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Oggi finalmente vi proponiamo la ricetta di un pane in cui non occorre utilizzare il lievito madre, di cui, come sapete, facciamo largo uso.
L'idea è nata un pò per caso, e un pò per quella voglia di sperimentare cose nuove che ci accompagna da sempre.Iniziamo con il dire che la piadina e la piada sono in realtà due cose diverse, la differenza sostanziale tra i due pani è infatti, lo spessore e la grandezza della sfoglia, per esempio a Rimini troverete la piada, quella più sottile, mentre a Ravenna troverete quella più spessa, la piadina. Dopo esserci chiarite un pò le idee sulle differenze inter regionali torniamo a noi, per la preparazione di questo noto pane romagnolo servono pochi ingredienti, è molto versatile, poichè lo si può riempire come si vuole, e inoltre è molto semplice da preparare.
C'è da dire che per la cottura occorrerebbe un bel "testo", che altro non è che una piastra dedicata a questa funzione, oggi comunemente è utilizzata quella in ghisa, ma a Montetiffi la si può trovare fatta in terracotta, con la stessa tecnica utilizzata dagli artigiani romagnoli molti e molti anni fa. Purtroppo non ne possediamo ancora uno, così abbiamo deciso di utilizzare la nostra pietra refrattaria, il risultato ci è molto piaciuto, dunque siamo pronte a condividerlo. Questa è la versione che utilizza lo strutto, ma presto proveremo a fare anche quella che al posto del grasso animale utilizza l'olio extravergine di oliva...
Ingredienti500 gr farina di grano tenero tipo "0"100 gr strutto1 cucchiaio di sale marino250 gr acqua tiepida
Fate una fontana con la farina, fate il solito buco e riponetevi lo strutto, che per comodità avrete avuto cura di tirarlo fuori dal frigo almeno 3 ore prima.
Aggiungete il sale, e poco alla volta l'acqua tiepida, iniziando a impastare.
Incorporate tutta l'acqua alla farina e lavorate energicamente, dovrete ottenere una bella palla liscia.
Lasciate riposare l'impasto, coprendolo con un canovaccio per circa 1 ora.
Dividete l'impasto in porzioni, le nostre erano di circa 70 gr, e fatene tante palline. Una volta formate mettetele in un contenitore ermetico e riponetelo in frigorifero per non meno di 2 ore.
Prima della cottura, l'impasto dovrà riposare almeno 30 min a temperatura ambiente, pena la difficoltà nel tirare la sfoglia.
Mattarello alla mano, ottenete delle sfoglie sottili, vi consigliamo di riporle una sopra l'altra, avendo cura di aggiungere un pò di farina in ogni strato.
Noi abbiamo riscaldato la nostra pietra refrattaria sui fornelli, per circa 30 min a fuoco medio, immaginiamo che in assenza, si possa usare una padella pesante, dal fondo spesso, ben riscaldata.
Mettete la piada sulla pietra, ruotatela spesso durante la cottura, eliminate le possibili bolle, e una volta dorata, giratela e ripetete la stessa operazione.
Dovrete ottenere una sfoglia ben cotta e flessibile, per essere una buona piada non dovrà assolutamente rompersi durante l'arrotolamento...
Con cosa condirla? Date libero sfogo alla vostra fantasia!
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