Magazine Cinema

La Papessa

Creato il 14 luglio 2010 da Terrasiniblog @TerrasiniBlog

“E’ un miracolo, Sua Santità aspetta un figlio!”

La PapessaL’annosa leggenda secondo la quale, tra l’anno domini 853 e l’855, sarebbe stata una donna a reggere il soglio pontificio sotto mentite spoglie, ha solleticato la curiosità di molti nel corso dei secoli e ha fornito materiale per almeno un paio di romanzi e altrettanti film. Oggi è il lavoro firmato da Sönke Wortmann a raggiungere, dopo aver superato più di qualche problema in fase produttiva, la grande distribuzione e le sale cinematografiche italiane. Uscito in Germania già da sei mesi, La papessa racconta la vicenda della brillante Johanna di Ingelheim (Johanna Wokalek), sottratta in modo rocambolesco ad un destino apparentemente già segnato dalla propria condizione (“Le donne non possiedono l’abilità naturale di trarre conclusioni logiche… Le sezioni cerebrali femminili utili sono di dimensione tanto ridotta che le donne sono incapaci di comprendere idee o concetti elevati”, sostiene il suo maestro presso la cattedrale di Dorstadt) e perfettamente in grado di leggere, scrivere e imparare lingue straniere. Sfuggita al padre violento e bigotto – e mal tollerata dagli studiosi della Schola come un’eccezione inquietante alla regola della smaccata superiorità maschile, reiterata di continuo per due ore e mezza – l’intraprendente ragazzina si rifugia sotto l’ala protettrice del Conte Gerold (David Wenham), che la cresce come figlia sua. Incomprensibilmente, qualche anno dopo tra i due scatta un’attrazione che l’intreccio qui non supporta né giustifica a sufficienza; ma la partenza del bel cavaliere per la guerra lascia la nostra alla mercé della Contessa tradita e offesa, che decide di darla in sposa e liberarsene in assenza del marito. Salvata dall’incubo nuziale grazie alla provvidenziale irruzione di feroci invasori (alla faccia del deus ex machina), ma costretta al contempo ad inventarsi qualcosa per sopravvivere, l’ormai adulta Johanna si traveste da uomo e raggiunge il monastero benedettino di Fuda, dove vive per molti anni en travesti – chierica compresa. La mirabile propensione per lo studio e le scienze, nonché un’ulteriore fuga forzata per proteggere la propria identità, la portano a Roma, dove consolida ulteriormente la propria sapienza come Johannes Anglicus; ecco perché si ritrova ad essere l’uomo (?) giusto al momento giusto quando il ridanciano Papa Sergius (John Goodman), ammalatosi di gotta, rischia la vita. Molti intrighi vaticani ed eccentriche tuniche dopo, si troverà davanti ad una scelta che a parecchie donne moderne suonerebbe ironicamente familiare: da un lato la carriera (e che carriera!), per difendere la quale è chiamata a sopprimere letteralmente la propria femminilità; dall’altro il suo redivivo amore, tornato in superficie quasi fuori tempo massimo – appena in tempo, pare, per porla dinanzi al dilemma più grande. Donna Woolfolk Cross è l’autrice del romanzo del 1996 di cui Die Päpstin, questo il titolo originale, è adattamento; bestseller, il cartaceo ha però affrontato una vera e propria epopea prima di approdare su pellicola. Evidenti appaiono infatti, nel corso del corposo biopic che sfiora le due ore e mezza, i cambiamenti di registro e le incertezze di tono che hanno colpito il prodotto a causa dei diversi passaggi di mano in fase di realizzazione (sceneggiatori e interpreti si sono avvicendati in corso d’opera), il più clamoroso dei quali ha visto il buon Goodman ritirarsi dal progetto e poi rientrarvi a forza dopo la causa da tre milioni di dollari intentata contro di lui da parte della Constantin Film. A Franka Potente è andata meglio: sostituita dalla spigolosa Wokalek (La Banda Baader Meinhof), ha potuto evitare di prestarsi ad un disomogeneo drammone con poche prestazioni accettabili, un discutibile script tutto teso a prendersi troppo sul serio e un finale un po’ disturbante il cui messaggio intrinseco rende a dir poco perplessi: guardate attentamente il vostro parroco, gente, non si sa mai. Sono tra noi.


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

  • La papessa

    papessa

    Nonostante le varie tirate femministodi non è un film male e questo dimostra la mia teoria secondo la quale un bel film è quello che piace nonostante... Leggere il seguito

    Da  Tanci86
    CINEMA, CULTURA
  • La lettera

    lettera

    1999, Manoel de Oliveira.A Parigi una giovane donna d'alta borghesia sta vivendo un periodo difficile, delusione d'amore. Il fidanzato ufficiale non le garba... Leggere il seguito

    Da  Robydick
    CINEMA, CULTURA
  • La Jetée

    Jetée

    è un film del ‘62 di nemmeno mezz’ora che parla di e con frammenti.Frammentata è l’impostazione che vede un susseguirsi di fotografie in bianco e nero commentat... Leggere il seguito

    Da  Eraserhead
    CINEMA, CULTURA
  • La Antena

    Antena

    2007, Esteban Sapir.Un film muto, didascalie che si muovono nell'etere, musica a tema in ogni scena dove anche i mitra sparano a ritmo, omaggio estetico... Leggere il seguito

    Da  Robydick
    CINEMA, CULTURA
  • La medicina

    medicina

    Bentornati a tutti voi che seguite questo blog e benvenuti a quelli che leggono adesso per la prima volta uno dei miei post.Argomento odierno: la medicina. Leggere il seguito

    Da  Mauser
    CULTURA, SCIENZE
  • Recensione de "L'arcano della Papessa" nel blog "gelostellato"

    Recensione "L'arcano della Papessa" blog "gelostellato"

    Cari amici, vi segnalo la recensione apparsa nel blog "gelostellato" da parte del blogger e autore Raffaele Serafini.La recensione di Gelo è articolata e... Leggere il seguito

    Da  Luca Filippi
    CULTURA, GIALLI, LIBRI
  • Segnalazione - Recensione de "L'arcano della Papessa" su "Il Giornale"

    Con vivo piacere segnalo agli amici del sito la recensione de "L'arcano della Papessa" apparsa su "Il Giornale.it"Ecco le prime righe: Intrighi e passione alla... Leggere il seguito

    Da  Luca Filippi
    CULTURA, GIALLI, LIBRI