre le liquidità sono spendibili in sole merci o servizi cinesi. La valuta cinese non esce dai suoi confini. Questo è anche un modo elegante per evitare la corruzione che usualmente affligge questo tipo di rapporti.    Sempre nello stesso anno, la Cina ha prestato, con gli stessi criteri, 13 mld Usd al solo Ghana e 730 mln Usd al Camerun, contro interventi della BM di circa 30 mln Usd.    La Cina ha istituito nel dicembre 2011 un fondo di investimento negli Usa ed uno in Europa dotato di 300 mld Usd.    L’opinione dominante nei paesi emergenti é che non convenga loro ricercare il controllo di enti destinati all’inutilità. Forse, generarne dei nuovi.
   § 6. Sentimenti dei Paesi ex Emergenti.    Di fronte al tracollo occidentale ed alla comparsa sul proscenio della politica e dell’economia  mondiale, i cittadini dei Paesi emersi aspettano con la proverbiale pazienza orientale di dare soddisfazione ai feroci quanto giustificati rancori che covano da lungo tempo. E’ stupefacente quanto gli occidentali ancora non si rendano conto della situazione, vuoi perché tutti indaffarati a salvare almeno qualcuno dei vecchi privilegi, vuoi perché grassamente ignoranti della storia (quella propria e quella altrui), ed infine fatuamente convinti che la propria Weltanschauung sia la migliore in senso assoluto. La verità è che dell’illuminismo e degli idealismi vari gli Orientali non sanno proprio cosa farsene, anche perché possono constatare dove ci hanno portato.    Chiunque conosca ed abbia però contatti profondi con gli orientali ben si rende conto dell’emergere sempre più impetuoso di questi sentimenti. Ne cito due esempi per tutti.    Vi ricordate il Mahatma Gandhi seduto a filare? Vi siete mai chiesti il perché? No? Male.    Esiste in India un’associazione che annovera svariati milioni di persone, che ricordano e bramano soddisfazione dei milioni di pollici tranciati dagli inglesi ai tessitori locali per imporre l’acquisto di prodotti tessili albionici. «A peggiorare le cose, il governo inglese pose di fatto fuori legge l’industria tessile del subcontinente indiano mettendo al bando i telai e arrivando fino a tagliare i pollici ai tessitori che osavano violare il divieto. Tutti ricordano la famosa fotografia del Mahatma Gandhi seduto alla filatrice a mano durante la sua campagna per l’indipendenza dell’India»  ex: Muhammad Yunus, Vers un Nouveau Capitalisme, JC Lattès, Paris, 2008. [pag. 96].    Statevene ben certi: al momento opportuno verrà reso pan per focaccia.    Sinceramente, fossi un inglese non dormirei sonni tranquilli. Ma nemmeno se fossi un francese oppure un americano.    Né desta meno preoccupazione un recente discorso di Wen Jiabao, che con modi misurati e pacati ha ricordato in una riunione con gli alti rappresentanti del Partito Comunista Cinese che né il Popolo né il Governo cinese si è mai dimenticato della guerra dell’oppio. Un’ottima focalizzazione del problema é stata recentemente fatta da Antal E Fekete. Di difficile lettura, accennava a quanto l’Occidente si fosse infrollito con l’uso delle droghe ed al fatto che in una ottica strategica le posizioni geopolitche e militari si sarebbero ribaltate. Nessuna minaccia, dunque, ma una solida certezza.
   § 7. Considerazione finale.    Il tramonto dell’Occidente si sta manifestando in tutta la sua drammaticità con un sempre più numeroso corpo di evidenze attuali. Alla sua base si stagliano come cause l’implosione sotto le proprie contraddizioni dei modelli socio-politici ed economici derivati dal comunismo, socialismo, illuminismo, e di tutti i vari -ismi. Al termine di questo processo, ciò che rimarrà dell’Occidente potrà iniziare a ricostruire riconsiderando criticamente i valori che sono i fondamenti delle sue radici classiche e cattolica, che trovarono la loro sintesi nel retaggio culturale tardo-medioevale.    Il fatto che al momento esse siano ben poco studiate e comprese, talora avversate senza conoscerle, non ne intacca la possanza della costruzione logica. Un giorno o l’altro, logica e buon senso dovranno ben ritornare in auge.    Come effetto collaterale che, stranamente, pochi riescono ad intravedere, assistiamo al declino irrefrenabile di quelle organizzazioni sovranazionali e trasversali che negli ultimi due secoli hanno improntato cultura e politica occidentale: massoneria, skull and bones, bildeberg, e così via. Non troveranno più posto nei nuovi equilibri mondiali.    Forse, la candidatura della Sir.ra Hillary Clinton alla direzione della World Bank potrebbe essere ricordata come l’inizio della fine.    Post precedenti. A pensar male si fa peccato e ci si azzecca. Le dismissioni pilotate del Portogallo. Le Contraddizioni dei Corpi Giuridici Occidentali. Ren, la realtà invisibile cinese che manipola 9,000 mld$.    Letture Utili. Diamond J. Collapse. How Societies choose to fail or succeed. New York. 2011 Greenspan A. The age of Turbulence. Penguin Press. New York. 2007 Heather P. The Fall of the Roman Empire: A New History of Rome and the Barbarians. Oxford University Press, USA. 2005 Krugman P. The Return of Depression Economics. 1999. Mahbubani K. The new asian Hemisphere: the irresistible Shift of global Power to the East. Public Affairs. New York. Reinhart CM & Rogoff KS. This Time Is Different: Eight Centuries of Financial Folly. Princeton University Press. 2009 Roubini R & Mihm S. Crisis Economics. A Crash Course in the Future of Finance. Penguin Press. New York. 2010. Schmidt-Glintzer H. China – Vielvölkerreich und Einheitsstaat. Verlag C.H. Beck oHG, Münken. 1997 Spengler O. Il Tramonto dell’Occidente. Longanesi. 1957.      Ringraziamenti. Questo post é stato rivisto e corretto da molte persone, che hanno contribuito a migliorarlo significativamente. E’ doveroso ringraziare (in ordine alfabetico e senza titoli): Callegari Mario, Canepa Tullio, Cuniberti Gianaurelio, Rossi Andrea. Ovviamente, la responsabilità dello scritto é soltanto dell’Autore.
gsm

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